Dall'Igna (Ducati): "A Bagnaia e Bastianini l'eredità di Valentino"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriVALENCIA - Quante partite sono state ribaltate all'ultimo secondo? Quartararo lo dice perché davvero ci crede ancora. Così, quando gli ricordano che in pista diversi Mondiali si sono giocati per una follia all'ultima curva del giro finale, tira fuori una divertente provocazione: "Ricordatevi di Zidane con Materazzi". El Diablo come Zizou? Anche Gigi Dall'Igna - dg del reparto corse Ducati, l'ingegnere che ha fatto della Rossa una moto imbattibile - se la ride. Ma non troppo. A Bagnaia domani basta arrivare 14°, o che il francese della Yamaha non vinca la gara. Facile. "È impazzito? Non scherziamo, prego. Parliamo di una gara di moto: può ancora succedere di tutto. Siamo abbastanza tranquilli. Però la tensione sale".
Questa Ducati è un capolavoro. Merito di Dall'…!-->!-->
VALENCIA - Quante partite sono state ribaltate all'ultimo secondo? Quartararo lo dice perché davvero ci crede ancora. Così, quando gli ricordano che in pista diversi Mondiali si sono giocati per una follia all'ultima curva del giro finale, tira fuori una divertente provocazione: "Ricordatevi di Zidane con Materazzi". El Diablo come Zizou? Anche Gigi Dall'Igna - dg del reparto corse Ducati, l'ingegnere che ha fatto della Rossa una moto imbattibile - se la ride. Ma non troppo. A Bagnaia domani basta arrivare 14°, o che il francese della Yamaha non vinca la gara. Facile. "È impazzito? Non scherziamo, prego. Parliamo di una gara di moto: può ancora succedere di tutto. Siamo abbastanza tranquilli. Però la tensione sale".
Questa Ducati è un capolavoro. Merito di Dall'Igna: prima le ha fatto mettere su muscoli da culturista, poi l'ha resa leggera come una piuma.
"Parliamo di un percorso cominciato nel 2015. Non c'è mai stata una vera svolta. Abbiamo sistemato tante piccole cose che prese singolarmente non sembravano importanti, invece. È la mia filosofia: dedicare la stessa attenzione a ogni dettaglio, farne un mosaico perfetto".
Già nel 2017, con Dovizioso e Lorenzo, la Rossa era un gioiello. Il titolo poteva arrivare prima?
"Probabilmente, se allora avessimo avuto un Pecco così in forma. Confesso che speravo di riuscire ad ottenere questi risultati con un po' di anticipo. Ma sarebbe anche stato più facile peggiorare".
Con questa moto vincerebbe chiunque, malignano.
"Sciocchezze: il pilota conta di più. In questa stagione Bagnaia ha fatto 189 giri in testa, contro i 76 di Quartararo. Gli altri ducatisti meno. È una dimostrazione del suo valore in sella alla Gp22".
Dopo Stoner avevano fallito tutti: anche Valentino. Finalmente avete trovato il pilota "ideale".
"Non esiste un pilota "ideale" per la Ducati: il mio obiettivo è sempre stato quello di fare una moto completa, guidabile da atleti con diverse caratteristiche".
Ieri il più veloce è stato Marini: 6 Rosse nelle prime 9. Avete già vinto il Mondiale costruttori e squadre. È una dittatura.
"E il prossimo anno possiamo progredire ancora. Avere 8 moto ci dà vantaggi economici, sportivi, tecnici. Ma è uno sforzo incredibile".
Gli italiani lo fanno meglio. Peccato che poi gli ingegneri migliori vengano rubati dalle case straniere. Che così scoprono i vostri segreti.
"È un prezzo che accettiamo di pagare. Dal mio arrivo, ho sempre coinvolto tutti e condiviso ogni informazione. Se ne vanno i nostri talenti? Ne cresciamo altri, è il progetto: puntare sui giovani e farli diventare campioni, che siano ingegneri o piloti".
Anche lei era stato "scippato" all'Aprilia.
"Se fossi rimasto nel Gruppo Piaggio, a quest'ora avrei gestito altre situazioni. Non mi avreste più visto, nel paddock".
Nel primo anno senza il Doc sono sbocciati due talenti - Bagnaia, Bastianini - su altrettanti gioielli. E nel 2023 formeranno un Dream Team tutto rosso, italiano. Prenderanno il posto di Valentino? "Quella di Rossi è una storia a sé, inimitabile. Però mi auguro ne raccolgano il testimone. Per ridare luce al Mondiale e al nostro sport".