MISANO - Ancora DesmoDovi, e due Ducati davanti a tutti! Le Gp18 dominano la prima giornata di libere sulla pista romagnola, con Petrucci - nella versione Pramac - che chiude col 6° tempo. Marquez e Valentino si guardano in cagnesco e chiudono nei migliori 10, così come un ispirato Morbidelli. Peccato per Pirro, collaudatore di lusso della Rossa: tocca per pochi centimetri il cordolo verde e il suo brillantissimo crono (aveva segnato il 6° tempo) viene annullato. Iannone finisce a gambe all'aria, Vinales conferma che la Yamaha ha ripreso ad andare forte: Zarco, con la versione satellite del team Tech3 completa la lista delle Q2 virtuali. Dieci piloti in meno di 8 decimi, ed è solo l'inizio: domani per la griglia si annuncia battaglia (e forse potrebbe pure piovere), domenica lo spettacolo è assicurato.
Il più veloce dal mattino al pomeriggio è sempre il forlivese col numero 4: Dovizioso (1'32"198) lascia il compagno di squadra Lorenzo a 160 millesimi. Misano esalta il motore Desmodronico e le diavolerie dell'ingegner Dall'Igna. Alle spalle dei ducatisti c'è un Crutchlow decisamente a suo agio: l'inglese del team Cecchinello è a -0'187. Quarto crono per Maverick (-0'213), che rifila più di un decimo a Marquez (1'32"537). Il campione in carica in un paio di occasioni si è messo a ruota del "nemico", Rossi ad un certo punto l'ha fatto sfilare alla curva 11 e i due si sono sfiorati. Secondo Davide Tardozzi, team manager Ducati, "Marc è l'avversario da battere". Petrucci fa un piccolo passo avanti (1'32"722, 6°), a mezzo secondo da quelli della Ducati ufficiale. Poi Rins, che batte nettamente Iannone (16°) nel derby Suzuki. Valentino ci è rimasto un po' male, perché stava per fare un gran giro ma è stato rallentato da Abraham: con 1'32"786 si assicura comunque le Q2 nel caso domattina piova, ma i millesimi di ritardo da Dovizioso sono 588. Alle spalle del Doc c'è il suo allievo prediletto: Morbidelli è 9° (1'32"980) e precede Zarco. Molto indietro le Aprilia: Redding 17° e Aleix Espargarò subito dopo, con un ritardo superiore al secondo e 3 decimi.
Dovizioso non esulta, nonostante i migliori crono della giornata. "E' un risultato da prendere con le pinze. Non avevo un buon feeling, e allora il gran tempo è una bella sensazione: ma le gomme si sono consumate in una maniera strana. La pista è completamente diversa da quando abbiamo fatto i test, oggi è stato impossibile curare i dettagli. Però anche per gli altri è stato lo stesso". Quando gli fanno notare che la Ducati non vince qui dal 2007, risponde sereno: "E' una pista stretta e piccola, un tempo ci mancava l'agilità: ora abbiamo mantenuto la potenza e migliorato in certi aspetti. Siamo più competitivi". Il suo compagno di squadra, Lorenzo, è d'accordo sulla mancanza di grip dell'asfalto: "I tempi però sono buoni, e abbiamo margine per un ulteriore passo in avanti. L'obiettivo è vincere o salire sul podio. E poi sarebbe bello il titolo costruttori, in fondo la Honda non è così lontano".
Marquez, sorride: "Qui noi non abbiamo fatto test, così stamani ho rischiato usando sempre le stesse gomme: mi è servito a capire la pista e recuperare il gap, poi nel pomeriggio non ha piovuto e sono riuscito ad entrare nei primi 10. Domenica punto ad aumentare il mio vantaggio (+59) sul secondo in classifica".
Il secondo è - appunto - un certo Valentino Rossi. "Giornata difficile, perché con la pioggia di giovedì l'asfalto ha perso grip: pensavano di usare le gomme hard, invece", esordisce il pesarese. "Sono abbastanza contento: c'è ancora tantissimo lavoro da fare sull'elettronica e soffro in frenata, ma l'accelerazione va meglio. Volevo entrare nei primi 10, ci sono riuscito. Ora rimbocchiamoci le maniche in vista della gara".
Il più veloce dal mattino al pomeriggio è sempre il forlivese col numero 4: Dovizioso (1'32"198) lascia il compagno di squadra Lorenzo a 160 millesimi. Misano esalta il motore Desmodronico e le diavolerie dell'ingegner Dall'Igna. Alle spalle dei ducatisti c'è un Crutchlow decisamente a suo agio: l'inglese del team Cecchinello è a -0'187. Quarto crono per Maverick (-0'213), che rifila più di un decimo a Marquez (1'32"537). Il campione in carica in un paio di occasioni si è messo a ruota del "nemico", Rossi ad un certo punto l'ha fatto sfilare alla curva 11 e i due si sono sfiorati. Secondo Davide Tardozzi, team manager Ducati, "Marc è l'avversario da battere". Petrucci fa un piccolo passo avanti (1'32"722, 6°), a mezzo secondo da quelli della Ducati ufficiale. Poi Rins, che batte nettamente Iannone (16°) nel derby Suzuki. Valentino ci è rimasto un po' male, perché stava per fare un gran giro ma è stato rallentato da Abraham: con 1'32"786 si assicura comunque le Q2 nel caso domattina piova, ma i millesimi di ritardo da Dovizioso sono 588. Alle spalle del Doc c'è il suo allievo prediletto: Morbidelli è 9° (1'32"980) e precede Zarco. Molto indietro le Aprilia: Redding 17° e Aleix Espargarò subito dopo, con un ritardo superiore al secondo e 3 decimi.
Dovizioso non esulta, nonostante i migliori crono della giornata. "E' un risultato da prendere con le pinze. Non avevo un buon feeling, e allora il gran tempo è una bella sensazione: ma le gomme si sono consumate in una maniera strana. La pista è completamente diversa da quando abbiamo fatto i test, oggi è stato impossibile curare i dettagli. Però anche per gli altri è stato lo stesso". Quando gli fanno notare che la Ducati non vince qui dal 2007, risponde sereno: "E' una pista stretta e piccola, un tempo ci mancava l'agilità: ora abbiamo mantenuto la potenza e migliorato in certi aspetti. Siamo più competitivi". Il suo compagno di squadra, Lorenzo, è d'accordo sulla mancanza di grip dell'asfalto: "I tempi però sono buoni, e abbiamo margine per un ulteriore passo in avanti. L'obiettivo è vincere o salire sul podio. E poi sarebbe bello il titolo costruttori, in fondo la Honda non è così lontano".
Marquez, sorride: "Qui noi non abbiamo fatto test, così stamani ho rischiato usando sempre le stesse gomme: mi è servito a capire la pista e recuperare il gap, poi nel pomeriggio non ha piovuto e sono riuscito ad entrare nei primi 10. Domenica punto ad aumentare il mio vantaggio (+59) sul secondo in classifica".
Il secondo è - appunto - un certo Valentino Rossi. "Giornata difficile, perché con la pioggia di giovedì l'asfalto ha perso grip: pensavano di usare le gomme hard, invece", esordisce il pesarese. "Sono abbastanza contento: c'è ancora tantissimo lavoro da fare sull'elettronica e soffro in frenata, ma l'accelerazione va meglio. Volevo entrare nei primi 10, ci sono riuscito. Ora rimbocchiamoci le maniche in vista della gara".