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MotoGp al via, da Rossi a Marquez è un coro unico: ''Sarà la stagione più equilibrata di sempre''

Valentino Rossi (afp)
In Qatar scatta la stagione, piloti d'accordo: "Saranno i dettagli a fare la differenza. Con tutti così vicino, ogni gara sarà una scommessa: a partire dalle qualifiche" dice Dovizioso
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LOSAIL - "Sarà la stagione più equilibrata e imprevedibile di sempre". Alla vigilia del primo appuntamento di MotoGp, domenica sera nel deserto del Qatar, quello dei top rider è un coro: Marquez, Lorenzo, Dovizioso, Valentino, Vinales, Rins, tutti d'accordo. Le moto factory continuano a progredire - più veloci e facili da guidare, raccontano i piloti -, i recenti test hanno confermato che le prestazioni sono molto simili: cambiando l'ordine dei fattori - chi è più potente, chi agile; chi va forte in curva, chi sul dritto - il risultato è lo stesso.

"Dieci possibili vincitori"

"Saranno i dettagli a fare la differenza. Con tutti così vicino, ogni gara sarà una scommessa: a partire dalle qualifiche", spiega Andrea Dovizioso. "Sono già due anni che il numero dei rivali aumenta: però questa volta sono tantissimi", conferma Marc Marquez, campione uscente. E Valentino fa di conto: "Il Dream Team della Honda. I due della Ducati, perché anche Petrucci va molto forte. Io e Maverick. Rins con la Suzuki. E fa sette. Aggiungete Bagnaia, Morbidelli, Crutchlow. Sono dieci piloti che possono tranquillamente vincere ogni gara, da qui a novembre". Per non parlare dei giovanissimi Mir e Quartararo, rispettivamente compagni di Rins (Suzuki) e Morbidelli (Yamaha Petronas). "Sarà un campionato pieno di sorprese, dal primo all'ultimo gp: peccato che io stia ancora recuperando dall'infortunio al polso, ma nel giro di un mese sarò al 100%", spiega un tiratissimo Jorge Lorenzo.

Il Doc: "Quartararo? Mio figlio"

Nel corso della tradizionale conferenza stampa che apre la stagione, Valentino e Quartararo siedono vicino. Parlano fitto tra loro. Di cosa? "Gli stavo dicendo che potrebbe benissimo essere mio figlio", se la ride il Doc. "Fabio deve compiere 20 anni, io ne ho fatti 40. E' più giovane anche di mio fratello. Io nella categoria 'regina' ci sono arrivato più tardi". Il pesarese ha fatto i complimenti al pilota di origine francese. "Era arrivato qualche anno fa nel motomondiale descritto come un genio. Si è un po' perso in questa stagioni, ma adesso ha l'occasione per dimostrare tutto il suo valore". Si parla dei favoriti d'obbligo, i due della Honda. Due galli in un pollaio? "Quando metti insieme una coppia così speciale, ci sono sempre dei pro e dei contro", dice Dovizioso. Che poi se ne esce con una battuta: "Mi auguro - per noi - che prevalgano gli aspetti negativi".

Marquez e le cadute: "Se servono per vincere..."

Chiedono a Marquez delle 23 (!) cadute collezionate durante il 2018. "Sono troppe, e sarà meglio fare più attenzione. Ma se dovessero servire anche quest'anno per vincere il titolo, allora ben vengano". Giura di aver ben recuperato dall'operazione alla spalla. "Mi sento in forma, pronto a dare subito il massimo". Anche Vinales è fiducioso: "La Yamaha è migliorata. E così la mia partenza, che era un punto debole: ci ho lavorato molto in inverbo". La prima gara vale quasi un campionato, dicono. E' un modo per segnare il territorio, mostrare subito chi è il più forte. Questa è una pista favorevole alla Ducati, ma gli ultimi test si sono rivelati un vero rebus", ammette Dovizioso. "Tutti sembrano andare forte, molto dipenderà dalle condizioni che troveremo domenica". I piloti spingono per anticipare almeno di un'ora il via.
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