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MotoGp, Gp Germania; Rossi: "Fermarmi prima? Al massimo sarei finito sesto''

La scelta di non sostituire le gomme, mentre la pista s'asciugava, si è rivelata un autogol imperdonabile per Valentino: ''La verità è che non sono mai molto bravo, quando si cambia moto in corsa. E poi la Yamaha è difficile da gestire, in queste condizioni''. Marquez, mondiale in tasca: ''Ora devo solo stare attento''

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SACHSENRING (Germania) - Se era quasi un match ball, allora tra Marquez e il terzo titolo in MotoGp manca poco. Per il catalano questa vittoria in Sassonia è probabilmente decisiva, perché i due rivali adesso sono lontanissimi: Lorenzo, un fantasma, insegue a 48 punti; Rossi, un altro disastro tattico, è a 59 lunghezze. "Ho scavato un bel gap in queste ultime gare", sorride il Ragionier Marc. Dopo Le Mans il terzetto era appiccicato in classifica, da allora - con 3 secondi posti e il successo odierno - ha approfittato delle incertezze della coppia Yamaha. "Quest'anno non sono il più veloce, ma il più costante". Sintesi esemplare. "Da adesso in poi devo diventare il più attento". Mancano 9 gran premi alla fine del campionato, però nel paddock dicono che il finale della storia è già scritto.

 Valentino si è buttato via, un'altra volta. Sul bagnato stava facendo bene: secondo dietro a Dovizioso con un Marquez in difficoltà e Lorenzo tremebondo. Ma la scelta di non sostituire le gomme, mentre la pista s'asciugava, si è rivelata un autogol imperdonabile. E' vero, il pesarese dice che stava recuperando sul ducatista: "E quando le cose vanno bene è difficile trovare il coraggio di cambiare al volo". Marc invece poteva tranquillamente azzardare, perché con la extra-morbida s'era trovato malissimo e non gli restava che voltare pagina: "Forse l'ho fatto pure troppo presto", ha confessato candidamente il catalano, che in precedenza era uscito di pista riuscendo miracolosamente a rientrare, "Ma sono riuscito a gestire la situazione nei primi 2-3 giri, poi è stato tutto più semplice". Rossi sostiene che non ha pagato poi più di tanto, l'essere andato ai box un paio di giri dopo la chiamata del suo team: "La verità è che non sono mai molto bravo, quando si cambia moto in corsa. E poi la Yamaha è difficile da gestire, in queste condizioni. Se fossi rientrato prima, al massimo avrei fatto sesto. Quando sono ripartito, Crutchlow e Dovizioso mi hanno rifilato 10 secondi in un paio di tornate. Un disastro". C'è la sensazione che la squadra abbia fatto parecchia confusione: gli altri hanno montato le gomme d'asciutto, mentre Vale si è ritrovato con le intermedie. "Sulla carta, con le slick poteva anche essere peggio. Però sarebbe stato bello provare". In una gara tutta asciutta o tutta bagnata avrebbe potuto lottare per la vittoria, sostiene il Dottore. Invece. "Peccato. Un'altra occasione perduta". E forse non ce ne saranno altre.

La Ducati sorride con Andrea Dovizioso, a lungo in testa e poi caparbio nel riacciuffare il podio dopo il tardivo cambio dei pneumatici. "Ma quando sei in sella è più difficile valutare la situazione, e non possiamo certo comunicare via-radio con il box", spiega il forlivese. "Però il bicchiere è mezzo pieno: qui in Germania la Rossa aveva sempre fatto fatica, questo terzo posto è un bel premio per tutta la squadra". Iannone si accontenta di un anonimo - per lui - quinto posto, preceduto da un'altra Ducati (in versione Pramac), quella di Scott Redding. Anche Danilo Petrucci ha fatto sognare, in testa per qualche giro ma poi costretto al ritiro. Sì. Per gli italiani poteva essere una domenica migliore.
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