MOTEGI - "Diobo', ma che freddo!". Nel nord del Giappone la notte scende che è ancora pomeriggio. Tredici gradi. Valentino alza il bavero della giacca, tira su col naso, scuote la testa. Gli occhi rossi e lucidi. "Sto un disastro. Ieri febbre, un viaggio difficile. Stanotte non ho dormito". Fa una smorfia. "Da domani andrà meglio. Spero". Invece Marc Marquez sorride felice: "Mai avuto problemi a prendere sonno, io. E' tutto perfetto".
Marquez scaramantico: "Ma quale match-ball"
Così perfetto che qualcuno insiste col primo match-ball per il catalano, a 4 gare dal termine: se domenica vince a Motegi, se Rossi non va a punti, se Lorenzo non sale sul podio... "Troppi 'se': lasciamo perdere. Di questa cosa proprio non voglio parlarne". Scaramantico, il ragazzo. "Non mi interessa quando, dove o come: mi interessa il titolo". E per prenderselo, Marquez è disposto a tornare Ragioniere: "In Giappone un podio sarebbe prezioso. Da oggi e fino a Valencia, l'importante sarà arrivare in fondo. Restando calmi durante le prove, perché una caduta potrebbe pregiudicare tutto".
Le incognite giapponesi
Anche Valentino, che su questa pista ha sempre fatto bene ma ha vinto solo due volte, si mostra stranamente prudente: "Perché guardo un po' disperato il distacco da Marc, 52 punti. Non è finita, d'accordo. Però dovrei anche cercare di amministrare il mio vantaggio su Lorenzo (+14): l'obiettivo è arrivare davanti a quei due, ma rischiare il tutto per tutto non sarebbe intelligente". Quello di Motegi è il primo di 3 gran premi in 3 settimane (poi Australia, Malesia). "Molto stressante, ci vogliono attenzione e fortuna. In Giappone molto dipenderà dal meteo: freddo, nebbia. E le Michelin. Troppe incognite".
Valentino: "Ancora una vittoria. Almeno"
Depresso? Manco per sogno. Il Dottore promette 'almeno' un successo da qui a Valencia. "Quest'anno sono fermo a 2 vittorie: poche, perché sono andato veramente forte. Ma al Mugello è saltato il motore, ad Assen ho sbagliato e sono caduto, a Misano si è messo di mezzo Pedrosa. Che peccato. Però arrivano 4 gare bellissime. E io ci sono". Con uno sguardo già alla prossima stagione. "Ci stiamo lavorando. Anche se non abbiamo ancora provato la moto per il 2017, a differenza di Honda e Ducati. A proposito: io credo sarà molto diversa dall'attuale, serviva un grande cambiamento, sono ottimista. In questi giorni, quando vado dai giapponesi della Yamaha per capire qualcosa di più, quelli se la ridono e si cuciono la bocca: buon segno".
Iannone salta anche l'Australia?
Jorge Lorenzo giura di non essere così interessato a giocarsi il secondo posto in classifica con Vale ("L'importante è il titolo. Quest'anno mi resterà la consolazione di averlo vinto la stagione passata"), ma poi dice che darà il massimo e allora a Motegi sarà un'altra battaglia. Rossi dice che lui e la Ducati nel 2017 "faranno paura", il maiorchino però non potrà provare la Rossa a fine novembre perché Yamaha non gli ha dato il permesso. Jorge prenderà il posto di Andrea Iannone, assente anche a Motegi - musi lunghi a Borgo Panigale -, sostituito da Hector Barbera. "Se ha deciso di non correre avrà i suoi motivi, buoni o cattivi che siano", taglia corto Andrea Dovizioso, che dopo il flop di Aragon (undicesimo) vorrebbe tornare protagonista sfruttando le accelerazioni della Desmosedici su un circuito favorevole come questo. Iannone domani si sottoporrà ad un'altra Tac per vedere a che punto è la calcificazione della vertebra fratturata: a rischio anche Phillip Island?
Marquez scaramantico: "Ma quale match-ball"
Così perfetto che qualcuno insiste col primo match-ball per il catalano, a 4 gare dal termine: se domenica vince a Motegi, se Rossi non va a punti, se Lorenzo non sale sul podio... "Troppi 'se': lasciamo perdere. Di questa cosa proprio non voglio parlarne". Scaramantico, il ragazzo. "Non mi interessa quando, dove o come: mi interessa il titolo". E per prenderselo, Marquez è disposto a tornare Ragioniere: "In Giappone un podio sarebbe prezioso. Da oggi e fino a Valencia, l'importante sarà arrivare in fondo. Restando calmi durante le prove, perché una caduta potrebbe pregiudicare tutto".
Le incognite giapponesi
Anche Valentino, che su questa pista ha sempre fatto bene ma ha vinto solo due volte, si mostra stranamente prudente: "Perché guardo un po' disperato il distacco da Marc, 52 punti. Non è finita, d'accordo. Però dovrei anche cercare di amministrare il mio vantaggio su Lorenzo (+14): l'obiettivo è arrivare davanti a quei due, ma rischiare il tutto per tutto non sarebbe intelligente". Quello di Motegi è il primo di 3 gran premi in 3 settimane (poi Australia, Malesia). "Molto stressante, ci vogliono attenzione e fortuna. In Giappone molto dipenderà dal meteo: freddo, nebbia. E le Michelin. Troppe incognite".
Valentino: "Ancora una vittoria. Almeno"
Depresso? Manco per sogno. Il Dottore promette 'almeno' un successo da qui a Valencia. "Quest'anno sono fermo a 2 vittorie: poche, perché sono andato veramente forte. Ma al Mugello è saltato il motore, ad Assen ho sbagliato e sono caduto, a Misano si è messo di mezzo Pedrosa. Che peccato. Però arrivano 4 gare bellissime. E io ci sono". Con uno sguardo già alla prossima stagione. "Ci stiamo lavorando. Anche se non abbiamo ancora provato la moto per il 2017, a differenza di Honda e Ducati. A proposito: io credo sarà molto diversa dall'attuale, serviva un grande cambiamento, sono ottimista. In questi giorni, quando vado dai giapponesi della Yamaha per capire qualcosa di più, quelli se la ridono e si cuciono la bocca: buon segno".
Iannone salta anche l'Australia?
Jorge Lorenzo giura di non essere così interessato a giocarsi il secondo posto in classifica con Vale ("L'importante è il titolo. Quest'anno mi resterà la consolazione di averlo vinto la stagione passata"), ma poi dice che darà il massimo e allora a Motegi sarà un'altra battaglia. Rossi dice che lui e la Ducati nel 2017 "faranno paura", il maiorchino però non potrà provare la Rossa a fine novembre perché Yamaha non gli ha dato il permesso. Jorge prenderà il posto di Andrea Iannone, assente anche a Motegi - musi lunghi a Borgo Panigale -, sostituito da Hector Barbera. "Se ha deciso di non correre avrà i suoi motivi, buoni o cattivi che siano", taglia corto Andrea Dovizioso, che dopo il flop di Aragon (undicesimo) vorrebbe tornare protagonista sfruttando le accelerazioni della Desmosedici su un circuito favorevole come questo. Iannone domani si sottoporrà ad un'altra Tac per vedere a che punto è la calcificazione della vertebra fratturata: a rischio anche Phillip Island?