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Moto, lo spettacolo che deve continuare

(ansa)
Bezzecchi sale sul podio della Moto2 senza sapere della morte di Dupasquier. Rossi: "Quando vedi queste cose, devi decidere: scappi a casa, o non ci pensi e sali in moto"
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SCARPERIA (FI) - "Spero che Jason stia meglio", dice Marco Bezzecchi prima di salire sul podio della Moto2. Sono le 13 passate: Dupasquier è morto da più di un'ora, ma nessuno prima del via ha informato il ragazzo romagnolo né tutti gli altri piloti che hanno partecipato alla seconda delle gare in programma oggi. "Per non turbarli", spiegano - fatalisti - nel paddock. Lo spettacolo deve continuare.

Era successo anche ieri pomeriggio, quando gli addetti alla pista del Mugello avevano lavato le macchie di sangue sull'asfalto lasciate dal 19enne svizzero. Dupasquier lo avevano portato via incosciente in elicottero, dopo che era rimasto per terra più di mezz'ora, circondato dai rianimatori. "Ripulita" la pista toscana, i campioni della MotoGp avevano potuto completare la quarta sessione delle loro prove libere cui sono seguite le qualifiche. E il giro-record di Quartararo. "Quando vedi queste cose, devi decidere: …

SCARPERIA (FI) - "Spero che Jason stia meglio", dice Marco Bezzecchi prima di salire sul podio della Moto2. Sono le 13 passate: Dupasquier è morto da più di un'ora, ma nessuno prima del via ha informato il ragazzo romagnolo né tutti gli altri piloti che hanno partecipato alla seconda delle gare in programma oggi. "Per non turbarli", spiegano - fatalisti - nel paddock. Lo spettacolo deve continuare.

Era successo anche ieri pomeriggio, quando gli addetti alla pista del Mugello avevano lavato le macchie di sangue sull'asfalto lasciate dal 19enne svizzero. Dupasquier lo avevano portato via incosciente in elicottero, dopo che era rimasto per terra più di mezz'ora, circondato dai rianimatori. "Ripulita" la pista toscana, i campioni della MotoGp avevano potuto completare la quarta sessione delle loro prove libere cui sono seguite le qualifiche. E il giro-record di Quartararo. "Quando vedi queste cose, devi decidere: scappi a casa, o non ci pensi e sali in moto", spiega Valentino Rossi. Sono tutti saliti in moto.

"Oggi non me la sento di parlare", taglia corto Marco Simoncelli, il papà di Marco che con un suo team è tornato nel motomondiale nonostante la morte del figlio. "Perché le corse sono una droga, e noi non ne possiamo fare a meno", spiega Carlo Pernat, che fu più di un manager - un fratello maggiore? - per il Sic. "Le gare sono molto spettacolari, soprattutto le nostre di Moto3: però sono anche pericolose, perché in pista siamo tutti molto vicini. Troppo.

Dennis Foggia ha vinto da poco la corsa cui avrebbe dovuto partecipare anche Dupasquier. Dal punto di vista della sicurezza sono stati fatti enormi passi in avanti, nelle ultime stagioni: le piste hanno grandi vie di fuga e barriere protettive, la Safety Commission è attenta ai controlli ed ascolta tutti i suggerimenti dei protagonisti. Dal punto di vista tecnico, la protezione di caschi e air-bag ha raggiunto livelli sofisticatissimi. "Però sei sempre in equilibrio su due ruote, a 300 all'ora", aggiunge Pernat, allargando le braccia. "Il problema è che da qualche anno i ragazzi hanno preso l'abitudine di sfruttare anche in maniera sfacciata la 'scia' degli avversari, per migliorare i loro crono durante le qualifiche. Così succede come ieri, che stanno tutti appiccicati l'uno all'altro. E basta una piccola incertezza - come accaduto a Jason, che improvvisamente ha perduto il controllo della sua Ktm - per scatenare delle carambole pericolosissime".

Qualcuno ha proposto delle qualifiche con giri solitari per i piloti. "Sarebbe impossibile: parliamo di un quarto d'ora a testa per più di 20 atleti e per 3 categorie differenti. Non basterebbe un'intera giornata. Lo spettacolo deve continuare", dice Pernat. E ancora una volta, allarga le braccia.