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MotoGp, a Losail Vinales vince in rimonta. Bagnaia sul podio, Rossi e Morbidelli deludono

Maverick Vinales a Losail
Maverick Vinales a Losail (afp)
Lo spagnolo si impone nella gara d'apertura con la Yamaha davanti alla Pramac di Zarco, poi il piemontese della Ducati, partito dalla pole. Valentino dodicesimo, il suo compagno di squadra penultimo. Quarto il campione del mondo Mir
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LOSAIL. Due Ducati sul podio, però la vittoria va alla Yamaha di un Vinales elegante e perfetto, autore di una straordinaria rimonta: nella gara d'esordio della stagione di MotoGP il piemontese Pecco Bagnaia, partito dalla pole, chiude al 3° posto preceduto dalla Rossa targata Pramac del francese Zarco. Valentino mai competitivo chiude solo 12° e Morbidelli - in grande difficolta dal via - finisce addirittura penultimo. Nella notte del deserto di Losail è stata una gara da protagoniste per le moto di Borgo Panigale, che dopo il primo giro erano tutte davanti, seguite da un'Aprilia. Il campione in carica, Mir, nel finale è riuscito a risalire fino alla seconda posizione però ha sbagliato l'ultima curva, e le Rosse sul rettilineo hanno sfruttato la impressionante potenza del Desmodronico. Da segnalare il 10° posto del rookie Bastianini, anche lui in sella a una Ducati.

Quattro Ducati a comandare

La partenza è stato qualcosa che resterà nei libri di storia: 4 Ducati una dietro l'altra al termine del giro iniziale, prima quelle ufficiali con Bagnaia e Miller, poi le Rosse targate Pramac di Zarco e Martin. Quindi, l'Aprilia di Aleix Espargaro. Un pokerissimo di moto italiane, roba da non crederci. Purtroppo al secondo tornante è finito nella ghiaia Danilo Petrucci, non ancora a suo agio con la Ktm. E che peccato, Morbidelli: per Franky una partenza da dimenticare, dopo 3 giri era addirittura 19° e terz'ultimo, davanti solo a Marini e Savadori. Anche lo "Zio" Valentino non è stato reattivo come si sperava ed ha perso diverse posizioni. Meglio invece le Yamaha ufficiali, con Vinales e soprattutto Quartararo: poco alla volta le M1 si sono fatte sotto, inghiottendo prima Martin e poi Miller.

La formidabile rimonta di Vinales

A metà gara Quartararo ha cominciato a pagare l'irruenza del recupero, le gomme sempre più degradate. Saggio e prudente, il suo compagno di squadra ha invece pennellato una serie di giri perfetti cominciando ad attaccare il leader: Pecco per un po' ha respinto Maverick, mentre alle sue spalle Zarco cercava di approfittare del duello e Miller si arrendeva agli attacchi della risorta Suzuki di Rins, ora 4°. Sul finale del 15° giro Vinales è passato in testa, portando in breve il suo vantaggio a più di mezzo secondo: anche Zarco in fondo al rettilineo del traguardo ha infilato il torinese, adesso in difficoltà coi pneumatici.

Mir, il campione si toglie la maschera

Il pilota della Yamaha se n'è andato, elegante e imprendibile. Mir, campione in carica che per tutto il fine-settimana e buona parte della gara era rimasto nascosto, è venuto fuori - prepotente -, e a sua volta ha avuto la meglio su di un Bagnaia coraggioso, però chiaramente col fiato corto nel finale. Mentre Maverick vinceva meritatamente, Joan si prendeva addirittura il secondo posto e però sbagliava la staccata all'ultima curva, finiva sullo sporco perdendo in accelerazione, e le Rosse scatenavano il Desmodronico sul rettilineo: Zarco e Bagnaia, un podio batticuore.

Dedicato a Fausto Gresini

Prima un commovente minuto di silenzio. Poi l'urlo di gioia del suo pilota, Fabio Di Giannantonio, che in Moto2 è salito sul podio. È stata anche una domenica nel ricordo di Fausto Gresini, grande campione e manager ucciso dal Covid il mese scorso. L'omaggio  di tutto il paddock e un lungo applauso, quindi la splendida corsa del 22enne romano, che nelle ultime curve - e dopo una splendida rimonta - è riuscito a superare Marco Bezzecchi, cogliendo un gratificante 3° posto nel gp vinto dall'inglese Sam Lowes (pure lui a suo tempo pilota del team Gresini, con cui vinse 2 volte nel 2016) davanti all'australiano Remy Gardner.

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