MotoGp, Bastianini: "Io, la bestia con il sorriso. Per il Mondiale ci sono"
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriÈ il ducatista più giovane e amato, non può essere solo merito dei soprannomi: Enea la Bestia, in sella a quella Belva della Ducati. Due settimane fa a Misano, per il World Ducati Week - con 80.000 tifosi della Rossa di Borgo Panigale da tutto il mondo, compresi Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Myanmar - , il suo box era il più assediato. Google Trends stravince, solo Marquez tra i piloti gli sta alla pari nei numeri. E pensare che Enea Bastianini, 24 anni, nonostante 3 gran premi vinti è 5° in classifica, a 67 lunghezze da Quartararo alla vigilia del Gp di Gran Bretagna. In pratica, ha già buttato via il Mondiale. "No, un momento: ma chi lo dice?", si preoccupa.
Allora ci vuole ancora provare, a prendersi il titolo.
"Diciamo che mi concentro una corsa dopo l'altra: punto a vincerne più possibile, poi alla fine faremo i conti. Ma se un pensierino lo fa Bagnaia, che ha un solo un punto più di me in clas…
È il ducatista più giovane e amato, non può essere solo merito dei soprannomi: Enea la Bestia, in sella a quella Belva della Ducati. Due settimane fa a Misano, per il World Ducati Week - con 80.000 tifosi della Rossa di Borgo Panigale da tutto il mondo, compresi Nuova Zelanda, Australia, Giappone e Myanmar - , il suo box era il più assediato. Google Trends stravince, solo Marquez tra i piloti gli sta alla pari nei numeri. E pensare che Enea Bastianini, 24 anni, nonostante 3 gran premi vinti è 5° in classifica, a 67 lunghezze da Quartararo alla vigilia del Gp di Gran Bretagna. In pratica, ha già buttato via il Mondiale. "No, un momento: ma chi lo dice?", si preoccupa.
Allora ci vuole ancora provare, a prendersi il titolo.
"Diciamo che mi concentro una corsa dopo l'altra: punto a vincerne più possibile, poi alla fine faremo i conti. Ma se un pensierino lo fa Bagnaia, che ha un solo un punto più di me in classifica, perché io no?".
Perché Bastianini è ancora troppo discontinuo, dicono: trionfa o finisce fuori dai primi 10 (quando non cade). Sta facendo esperienza. La prossima stagione sì, che sarà quella buona.
"Però perché aspettare? (ride, ndr). In effetti, quest'anno ho fatto troppe stupidate. Succede sempre, quando mi metto a pensare".
Cioè?
"Sono un tipo tranquillo, sereno. Felice. Ma a volte, all'improvviso, mi arriva un dubbio e mi dico: siamo sicuri che quella pista andrà bene per me? Magari è un circuito su cui in passato ho fatto un piccolo errore, roba da niente: invece l'idea comincia a tormentarmi, io provo a scacciarla però non ci riesco. Mi innervosisco. E faccio un pasticcio".
Il successo all'esordio in Qatar, poi in Texas e a Le Mans. Alla sua seconda stagione di MotoGP ha messo subito tutti d'accordo: questo è un campione.
"Me lo sentivo che nel 2022 avrei vinto delle gare. Ora che ricominciamo, dopo un mese di vacanza, voglio ripartire come all'inizio. Senza pensare troppo. Tra l'altro, le prossime piste mi piacciono tutte: Silverstone è bella veloce, in Austria hanno messo una chicane che toglierà un po' di motore alle Ducati ma lì andiamo sempre forte, Misano è la mia preferita, in Aragona sono sempre andato bene".
Carlo Pernat, il suo manager, dice di lei: "Ha un talento incredibile, come Iannone; ma per fortuna, la testa e lo stile pulito di Dovizioso".
"Mi riesce sempre tutto facile: attaccare, spingere, tenere il margine di vantaggio. La cosa buona è che riesco ad amministrare bene la gara".
E guida una Ducati. Anche se più vecchia rispetto a quelle degli altri.
"La Ducati è la moto più forte. Quest'anno mi cercavano in tanti, Aprilia compresa, ma sono contento di aver rinnovato il contratto con loro: non so ancora se andrò nella squadra ufficiale o nella Pramac, però mi daranno la moto migliore. È importante sapere che credono in me. La cosa triste è che devo lasciare il team Gresini e Nadia Padovani: per me, è stata come una famiglia. Anche per questo vorrei fare delle belle cose nella seconda parte della stagione".
La Belva e la Bestia: perché è così amato dai ducatisti?
"Forse perché sono appassionato come loro. Diretto, semplice: un po' 'bestia', appunto. E non mi piace trovare scuse: se sbaglio, mi prendo la colpa".
Nel 2020, quando ha vinto il titolo di Moto2, aveva l'espressione di un bambino. Adesso non più.
"La MotoGp ti costringe a diventare uomo. Fa paura da quanto va forte, regala emozioni incredibili: a patto di essere sempre concentrato, preparato al massimo. Devi studiare tutti i dettagli, non c'è tempo per scherzare. Allora cresci, diventi serio. Però il sorriso resta".
Se questo Mondiale non lo vince Bastianini, a chi tocca?
"A Quartararo. Anche quando gli va male, finisce sul podio: ha quella costanza che per ora mi è mancata".
E la Bestia?
"Dovrà essere ancora più 'bestia'. Pensare il meno possibile. E tenersi il sorriso".