SILVERSTONE - "La notte del terremoto mi sono svegliato anch'io: ho sentito tutto tremare. E non ho più preso sonno. E' difficile esprimere a parole la pena che provo".
Danilo Petrucci, 25 anni, pilota della Ducati Pramac, vive a Terni.
"In linea d'aria, 30-40 chilometri da Amatrice. Le mie montagne. E' lì che sono cresciuto, che ho imparato ad andare in moto. Terre straordinarie, ma mi ricordo ancora della scossa che fece tutti quei danni a Nocera Umbra, nel '97: ero un bambino. E i miei genitori hanno tante altre storie tristi, da raccontare".
Domenica a Silverstone correrà per la gente delle sue montagne.
"Sarebbe bellissimo regalare un podio qui in Inghilterra, come quello dell'anno scorso. Tra 10 giorni, a Misano, dedicherò loro il nuovo casco".
Domattina prima giornata di prove libere. 'Petrux' è arrivato ieri pomeriggio in Inghilterra. Pioveva, buon segno.
"Lo scorso anno il temporale mi ha aiutato, lo ammetto. Sull'asciutto avevo fatto la peggior qualifica dell'anno - diciottesimo -, poi si è scatenata una bufera e ho chiuso secondo dietro a Valentino. Credo di aver fatto corse migliori, ma di sicuro quello è il risultato più importante della mia carriera".
'Il Signore della Pioggia', dicono di Danilo.
"Fino ai 15 anni ho corso con moto da cross e trial: per questo ho un buon controllo sulle superfici scivolose, con scarsa aderenza. Ma quando sono arrivato in MotoGp avevo paura anch'io: il fatto è che allora la mia moto andava veramente piano, così per mettermi in mostra sono stato costretto a rischiare dove gli altri erano prudenti. Mi è andata bene, ho cominciato ad avere fiducia. Però...".
Però?
"Quest'anno sono due volte che vado in testa sul bagnato e non finisco la gara. In Olanda mi si è rotto il motore, al Sachsenring sono scivolato. Ma siete proprio sicuri di questa storia del 'Signore della Pioggia'? Io comincio ad avere dei dubbi".
Poliziotto con le Fiamme Oro. Uno dei piloti più simpatici del paddock. Simpatico, e un po' sfortunato.
"Nei test in Malesia all'inizio della stagione avevo fatto il secondo tempo. Era il mio momento, invece mi sono rotto una mano e ho perso 4 gran premi. Rientrare è stato durissimo. Ci stavo riuscendo, andavo forte: poi quegli 'zeri', non ci voleva. Nelle ultime due gare, le nostre Ducati - la sua e quella di Scott Redding, compagno di squadra nel team di Paolo Campinoti, ndr - hanno un po' faticato. Ma stanno arrivando piste più adatte a noi. Non è ancora finita. Anzi".
Danilo 'Petrux' è con la Rossa almeno fino al 2017. Sogna di fare come Iannone, che dalla Pramac è passato alla versione ufficiale.
"Farò di tutto, per riuscirci. Il prossimo anno poi in Ducati arriva Lorenzo: uno che c'è solo da imparare e da migliorare, a stargli accanto".
Mancano 7 gare al termine della stagione: Valentino può ancora farcela a prendersi il decimo titolo?
"Marquez ha un gran vantaggio e ha imparato ad amministrarlo. Ma quest'anno, complice l'adattamento alle Michelin, ogni gara può essere una sorpresa. Non è finita, per Vale".
Per Petrucci si ricomincia da domani.
"Il circuito di Silverstone non mi fa impazzire, però mi porta bene: nel 2011 ci ho vinto il mio primo gran premio mondiale, nella SuperStock 1000 con la Ducati. Sì, sarebbe bello ripetere il podio dello scorso anno. E regalare un pizzico di felicità alla povera gente delle mie montagne".
Danilo Petrucci, 25 anni, pilota della Ducati Pramac, vive a Terni.
"In linea d'aria, 30-40 chilometri da Amatrice. Le mie montagne. E' lì che sono cresciuto, che ho imparato ad andare in moto. Terre straordinarie, ma mi ricordo ancora della scossa che fece tutti quei danni a Nocera Umbra, nel '97: ero un bambino. E i miei genitori hanno tante altre storie tristi, da raccontare".
Domenica a Silverstone correrà per la gente delle sue montagne.
"Sarebbe bellissimo regalare un podio qui in Inghilterra, come quello dell'anno scorso. Tra 10 giorni, a Misano, dedicherò loro il nuovo casco".
Domattina prima giornata di prove libere. 'Petrux' è arrivato ieri pomeriggio in Inghilterra. Pioveva, buon segno.
"Lo scorso anno il temporale mi ha aiutato, lo ammetto. Sull'asciutto avevo fatto la peggior qualifica dell'anno - diciottesimo -, poi si è scatenata una bufera e ho chiuso secondo dietro a Valentino. Credo di aver fatto corse migliori, ma di sicuro quello è il risultato più importante della mia carriera".
'Il Signore della Pioggia', dicono di Danilo.
"Fino ai 15 anni ho corso con moto da cross e trial: per questo ho un buon controllo sulle superfici scivolose, con scarsa aderenza. Ma quando sono arrivato in MotoGp avevo paura anch'io: il fatto è che allora la mia moto andava veramente piano, così per mettermi in mostra sono stato costretto a rischiare dove gli altri erano prudenti. Mi è andata bene, ho cominciato ad avere fiducia. Però...".
Però?
"Quest'anno sono due volte che vado in testa sul bagnato e non finisco la gara. In Olanda mi si è rotto il motore, al Sachsenring sono scivolato. Ma siete proprio sicuri di questa storia del 'Signore della Pioggia'? Io comincio ad avere dei dubbi".
Poliziotto con le Fiamme Oro. Uno dei piloti più simpatici del paddock. Simpatico, e un po' sfortunato.
"Nei test in Malesia all'inizio della stagione avevo fatto il secondo tempo. Era il mio momento, invece mi sono rotto una mano e ho perso 4 gran premi. Rientrare è stato durissimo. Ci stavo riuscendo, andavo forte: poi quegli 'zeri', non ci voleva. Nelle ultime due gare, le nostre Ducati - la sua e quella di Scott Redding, compagno di squadra nel team di Paolo Campinoti, ndr - hanno un po' faticato. Ma stanno arrivando piste più adatte a noi. Non è ancora finita. Anzi".
Danilo 'Petrux' è con la Rossa almeno fino al 2017. Sogna di fare come Iannone, che dalla Pramac è passato alla versione ufficiale.
"Farò di tutto, per riuscirci. Il prossimo anno poi in Ducati arriva Lorenzo: uno che c'è solo da imparare e da migliorare, a stargli accanto".
Mancano 7 gare al termine della stagione: Valentino può ancora farcela a prendersi il decimo titolo?
"Marquez ha un gran vantaggio e ha imparato ad amministrarlo. Ma quest'anno, complice l'adattamento alle Michelin, ogni gara può essere una sorpresa. Non è finita, per Vale".
Per Petrucci si ricomincia da domani.
"Il circuito di Silverstone non mi fa impazzire, però mi porta bene: nel 2011 ci ho vinto il mio primo gran premio mondiale, nella SuperStock 1000 con la Ducati. Sì, sarebbe bello ripetere il podio dello scorso anno. E regalare un pizzico di felicità alla povera gente delle mie montagne".