BARCELLONA - Volano le Ducati ufficiali e Marquez invece resta a terra, fuori dai primi 10 e costretto alle Q1, le qualifiche dei peggiori. La terza sessione di prove libere rilancia Dovizioso, che con un impressionante crono (1'39"443) si mette davanti anche allo scatenato compagno di squadra: Lorenzo è più lento di 7 decimi rispetto al tempo di ieri e allora si ferma a quel 1'38"930, 7 millesimi in più rispetto al giro migliore di DesmoDovi.
Alle loro spalle si conferma Vinales, che dopo le tante incertezze della prima parte della stagione pare aver trovato l'equilibrio a lungo cercato (e dicono che tra qualche settimana la Yamaha avrò definitivamente risolto i problemi di elettronica): Maverick chiude ad appena 89 millesimi dal forlivese, sistema la sua M1 e rifila un decimo e mezzo al compagno Valentino, comunque buon 7°. I primi 10 piloti sono racchiusi in 333 millesimi, a dimostrazione di un equilibrio che promette bene per domenica.
Iannone ancora protagonista e 4° con la Suzuki (ma il crono è quello di ieri), a 114 millesimi. La prima Honda è quella satellite di Crutchlow: l'inglese del team di Lucio Cecchinello è 5°, appiccicato al pilota di Vasto, e batte di 2 millesimi appena la Yamaha Tech3 di Zarco.
Alle Q2 accedono direttamente 4 Rosse, compresa quella in versione Pramac di Petrucci (1'39"619, a -0'219), e la Avintia di Rabat. È proprio Tito, insieme a Pedrosa, a tenere lontano Marquez: il campione del mondo in carica prova le gomme soft e per un po' è in testa, poi però cade nel finale proprio mentre gli altri cominciano a recuperare. Nel primo pomeriggio sarà costretto alle Q1, non gli succedeva da 3 anni: l'ultima volta fu al Mugello, dove fallì anche l'appello alle Q2 e la domenica in gara finì a gambe all'aria. Un cattivo presagio, però dicono che Marc non sia superstizioso.
Alle loro spalle si conferma Vinales, che dopo le tante incertezze della prima parte della stagione pare aver trovato l'equilibrio a lungo cercato (e dicono che tra qualche settimana la Yamaha avrò definitivamente risolto i problemi di elettronica): Maverick chiude ad appena 89 millesimi dal forlivese, sistema la sua M1 e rifila un decimo e mezzo al compagno Valentino, comunque buon 7°. I primi 10 piloti sono racchiusi in 333 millesimi, a dimostrazione di un equilibrio che promette bene per domenica.
Iannone ancora protagonista e 4° con la Suzuki (ma il crono è quello di ieri), a 114 millesimi. La prima Honda è quella satellite di Crutchlow: l'inglese del team di Lucio Cecchinello è 5°, appiccicato al pilota di Vasto, e batte di 2 millesimi appena la Yamaha Tech3 di Zarco.
Alle Q2 accedono direttamente 4 Rosse, compresa quella in versione Pramac di Petrucci (1'39"619, a -0'219), e la Avintia di Rabat. È proprio Tito, insieme a Pedrosa, a tenere lontano Marquez: il campione del mondo in carica prova le gomme soft e per un po' è in testa, poi però cade nel finale proprio mentre gli altri cominciano a recuperare. Nel primo pomeriggio sarà costretto alle Q1, non gli succedeva da 3 anni: l'ultima volta fu al Mugello, dove fallì anche l'appello alle Q2 e la domenica in gara finì a gambe all'aria. Un cattivo presagio, però dicono che Marc non sia superstizioso.