Sport

MotoGp, Rossi sogna il grande finale: ''Servirà per la prossima stagione''

Staccato di 52 punti da Marquez e con quattro gare in calendario a Valentino non resta che difendere il secondo posto: ''Sarà importante salire il più in alto possibile sul podio''

2 minuti di lettura
ARAGON - Marquez ha vinto come previsto. Il mondiale è in cassaforte. Niente "miracolo", ghignano gli spagnoli. Poveretti, si sbagliano. Il prodigio di Aragon c'è. Si chiama Valentino.
Uno che a 37 anni, 9 mondiali e 114 gran premi vinti non si arrende.
"Almeno fino a quando la matematica non mi darà più scampo".
L'obiettivo è chiudere davanti a tutti le 4 gare che restano.
"Anche se forse non basterà per il titolo. Ma sarà importante salire più in alto possibile sul podio: dobbiamo cominciare a costruire la prossima stagione".
"Mi sembra impossibile che Vale smetta a 40 anni": è vero quel che dice il suo capomeccanico, Silvano Galbusera?
"Sono d'accordo con lui. Smettere? Ho già la paranoia a pensare che nel 2018 mi scade il contratto con Yamaha. E allora sapete che c'è? Divertiamoci per i prossimi due anni. E poi vediamo".
Valentino infinito. Come Totti, che ha appena festeggiato i 40.
"E' un po' imbarazzante pensare che a quell'età potrei essere ancora lì a correre. Ma se sarò competitivo, se continuerò a divertirmi, allora lo faccio. Mi piacciono, i progetti a lungo termine".
Che peccato: sembrava l'anno giusto, per il decimo mondiale.
"A metà campionato, con 3 gare senza punti, ho capito che sarebbe stata un'impresa impossibile. Errori, sfortuna: le cadute di Austin ed Assen, il motore che si rompe al Mugello". Anche ad Aragon, sulla pista di Marquez, Valentino ha dato battaglia.
"Sono partito bene, sulla luce: come un centometrista. All'inizio è stata una bagarre divertente: ho passato Crutchlow e Dovizioso, poi una bella lotta con Vinales. Avevo un gran passo, ci ho fatto un pensierino anche perché Marc e Lorenzo - chissà perché - li vedevo un po' in difficoltà".
Marquez era scivolato al quinto posto.
"E ho pensato che avesse dei problemi con la ruota davanti. Invece. Era troppo veloce".
A metà gara gli era ancora appiccicato.
"Avevamo lavorato sull'assetto della M1 proprio per salvaguardare la gomma dietro e venir fuori nella seconda parte della corsa. Non è successo. Sono cominciati i problemi in frenata e sull'anteriore".
Nel finale è arrivata la rimonta di Lorenzo.
"E' venuto a prendermi: ne aveva più di me, e poi su questa pista va molto forte. Ho pensato: gli resto attaccato coi denti, poi mi gioco le mie carte nell'ultimo giro".
Però, quel sorpasso sbagliato.
"Il mio non è stato un sorpasso. Semplicemente, ho sbagliato la frenata alla curva 11, sono arrivato un pelo lungo. Se avessi continuato gli sarei andato addosso: ho avuto più paura di quel che sarebbe successo dopo (ride), che dell'incidente in sé. Ma no, a parte gli scherzi: quando arrivi da dietro hai delle responsabilità. Ho preferito evitare disastri e andare lungo, addio secondo posto. Peccato".
Meno 52 da Marquez, più 14 su Lorenzo.
"Bisogna essere realistici. Diciamo che il secondo posto in un mondiale è comunque importante, anche se il titolo è un'altra cosa. Però adesso non penso alla classifica. Mi interessa solo fare bene nei gran premi che restano, essere competitivo, restare concentrato. Ripartire tra 2 settimane, a Motegi".
C'è sempre tempo per vincere. Per i miracoli.
"E per divertirsi in sella ad una moto".
I commenti dei lettori