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MotoGp a Austin, nelle libere Marquez torna Cannibale

Marc Marquez (ansa)
Lo spagnolo protagonista della prima giornata in Texas. Alle sue spalle Miller con la Ducati, poi Quartararo. Bagnaia sesto
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All'improvviso, l'orologio del tempo torna indietro di un anno e mezzo. Sì, quando il Cannibale dominava la MotoGP a modo suo: come un marziano, lasciando gli avversari lontanissimi e sgomenti. Che emozione, che prepotenza. Marc Marquez è stato il protagonista della prima giornata di prove libere in Texas: è tornato lo sceriffo che per 6 volte consecutive aveva stravinto il Cota - acronimo che sta per Circuit of The Americas -, prima che nel 2019 un capitombolo gli negasse il settimo sigillo. Più forte del dolore al braccio destro martoriato, il catalano ha fatto il vuoto nella mattinata piovosa replicando in un pomeriggio asciutto ed assolato: gestendo come un cowboy quell'asfalto che doveva essere migliore dopo i lavori di ripristino invece è tutto una gobba, selvaggio come un toro impazzito. A 7 minuti dal termine delle Fp2, i suoi avversari hanno messo le gomme morbide per fare un gran crono ed in effetti gli sono passati davanti. L&#…

All'improvviso, l'orologio del tempo torna indietro di un anno e mezzo. Sì, quando il Cannibale dominava la MotoGP a modo suo: come un marziano, lasciando gli avversari lontanissimi e sgomenti. Che emozione, che prepotenza. Marc Marquez è stato il protagonista della prima giornata di prove libere in Texas: è tornato lo sceriffo che per 6 volte consecutive aveva stravinto il Cota - acronimo che sta per Circuit of The Americas -, prima che nel 2019 un capitombolo gli negasse il settimo sigillo. Più forte del dolore al braccio destro martoriato, il catalano ha fatto il vuoto nella mattinata piovosa replicando in un pomeriggio asciutto ed assolato: gestendo come un cowboy quell'asfalto che doveva essere migliore dopo i lavori di ripristino invece è tutto una gobba, selvaggio come un toro impazzito. A 7 minuti dal termine delle Fp2, i suoi avversari hanno messo le gomme morbide per fare un gran crono ed in effetti gli sono passati davanti. L'otto volte campione del mondo non ha dubitato, ha messo le soft a sua volta e proprio all'ultimo ha firmato un impressionante 2'04"164: c'era la possibilità di un altro giro alieno, però è andato lungo. Pazienza.

Quartararo terzo e braccato dai ducatisti

Dietro a Marquez c'è una Ducati ufficiale ma purtroppo non è quella di Bagnaia: Miller a soli 15 millesimi dimostra che la GP21 ormai può fare meraviglie su qualsiasi pista. Il problema è che subito alle sue spalle c'è Fabio Quartararo con la Yamaha (-0"202). Davide Tardozzi, team manager Ducati, ai microfoni di Sky racconta candidamente la strategia di Borgo Panigale per il fine-settimana alle porte: "Il nostro obiettivo è arrivare davanti al francese, e mettere più Ducati possibile tra Bagnaia e Quartararo". Che ha fatto Pecco? Ha chiuso col 6° tempo, a mezzo secondo da Marquez e 3 decimi dal suo avversario diretto per il titolo. È solo venerdì, ci sono buone ragioni per credere che il piemontese potrà regalarci un altro week-end da incorniciare.

Miller a un soffio dal Cannibale, Bagnaia c'è

Che questa sia - finalmente! - una pista Honda lo dimostrano il 4° posto dell'altra moto giapponese ufficiale, con Pol Esparargarò, e il 5° di Nakagami con la versione del team di Lucio Cecchinello. Ma le Ducati non sono per niente lontano, anzi: 4 Rosse nelle migliori 8, perché Bagnaia è tallonato dalla coppia Pramac formata da solito, esplosivo Martin (-0"513), con uno Zarco a 46 millesimi che sembra aver già recuperato dall'operazione all'avambraccio (sindrome compartimentale). C'è un quinto ducatista nella Q2 virtuale ed è ancora Bastianini, 10° a -0"672: il riminese di Avintia Esponsorama ha forse trovato la rotta giusta verso la fine del pomeriggio, dopo aver penato a lungo. Il suo compagno di squadra, Marini, è 12° con un decimo di gap dall'altro.

Dovizioso recupera, Valentino è lontano

Buone sensazioni arrivano da Dovizioso, che aveva chiuso le Fp1 con quasi 5 secondi di ritardo ma recupera e finisce 14° a meno di un secondo: decisamente meglio del suo compagno in Petronas, un Valentino Rossi che non riesce a fare meglio del 17° tempo, -1"467 dall'odiato rivale catalano e dunque oltre mezzo secondo dal Dovi. In mezze a loro c'è Morbidelli (15°), che sta ancora recuperando dall'operazione ai legamenti del ginocchio. Questa volta delude Aleix Espargaro con la sola Aprilia in pista: uno scivolone nel finale gli impedisce di fare un passo avanti ma la posizione (19°) e il ritardo (2"045) sono pesanti. Petrucci con la Ktm è 20° e ultimo degli italiani.