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Moto gp, Rossi: "Ducati e Honda sono avanti. Così Mondiale impossibile"

Valkentino deluso dal settimno posto in Austria: "Loro hanno fatto un passo avanti, noi no. E’ una questione meccanica ed elettronica che devono risolvere ad Iwata: noi possiamo fare mille cose a livello di messa a punto, ma non basta”.
 

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SPIELBERG - Un settimo posto al Gp d'Austria non può certo rendere felice Valentino Rossi che vede sempre più lontana la vetta della classifuca mondiale del Motogp.

Doveva essere la settimana decisiva nella lotta al titolo, ma Valentino in due gare ha perso punti da tutti i suoi 4 rivali: 23 da Marquez, 11 da Dovizioso, 4 da Viñales e 16 da Pedrosa.
 “Se arrivi settimo in un gran premio, non è molto intelligente pensare di vincere il mondiale”.
 
A Silverstone, il 27 agosto, rischia di essere l’ultimo appello.
 “E’ una pista che si adatta di più alle Yamaha rispetto a questa austriaca, lo scorso anno siamo stati abbastanza veloci. Ma se in Giappone non si danno da fare, la vedo difficile”.
 
Cosa è successo?

 “La stessa cosa di Jerez e Barcellona, un problema che ci portiamo dietro dalla passata stagione ma adesso è diventato più evidente e qui non ce l’aspettavamo: dopo un po’ di giri finiamo la gomma posteriore. Cominciamo a fare fatica, a spinnare troppo in uscita. Dobbiamo rallentare tanto, e la moto diventa anche molto difficile da guidare”.
 
Ieri era partito bene.
 “Perché la moto era competitiva, ed avevamo lavorato sul setting con buoni risultati: il giorno prima avevo fatto dei long run da 11-12 giri ed ero veloce sia con la gomma media che con la dura”.
 
Poi al via ha deciso di montare la ‘hard’.
 “E ho subito recuperato, andavo forte: mi sono messo dietro Marquez e le due Ducati, ero nel gruppo di quelli che potevano lottare per il podio. Ma dopo 12 o 13 giri è calato il pneumatico dietro ed è stato tutto più complicato, nell’ultima parte eravamo davvero lenti”.
 
All’inizio della stagione sembrava andare tutto alla grande. Poi è arrivato quel cambio di telaio che lei ha fortissimamente voluto. La M1 è andata in crisi.
 “No. La moto non è mai stata veramente veloce, io e Maverick prendevamo 7-8 decimi. Dopo Assen, il cambio di telaio ha funzionato perché da allora curviamo meglio. Però in accelerazione finiamo sempre per stressare troppo la gomma, è un inconveniente che è rimasto dalla passata stagione e che in certe piste – Jerez, Barcellona – si è fatto più evidente. E’ successo anche qui”.
 
Sembra una dichiarazione di resa.
“Non ci arrendiamo. Però è chiaro che Ducati e Honda hanno fatto un passo avanti, noi no. E’ una questione meccanica ed elettronica che devono risolvere ad Iwata: noi possiamo fare mille cose a livello di messa a punto, ma non basta”.

 Deluso?
 “Molto. Questa è una pista con grandi rettilinei, e la velocità di punta non è mai stata un pregio delle Yamaha. Ma ci eravamo preparati bene, se sabato non avessi trovato una morbida difettosa avrei anche potuto chiudere in prima fila o quarto. La partenza è stata ok, però dopo metà gara che disastro. E’ un peccato, anche perché a Brno andavamo forte e ho buttato via un podio con il flag-to-flag”.
 
Che vittoria, Dovizioso.
 “Quella con Marquez è stata una bellissima lotta, complimenti ad Andrea: se li merita”.
 
Tra due settimane il Doc ci riprova. E non può più fallire.
 “A Silverstone ci sono dei bei curvoni come a Brno, ho fatto quasi sempre delle belle cose. Boh. Non so quanto ci metteranno ad Iwata a risolvere il problema. Speriamo facciano in fretta”.
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