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MotoGp, doping: Iannone squalificato un anno e mezzo

Andrea Iannone 
Nonostante sia stata accettata la tesi dell'assunzione accidentale (frutto di contaminazione alimentare) di uno steroide anabolizzante il pilota abruzzese dell'Aprilia fermato fino a giugno 2021. "Innocenza riconosciuta, poteva andare peggio". Farà ricorso al Tas
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ROMA -  Diciotto mesi di squalifica. E' questa la decisione della commissione disciplinare della Fim, la Federazione Motociclistica Internazionale, nei confronti di Andrea Iannone, pilota dell'Aprilia MotoGp trovato positivo al drostanolone a un controllo antidoping effettuato lo scorso 3 novembre a Sepang, in occasione del Gran Premio di Malesia. Nonostante sia stata accettata la tesi dell'assunzione accidentale, colposa e non dolosa (frutto di contaminazione alimentare) della sostanza, uno steroide androgeno esogeno anabolizzante, il 30enne di Vasto è stato sanzionato fino al 16 giugno 2021 (la squalifica decorre dal 17 dicembre, da quando è scattata la sospensione provvisoria). La difesa presenterà ricorso al Tas entro aprile. "La mia innocenza è stata riconosciuta, poteva andare peggio. Ora possiamo solo vedere il risvolto positivo" ha detto Iannone a Sky Sport. "Questo periodo è stato il più difficile della mia vita. E' stato difficile da accettare. Mi è capitato di pensare di tutto, ma veramente di tutto. Ogni giorno ho puntato a dimostrare al 100% la mia innocenza per tornare in moto e prendermi quello che voglio".

Avvocato Iannone: "Fiduciosi per ricorso al Tas"

"Siamo molto soddisfatti che i giudici abbiamo riconosciuto la tesi della contaminazione alimentare, un po' sorpresi per l'entità della squalifica ma siamo sicuri che il Tas ci darà ragione e Andrea tornerà a correre in moto quanto prima" ha detto Antonio De Rensis, avvocato di Iannone. "Andrea ne esce pulito e questa è la cosa più importante - sottolinea il legale -. Entro il mese di aprile presenteremo ricorso al Tribunale di Losanna. La giurisprudenza del Tas in merito alle contaminazioni è univoca: gli atleti sono stati tutti assolti, quindi guardiamo al ricorso con grande fiducia. I tempi in cui verrà discusso non li possiamo sapere, ma mi auguro siano brevi anche perché riconosciuta la contaminazione si dovranno solo pronunciare sull'entità della squalifica".

Aprilia: "Sconcerto per pena del tutto incoerente"

Aprila Racing "prende atto del provvedimento Fim" e sottolinea: "Da una prima analisi della sentenza si rileva con soddisfazione come sia stata riconosciuta la totale assenza di dolo e la accidentalità della assunzione di steroidi ammettendo, di fatto, la tesi della contaminazione alimentare, fatto mai accaduto prima. Questo scenario apre nuove possibilità di appello per Andrea Iannone ma rimane lo sconcerto per una pena del tutto incoerente con la ricostruzione contenuta nella sentenza stessa che riconosce nei fatti, pur non assolvendolo, l'innocenza di Andrea Iannone. Nel rispetto dei valori sportivi che da sempre ispirano la sua attività e che non prevedono alcuna tolleranza verso pratiche vietate dai regolamenti, Aprilia Racing ha sempre ribadito la piena fiducia nel suo pilota, lo fa con nuova forza dopo questa sentenza e lo sosterrà nel suo ricorso al Tas".
"La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni - commenta Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing - I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione confermando la tesi della contaminazione alimentare. Per questo la pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati, ma questo quadro ci lascia tante speranze per il ricorso che auspichiamo sia molto veloce. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello".
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