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MotoGp, Dovizioso non si accontenta: ''Voglio giocarmi il Mondiale''

Andrea Dovizioso (afp)
La vittoria in Malesia carica il pilota della Ducati: ''Negli ultimi tempi il gap dalle Grandi - Honda, Yamaha - si è fatto sempre più sottile. E che a questo punto il prossimo anno ci sarà da divertirsi''
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SEPANG - Un marziano molto terrestre. Andrea Dovizioso da Forlimpopoli è il più modesto, simpatico, intelligente - "umano" - dei fuoriclasse della MotoGp. Però non è uno che si accontenta. Anzi. "Questa vittoria mi ha fatto piangere, è vero. Ma è solo un tassello", dice. La tessera di un mosaico grande, ambizioso. Iridato. "Non mi basta una vittoria. Io voglio giocarmi il campionato". E l'emozionante successo di Sepang è solo un apostrofo - rosso - tra due parole: Ducati, mondiale. "Diciamo che negli ultimi tempi il gap dalle Grandi - Honda, Yamaha - si è fatto sempre più sottile. E che a questo punto il prossimo anno ci sarà da divertirsi".

E in Qatar si parte all'attacco - Il pilota italiano, 30 anni, troverà un nuovo compagno di squadra: Jorge Lorenzo prende il posto di Andrea Iannone, ma Gigi Dall'Igna ha già spiegato che nella nuova squadra non ci saranno titolari o riserve. Il maiorchino e DesmoDovi partono alla pari, con un solo obiettivo: vincere il campionato, riportare la Rossa in paradiso. Andrea sa che è la sua grande occasione. "E la prima gara, in Qatar a marzo, è già una bella storia". Negli ultimi due anni ci è sempre arrivato secondo, la pista sembra disegnata su misura per la Belva di Borgo Panigale.

"Sette anni di sofferenze" - In Malesia racconta di aver "cucinato" i suoi avversari. Un giorno e un giro dopo l'altro: grandi qualifiche, pole, miglior tempo, vittoria. Filotto. "Con la Ducati abbiamo sfruttato le condizioni migliori. Compreso il bagnato, perché sull'acqua siamo molto competitivi". Dovizioso un mondiale lo ha già vinto (in 125 con la Honda, 2004), ma in MotoGp vantava un solo trionfo: Donington, Inghilterra, 7 anni fa. "Provate ad immaginare la sofferenza di tutte queste stagioni. Quanti podi, e secondi posti. SuLla Ducati poi, sembrava quasi un obbligo davanti ai giornalisti: quando toccherà a te? Un incubo". La Rossa gli ha sempre dato fiducia, lui stesso lo conferma. Però. "Però basta poco, per ottenere grandi risultati. Sono sempre stato lì, ora è toccato a me. Sarà contenta mia figlia Sara, che finalmente torno a casa con la coppa del primo arrivato". Lacrime di gioia - Un uomo normale, si diceva. Uno che ragiona, che respira profondo. Ma che corre a 350 chilometri orari. "La paura ce l'abbiamo anche noi, inutile mentire. Però alla fine la voglia di correre, di andare più forte, ti fa superare tutto. Anche il pensiero di una figlia che ti aspetta a casa". La sua ragazza, Alessandra, lo guardava in tribuna insieme ad alcuni amici. "All'inizio dell'ultimo giro li ho visti, impietriti per la tensione. Così sono scoppiato a piangere per la felicità, e non vi dico quanto è stato difficile guidare. Certo, anche prima con la pista bagnata non si vedeva nulla. Ma le lacrime...".

Una scommessa esemplare - Dovrà farci l'abitudine, se il prossimo anno vuole riportare il titolo mondiale in provincia di Bologna, a Borgo Panigale. Le vibrazioni sono buone. Persino il suo manager, l'inappuntabile Simone Battistella, ha accettato di buon grado di pagare la scommessa all'arrivo: capelli rapati a zero. "E se Simone lo ha fatto, vuol dire che ne valeva la pena". Appunto. Questo è solo il primo tassello, DesmoDovi.
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