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Motogp Valencia, Marini il più veloce nelle libere. Quartararo: "Io e Bagnaia come Zidane e Materazzi"

Il ducatista precede Martin e Miller, appaiati i pretendenti al titolo mondiale. E il francese scherza sull'ultima gara della stagione
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VALENCIA — Quartararo ce l'ha messa tutta. Stamani il francese è stato il più veloce, denunciando un passo formidabile. Bagnaia aveva chiuso lontanissimo, 17° e lontano dalla zona punti. Se fosse stato quello, l'ordine di arrivo di domenica, il pilota della Yamaha avrebbe incredibilmente ribaltato la classifica e vinto il mondiale. No, erano solo le prime prove libere. Nel pomeriggio Fabio ha continuato a essere protagonista, ma nei minuti finali delle Fp2 - quando i piloti hanno messo le gomme morbide per abbassare i tempi - è stato il solito festival Ducati: miglior crono per Marini, che saluta il ritorno nel paddock del fratello Valentino Rossi (atteso per stasera), davanti alla Gp22 targata Pramac di Martin, poi Miller e Bastianini, con Marc Marquez che si è intrufolato tra l'australiano e il riminese. Quartararo si è ritrovato 8°, davanti a un prudente Bagnaia per soli 5 millesimi. Se finisse così fra 2 giorni, Pecco sarebbe mondiale con 22 punti di vantaggio. Oggi il francese è stato preceduto anche Oliveira con la Ktm e dal 5° ducatista: Zarco. Equilibrio impressionante, al termine della prima giornata sul circuito Ricardo Tormo: 9 piloti in 230 millesimi. Le Q2 virtuali sono completate da Binder (Ktm), mentre fuori dai 10 restano i due dell'Aprilia: Vinales è 12° a 6 decimi da Marini, Aleix Espargarò 13°. I primi 18 in un secondo. Il vento, soprattutto al mattino, ha creato problemi un po' a tutti. Ci sono buone ragioni per credere che domattina i tempi scenderanno considerevolmente.

Luca Marini saluta il Doc col miglior tempo

"Mi sentivo già bene stamani, ma dovevamo risolvere alcuni problemi: soprattutto di elettronica". Marini sfoggia un bel sorriso. "Con questo vento, abbiamo usato la carena più piccola e cercato di capire quale fosse la gomma migliore da usare". Il pilota del team Mooney Vr46 è su di giri: "Ducati ci ha messo a disposizione un 'pacchetto' incredibile: è la moto migliore da guidare, noi ducatisti siamo tutti velocissimi e io inizio a divertirmi davvero tanto, a guardare in alto. Non vedo l'ora di cominciare con la nuova stagione". Jorge Martin confessa di aver sofferto le folate del mattino: "Anche fisicamente  stato molto impegnativo. Nel pomeriggio ho fatto un gran passo in avanti, ma Luca è andato davvero fortissimo".

Su Bagnaia si è espresso Tardozzi, team manager del reparto corse di Borgo Panigale: "All'inizio è stato in difficoltà più degli altri per via del vento, poi abbiamo messo la gomma dura davanti e risulto tutto. Credo che domani saranno tutti più veloci. Pecco sa che non deve fare stupidate o azzardi, mentre Fabio è obbligato a giocarsi tutto. Noi comunque siamo veloci, la moto è competitiva". Agrodolce il commento di Maio Maregalli, ds Yamaha, a proposito di Quartararo: "Il passo è buonissimo, purtroppo ci è mancato qualcosa nel time attack: è andato tutto alla perfezione, fino a quando abbiamo montato la gomma morbida".

Quartararo: "Io e Bagnaia come Zidane e Materazzi"

“Ci sono tanti esempi sportivi di partite ribaltate all’ultimo secondo”, butta lì un Fabio Quartararo che non ha mica perso le sue speranze. Anzi. Si può fare, dice. Qualcuno lo provoca ricordandogli qualche esempio del passato: quando ci si gioca il mondiale all’ultima gara, nel giro finale può accadere di tutto. Hai presente Melandri con Alzamora, Capirossi con Harada? Il francese della Yamaha risponde con una battuta che scatena le risate dei presenti: “Ricordatevi di Zidane con Materazzi”. Sta scherzando, naturalmente.

Quartararo: "Crederò al Mondiale finché sarà possibile"

Fabio confessa di avere una sola strategia per domenica: “Partire e andare subito in testa, restare davanti. Vincere. Quello che accadrà alle mie spalle non è affar mio, perché non lo posso gestire. Di sicuro non auguro niente di male a Bagnaia. Ma attenzione”, aggiunge. E gli scappa un sorrisetto strano. “Questa è una pista che può tradire, il vento ti mette in difficoltà: con le moto non si può mai sapere”. Due promesse: “Comunque finisca, domenica sera faremo festa. Niente è impossibile, io continuerò a credere di poter vincere il mondiale fino a quando non sarà finita”. Sembra molto sicuro di sé. “È stata una gran bella giornata, soprattutto sul ritmo. Qualche difficoltà nel time attack, ma abbiamo capito dove è il problema. Stiamo molto meglio rispetto all’anno passato, e possiamo progredire ancora. Nervoso? Per niente. Ho detto: all in, giochiamoci tutto. Sono fiducioso”.

Bagnaia: “Sono umano, è normale un po’ di nervosismo”

Pecco Bagnaia reagisce alla divertente provocazione del Diablo sgranando gli occhi, giocando a sua volta: “Mi devo preoccupare?”. Il ducatista stamani è stato preso in contropiede dalla sua Gp22. “Ho provato delle sensazioni diverse rispetto a quando ho vinto, nel 2021. È normale, la moto è cambiata e ho lottato un po’ per adattarmi”. Senza forzare. “Sono abituato a fare con calma, nella prima sessione. Diversamente da Quartararo, che attacca subito e a lungo. Io preferisco mettere a posto le cose, niente fretta”. Nel pomeriggio infatti ha ritrovato la serenità. “Un grande passo avanti nella seconda parte delle Fp2. Al momento del time attack non volevo fare errori come in Malesia, così ho scelto di essere un po’ più prudente: sono comunque a 2 decimi dal migliore, non male. Abbiamo lavorato molto bene”. Si sforza di mantenere la tranquillità, però inevitabilmente la tensione continua a salire. “Sono un po’ nervoso. Perché sono umano. E italiano”.

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