MotoGp, Australia: pioggia e freddo, libere a metà. Rossi penalizzato: ''Un equivoco''
di MASSIMO CALANDRIIl maltempo condiziona i piloti a Phillip Island, in pista solo al mattino. Valentino (secondo crono alle spalle di Crutchlow) retrocesso in fondo al gruppo per un giro di troppo
PHILLIP ISLAND - Pioggia fitta, vento da nord, freddo. Sembra la Scozia alla vigilia di una partita del Sei Nazioni di rugby, invece è l'Australia della MotoGp e una prima giornata di prove libere che lascia i piloti zuppi e perplessi, dopo che la seconda sessione - accompagnata per un po' dalla bandiera rossa, che ha imposto un lungo rinvio - in pratica non si è usciti dai box. Dicono che domani il meteo potrebbe addirittura peggiorare e allora che gara sarà domenica?
Il Dottore retrocesso dai giudici: "Un equivoco" - Valentino Rossi è preoccupato ma non molla, tra i Grandi è stato comunque il più veloce - secondo crono dietro a Crutchlow - però per un "equivoco" è stato retrocesso in fondo al gruppo: "Ho usato le gomme extra soft per più di 10 giri: quello di non andare oltre il limite era un ordine, io credevo fosse solo un consiglio". Poco male, il pesarese è soddisfatto pe…
Il Dottore retrocesso dai giudici: "Un equivoco" - Valentino Rossi è preoccupato ma non molla, tra i Grandi è stato comunque il più veloce - secondo crono dietro a Crutchlow - però per un "equivoco" è stato retrocesso in fondo al gruppo: "Ho usato le gomme extra soft per più di 10 giri: quello di non andare oltre il limite era un ordine, io credevo fosse solo un consiglio". Poco male, il pesarese è soddisfatto pe…
PHILLIP ISLAND - Pioggia fitta, vento da nord, freddo. Sembra la Scozia alla vigilia di una partita del Sei Nazioni di rugby, invece è l'Australia della MotoGp e una prima giornata di prove libere che lascia i piloti zuppi e perplessi, dopo che la seconda sessione - accompagnata per un po' dalla bandiera rossa, che ha imposto un lungo rinvio - in pratica non si è usciti dai box. Dicono che domani il meteo potrebbe addirittura peggiorare e allora che gara sarà domenica?
Il Dottore retrocesso dai giudici: "Un equivoco" - Valentino Rossi è preoccupato ma non molla, tra i Grandi è stato comunque il più veloce - secondo crono dietro a Crutchlow - però per un "equivoco" è stato retrocesso in fondo al gruppo: "Ho usato le gomme extra soft per più di 10 giri: quello di non andare oltre il limite era un ordine, io credevo fosse solo un consiglio". Poco male, il pesarese è soddisfatto per i primi 20-25 minuti "perché siamo andati forte, e potrebbe essere già l'assetto giusto per la corsa". Ma anche lui resta sospeso nei giudizi: "Con un freddo del genere e tutta quest'acqua, è difficile capire cosa potrà davvero accadere".
Petrucci con la Pramac vola sull'acqua - In una giornata più adatta alla palla ovale, il migliore non poteva che essere un inglese: Cal Crutchlow con la Honda di Cecchinello sul bagnato si trova bene, e lo conferma lungo le infinite curve di Phillip Island. Un altro che in queste condizioni ci va a nozze - ricordate lo splendido secondo posto di Silverstone un anno fa? - è Danilo Petrucci, che con la Ducati versione Pramac chiude a 51 millesimi dall'altro.
Marquez quarto, benino Dovizioso - Considerato che nel pomeriggio in pratica non si è corso, valgono appunto i tempi della prima sessione (anzi, della prima mezz'ora): l'australiano Jack Miller gioca in casa e finisce terzo a mezzo secondo, poi Marc Marquez e Andrea Dovizioso, che qui non si è mai trovato troppo bene (poche frenate, la specialità del forlivese) ma lui e la Rossa di questi tempi sembrano in gran forma. Jorge Lorenzo è ultimissimo, anche se all'ultimo i giudici gli mettono alle spalle il Doc: il maiorchino deve recuperare dai dolori di Motegi, e poi quando piove pare sempre un pulcino bagnato.
Meregalli ammette: "La Yamaha ha rallentato" - Valentino l'ha detto chiaro: "La Yamaha all'inizio della stagione era la più forte, poi Honda ha risolto i suoi problemi ed ha cominciato a crescere. Noi no". Mario Meregalli, team manager della casa di Iwata, ammette che dopo la doppia rottura dei motori al Mugello (quello di Lorenzo esplose al termine delle prove, Rossi invece fu tradito in gara) per prudenza Yamaha "ha tolto dei giri. E con il passare del tempo più che migliorare, siamo rimasti fermi. Anzi, forse qualcosa meno".
Il Dottore retrocesso dai giudici: "Un equivoco" - Valentino Rossi è preoccupato ma non molla, tra i Grandi è stato comunque il più veloce - secondo crono dietro a Crutchlow - però per un "equivoco" è stato retrocesso in fondo al gruppo: "Ho usato le gomme extra soft per più di 10 giri: quello di non andare oltre il limite era un ordine, io credevo fosse solo un consiglio". Poco male, il pesarese è soddisfatto per i primi 20-25 minuti "perché siamo andati forte, e potrebbe essere già l'assetto giusto per la corsa". Ma anche lui resta sospeso nei giudizi: "Con un freddo del genere e tutta quest'acqua, è difficile capire cosa potrà davvero accadere".
Petrucci con la Pramac vola sull'acqua - In una giornata più adatta alla palla ovale, il migliore non poteva che essere un inglese: Cal Crutchlow con la Honda di Cecchinello sul bagnato si trova bene, e lo conferma lungo le infinite curve di Phillip Island. Un altro che in queste condizioni ci va a nozze - ricordate lo splendido secondo posto di Silverstone un anno fa? - è Danilo Petrucci, che con la Ducati versione Pramac chiude a 51 millesimi dall'altro.
Marquez quarto, benino Dovizioso - Considerato che nel pomeriggio in pratica non si è corso, valgono appunto i tempi della prima sessione (anzi, della prima mezz'ora): l'australiano Jack Miller gioca in casa e finisce terzo a mezzo secondo, poi Marc Marquez e Andrea Dovizioso, che qui non si è mai trovato troppo bene (poche frenate, la specialità del forlivese) ma lui e la Rossa di questi tempi sembrano in gran forma. Jorge Lorenzo è ultimissimo, anche se all'ultimo i giudici gli mettono alle spalle il Doc: il maiorchino deve recuperare dai dolori di Motegi, e poi quando piove pare sempre un pulcino bagnato.
Meregalli ammette: "La Yamaha ha rallentato" - Valentino l'ha detto chiaro: "La Yamaha all'inizio della stagione era la più forte, poi Honda ha risolto i suoi problemi ed ha cominciato a crescere. Noi no". Mario Meregalli, team manager della casa di Iwata, ammette che dopo la doppia rottura dei motori al Mugello (quello di Lorenzo esplose al termine delle prove, Rossi invece fu tradito in gara) per prudenza Yamaha "ha tolto dei giri. E con il passare del tempo più che migliorare, siamo rimasti fermi. Anzi, forse qualcosa meno".