MotoGp, Rossi non molla: ''Errori e sfortuna, ma posso ancora farcela''
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRIMea culpa di Valentino dopo il Gp in Germania: ''Ho sbagliato, ma dal Mugello gira tutto storto. Il vento però può cambiare all'improvviso. Magari già da Zeltweg. Io penso positivo"
SACHSENRING - Il motore che salta al Mugello, la sciagurata caduta di Assen, ieri pomeriggio il pasticcio col cambio gomme sulla pista sassone: in due mesi ha perso 52 punti da Marquez, che al giro di boa della MotoGP si è già cucito mezzo mondiale sulla tuta.
Valentino, ma che succede?
"Fisicamente non sono mai stato così forte, e la testa è quella giusta. Nei fine-settimana al box lavoriamo bene con l'assetto della M1, i consigli di Cadalora funzionano: anche questa volta ero riuscito a partire dalla prima fila".
E allora di chi è la colpa?
"Mia: non sono mai stato abbastanza bravo nel cambiare moto durante la corsa. E' successo ieri e in Argentina, solo che a Termas con la caduta finale dei ducatisti ho comunque chiuso secondo. Ho sbagliato pure in Olanda, a tenere quel ritmo: avrei vinto anche rallentando un po', ma non sapevo di avere tutto quel vantaggio".
Mea culpa, Dottore.
"Sì, però che sfor…
Valentino, ma che succede?
"Fisicamente non sono mai stato così forte, e la testa è quella giusta. Nei fine-settimana al box lavoriamo bene con l'assetto della M1, i consigli di Cadalora funzionano: anche questa volta ero riuscito a partire dalla prima fila".
E allora di chi è la colpa?
"Mia: non sono mai stato abbastanza bravo nel cambiare moto durante la corsa. E' successo ieri e in Argentina, solo che a Termas con la caduta finale dei ducatisti ho comunque chiuso secondo. Ho sbagliato pure in Olanda, a tenere quel ritmo: avrei vinto anche rallentando un po', ma non sapevo di avere tutto quel vantaggio".
Mea culpa, Dottore.
"Sì, però che sfor…
SACHSENRING - Il motore che salta al Mugello, la sciagurata caduta di Assen, ieri pomeriggio il pasticcio col cambio gomme sulla pista sassone: in due mesi ha perso 52 punti da Marquez, che al giro di boa della MotoGP si è già cucito mezzo mondiale sulla tuta.
Valentino, ma che succede?
"Fisicamente non sono mai stato così forte, e la testa è quella giusta. Nei fine-settimana al box lavoriamo bene con l'assetto della M1, i consigli di Cadalora funzionano: anche questa volta ero riuscito a partire dalla prima fila".
E allora di chi è la colpa?
"Mia: non sono mai stato abbastanza bravo nel cambiare moto durante la corsa. E' successo ieri e in Argentina, solo che a Termas con la caduta finale dei ducatisti ho comunque chiuso secondo. Ho sbagliato pure in Olanda, a tenere quel ritmo: avrei vinto anche rallentando un po', ma non sapevo di avere tutto quel vantaggio".
Mea culpa, Dottore.
"Sì, però che sfortuna. E' cominciato tutto con quella storia del Mugello: una gara che sarebbe stata perfetta, invece il motore mi ha abbandonato. Da allora mi gira storta: ci si mette pure il meteo...".
Al Sachsering prima s'è messo a piovere, poi ha smesso. E nel tardo pomeriggio è venuto pure il sole. Che beffa.
"Se fosse stato un gran premio completamente asciutto, potevo giocarmela. Ancora di più se avesse sempre piovuto. Ma così, costretto a fermarmi per mettere gli altri pneumatici, lo sapevo che sarebbe finita male".Dal box però le avevano detto di uscire almeno tre giri prima.
"Era lo stesso. Col cambio gomme non vado, niente da fare. Avete visto: in un solo giro, al rientro, Crutchlow e Dovizioso mi hanno preso quasi 10 secondi. Se avessi seguito quello che diceva la squadra, al massimo sarei arrivato sesto".
Alla Honda hanno adottato una strategia migliore: Marquez ha alzato un braccio per avvertire i suoi, è uscito. E niente gomma intermedia.
"Dopo è sempre facile giudicare. Ma io in quel momento andavo forte, la pista era ancora bagnata e non me la sono sentita. Marc era in difficoltà, non aveva niente da perdere. L'intermedia è stata una scelta di tutto il team. Sì, potevo anche io puntare sulle slick, quelle da asciutto. Forse poteva andare meglio. Oppure peggio".
Se aveste comunicato via radio, come fanno nella Formula Uno.
"Dieci anni fa erano state fatte delle prove, nel motomondiale. Non siamo andati avanti, forse per una questione di costi. Riparliamone, potrebbe servire".
Adesso però Marquez ha 59 punti di vantaggio, e giura che sarà molto prudente nell'amministrarlo. E' già finita?
"Per niente. Errori e sfortuna fanno parte del gioco, dopo venti mondiali lo so come vanno le cose. E so anche che il vento può cambiare all'improvviso. Magari già da Zeltweg".
La gara è a metà agosto. Queste lunghe soste tra un gran premio e l'altro non danno fastidio?
"Diciamo che tante interruzioni non ci volevano. Ma ne approfitterò per allenarmi ancora di più. Domani e dopo proviamo sulla pista austriaca. Possiamo ancora farcela. Io penso positivo".
Valentino, ma che succede?
"Fisicamente non sono mai stato così forte, e la testa è quella giusta. Nei fine-settimana al box lavoriamo bene con l'assetto della M1, i consigli di Cadalora funzionano: anche questa volta ero riuscito a partire dalla prima fila".
E allora di chi è la colpa?
"Mia: non sono mai stato abbastanza bravo nel cambiare moto durante la corsa. E' successo ieri e in Argentina, solo che a Termas con la caduta finale dei ducatisti ho comunque chiuso secondo. Ho sbagliato pure in Olanda, a tenere quel ritmo: avrei vinto anche rallentando un po', ma non sapevo di avere tutto quel vantaggio".
Mea culpa, Dottore.
"Sì, però che sfortuna. E' cominciato tutto con quella storia del Mugello: una gara che sarebbe stata perfetta, invece il motore mi ha abbandonato. Da allora mi gira storta: ci si mette pure il meteo...".
Al Sachsering prima s'è messo a piovere, poi ha smesso. E nel tardo pomeriggio è venuto pure il sole. Che beffa.
"Se fosse stato un gran premio completamente asciutto, potevo giocarmela. Ancora di più se avesse sempre piovuto. Ma così, costretto a fermarmi per mettere gli altri pneumatici, lo sapevo che sarebbe finita male".Dal box però le avevano detto di uscire almeno tre giri prima.
"Era lo stesso. Col cambio gomme non vado, niente da fare. Avete visto: in un solo giro, al rientro, Crutchlow e Dovizioso mi hanno preso quasi 10 secondi. Se avessi seguito quello che diceva la squadra, al massimo sarei arrivato sesto".
Alla Honda hanno adottato una strategia migliore: Marquez ha alzato un braccio per avvertire i suoi, è uscito. E niente gomma intermedia.
"Dopo è sempre facile giudicare. Ma io in quel momento andavo forte, la pista era ancora bagnata e non me la sono sentita. Marc era in difficoltà, non aveva niente da perdere. L'intermedia è stata una scelta di tutto il team. Sì, potevo anche io puntare sulle slick, quelle da asciutto. Forse poteva andare meglio. Oppure peggio".
Se aveste comunicato via radio, come fanno nella Formula Uno.
"Dieci anni fa erano state fatte delle prove, nel motomondiale. Non siamo andati avanti, forse per una questione di costi. Riparliamone, potrebbe servire".
Adesso però Marquez ha 59 punti di vantaggio, e giura che sarà molto prudente nell'amministrarlo. E' già finita?
"Per niente. Errori e sfortuna fanno parte del gioco, dopo venti mondiali lo so come vanno le cose. E so anche che il vento può cambiare all'improvviso. Magari già da Zeltweg".
La gara è a metà agosto. Queste lunghe soste tra un gran premio e l'altro non danno fastidio?
"Diciamo che tante interruzioni non ci volevano. Ma ne approfitterò per allenarmi ancora di più. Domani e dopo proviamo sulla pista austriaca. Possiamo ancora farcela. Io penso positivo".