TERMAS DE RIO HONDO (Argentina) - Ah, se oggi non ci fosse stato il Cannibale. Marquez vince in Argentina con una prepotenza imbarazzante: se ne va al via e ciao, il gp dopo una curva è già finito. Alle sue spalle però è uno spettacolo tutto italiano: Dovizioso, Valentino, Morbidelli e Petrucci si battono nell'Altra Gara - quella per il 2° posto - sorpassandosi di millimetri per buona parte della corsa. Finisce col campione del mondo in carica che - imprendibile, sfrontato - si alza in piedi sul traguardo e chiude con quasi 10 secondi di vantaggio su Rossi, strepitoso per talento e caparbietà: 40 anni e passa di felicità, celebrati con un'impennata. Dovizioso si arrende al Doc e sale sul 3° gradino del podio: è comunque un risultato importante per il forlivese, che con la Rossa su questa pista aveva sempre sofferto. Il Dovi perde così il primato in classifica e ora insegue a 4 punticini un Marquez che fa paura. Peccato per Morbidelli, che nel finale finisce a gambe all'aria con Vinales complice un attacco azzardato. Petrucci deve cedere a Miller e Rins, accontentandosi del 6° posto.
LA DIRETTA DELLA GARA
Valentino: "Come quando ero più giovane"
Marquez, il Cannibale col sorriso Durbans: "Oggi è stata una giornata perfetta. Sapevo che il mio punto forte erano i primi 5 giri, h dato tutto e poi ho tenuto il mio passo senza nemmeno spingere troppo. E' stata una sensazione dolcissima". Bentornato, Valentino: "Sono molto felice: per me, la mia squadra e la Yamaha. Era tanto che non salivo sul podio, ho bisogno di questi risultati. Ho girato come quando ero più giovane, che divertimento. Alla fine ero più veloce del Dovi, l'ho passato e questa volta lui non è riuscito ad incrociare". Dovizioso, sorriso agrodolce: "Felice per il podio, era quello che volevo: sono punti importanti ma non sono felice per come sono andate le gomme. Cercavo di gestirle ma Valentino è riuscito a passarmi e non sono stato capace di stargli dietro".
Marquez, che prepotente
Marquez ha vinto già alla prima curva in fondo al rettilineo dopo il via: si è lasciato dietro tutti, evitando di restare intrappolato in qualche pericoloso corpo a corpo, e ha subito fatto quel che ha voluto. Un secondo e 49 millesimi di vantaggio al primo giro, quasi 2 secondi e mezzo al secondo. Tre minuti di gara, e il gp era già finito. E' allora cominciata un'altra corsa, quello per il 2° posto: Valentino ci ha provato con una gran partenza, Miller subito lo ha tenuto dietro però poi ha dovuto cedere ad uno scatenato Doc che ha cominciato a lottare con Dovizioso. Il motore Desmodronico sul rettilineo finale ha fatto la differenza, ma la Yamaha quest'anno sembra proprio funzionare: lo ha confermato uno spettacolare Morbidelli, che ha più volte cercato di mettersi di mezzo. Complice un ride through comminato a Crutchlow, scattato in anticipo al via, la sfida è diventata un affare tutto italiano. A 15 giri dall'arrivo, con 7 secondi di ritardo (!) dal Cannibale, Rossi guidava un gruppetto niente male: dietro di lui, Dovizioso, Morbidelli e Petrucci, risalito con piglio dalla retrovie.
La sfida italiana
Dimentichiamoci di Marquez, a metà gara stava già stappando lo spumante. Alle sue spalle, gli italiani. E poi Miller con la terza Gp19 in versione Pramac, Vinales che come al solito è partito in maniera disastrosa e non è più riuscito a riprendere in mano la gara, Rins con una Suzuki che qui in Argentina non ha certo impressionato come in Qatar (e Rabat, caduto). Lorenzo, ancora sofferente per i postumi della caduta a Losail, si è accontentato di restare nelle retrovie dopo un inizio disastroso. Per Iannone è continuato il calvario di ieri. Dovi ha ripassato Valentino, e la coppia ha preso un po' di vantaggio su Petrucci-Morbidelli, mentre il gap da Marquez saliva a più di 10 secondi.
Morbidelli, che peccato
Una storia è la sfida tra Dovi e Vale. Un'altra quella tra Morbido e Petrux, perché negli ultimi giri si fanno sotto Rins e Miller. I due "vecchietti a 3 giri dal termine sono separati da un decimo ma hanno più di un secondo su Petrucci, che cerca di tenere a bada il pilota della Suzuki poi l'australiano, mentre Morbidelli comincia a perdere contatto e cede il passo anche a Vinales. Poi tenta un sorpasso azzardato, i due finiscono sull'asfalto. Che peccato. Davanti, Marquez punta i piedi sulla pedana e alza le braccia, solitario e imbattibile. Valentino all'ultimo giro passa Dovizioso, Miller regala un'altra gioia alla Ducati Pramac, Petrucci finisce un po' col muso lungo. Adesso è una storia a 3: Marquez e la coppia italiana. La rivincita tra 2 settimane, in Texas.