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MotoGp, sei personaggi in cerca del mondiale: a Valencia il primo atto

Franco Morbidelli 
Da Mir a Rins, passando per Quartararo, Viñales, Morbidelli e Dovizioso: tutti in 32 punte. Un finale incredibile in tre gare
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VALENCIA - È qui la festa? Tre gare consecutive, 15 giorni per giocarsi il mondiale più pazzo ed equilibrato di sempre. Sei personaggi in cerca di un titolo, tutti insieme appassionatamente - da Mir a Rins, passando per Quartararo, Viñales, Morbidelli e Dovizioso - in 32 punticini. Chi avrebbe mai immaginato un carnevale del genere, dopo le ultime stagioni in cui tutto sembrava già scritto? Orfana del Cannibale Marquez, la MotoGP si diverte e dopo tante sorprese, contraddizioni, carambole - 8 vincitori diversi nei primi 11 gp, il pilota in testa è il solo a non aver mai tagliato il traguardo davanti a tutti - questo è un gran finale perfetto. Doppio appuntamento a Valencia e per finire, venghino signori, l'ultimo sfida a Portimao: avventurosa pista portoghese, piena di trabocchetti e sconosciuta, su cui nessuno di questi piloti ha mai davvero corso a parte una giornata di test. 

Dicono che tra i grandi favoriti ci sia un italiano: è 4° in classifica, ha un gap di 25 punti dal leader, però è il più in forma di tutti. Franco Morbidelli, 25 anni, romano di madre brasiliana, l'allievo preferito di Valentino, ha vinto l'ultimo gp ad Aragon. "Forse io e Alex (Rins) siamo arrivati un po' tardi alla festa: ma adesso ci siamo anche noi. E vogliamo divertirci". Più chiaro di così. "Arrivato a questo punto, voglio dare il massimo e cercare di prendermi il titolo: guai ad avere rimorsi". Guida una Yamaha come il compagno di squadra in Petronas, Quartararo, e i due piloti ufficiali (Vinales, Rossi): però la sua è la M1 potenzialmente più 'lenta', perché più vecchia di un anno rispetto alle altre. "Non importa. In sella mi sento in perfetta sintonia, l'altra domenica mi sono divertito alla grande". Che bella stagione per Franky 'Morbido'. "Un anno straordinario, comunque vada. Ma con questa inerzia positiva vale la pena di pensare in grande, o no?". A Valencia, 3 anni fa, Morbidelli aveva festeggiato la vittoria mondiale in Moto2. "Essere in lotta per il titolo è una emozione fortissima e strana al tempo stesso, sono felice di riviverla. Ma quasi tutti i miei avversari l'hanno provata, in passato". In questa grande ammucchiata, 25 lunghezze di distacco possono essere poche o tante, dipende. "Dal punto di vista psicologico, mi sento in vantaggio perché non ho nulla da perdere. Però alla fine sono i punti, che contano". 

Chiedeteglielo, nessuno di quei 6 può negarlo: "Che pressione, ragazzi". Tutti così vicino, pronti a giocarsi un sogno e basta un piccolo errore per dirgli addio. "Io ho un mal di stomaco...", confessa Quartararo, che all'inizio sembrava poter vincere a mani passe però poi si è fatto prendere dall'emozione. "Se non hai un po' di tensione, vuol dire che in quel momento non conti un bel nulla. E allora mi sta bene, avere i nervi tesi. L'importante è usare al meglio tutta questa adrenalina": Viñales predica bene, ma - poverino - tutte le volte che si fa sul serio si scioglie come neve al sole. Rins sgrana gli occhioni: "Ha ragione Franco, chi sta davanti nel ranking soffre di più. Io che sono l'ultimo di quelli in corsa, posso giocarmela meglio. Ma non sono mica tranquillo". Suo malgrado, Dovizioso a 34 anni è il più esperto di questo gruppo di ragazzini: "Preferirei avere qualche anno di meno", sorride. Lui davvero trasmette una sicurezza invidiabile. "In realtà la mia moto non è veloce come le altre. Però qui potrebbe piovere, domenica, e per me sarebbe una bella occasione da sfruttare". 

Avete notato che manca qualcuno? Ahi, Valentino. Senza il rivale meno amato, Marc Marquez, questa era un'occasione unica per il decimo titolo, quello della stella. Invece. Sfortunato all'inizio, quando a Jerez gli si è rotto il motore, il Doc ha passato indenne il clamoroso incidente del Red Bull Ring (quando la moto di Morbidelli, impazzita dopo l'incidente con Zarco, lo ha sfiorato di centimetri), poi ha commesso 3 errori consecutivi che gli sono costate altrettante cadute. Quindi la positività al Covid e altri due gp a ramengo. Ora è risultato finalmente negativo al Covid: se anche il tampone di venerdì mattina darà esito confortante potrà partecipare alla corsa di domenica. Spiace dirlo, perché il pesarese ha fatto la storia di questo sport. Ma senza di lui e Marquez, la MotoGP non è mai stata divertente e imprevedibile come quest'anno. 
 
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