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Domenicali: “Con Bagnaia la Ducati apre un ciclo. Voglio 5 titoli”

L'intervista all'ad della rossa: "Nel 2023 Pecco e Bastianini si giocheranno ogni gp, ma Marquez è favorito"
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VALENCIA - Quando Pecco Bagnaia ha tagliato il traguardo, lui era nel box coi suoi ingegneri e i meccanici. Che gli hanno messo in testa una parrucca rossa, lo hanno portato in trionfo. Sollevato di peso, lanciato per aria. «Ma sono così leggero, che per poco ho rischiato di sbattere contro il soffitto». Sorride divertito Claudio Domenicali, ceo Ducati, ripete che la missione dell’azienda è “regalare emozioni”. Appunto. Hanno sbancato la MotoGP come mai nella storia di questo sport: titolo piloti, costruttori, squadre, team indipendente (Pramac), rookie (Bezzecchi): tutto è passato per i gioielli rossi di Borgo Panigale. «Domenica abbiamo definitivamente chiuso un ciclo. Aprendone uno nuovo».

Claudio Domenicali, ceo Ducati 

Una storia cominciata 15 anni fa. Il mondiale vinto da Stoner.
«Era una Ducati incredibile ma secca…

VALENCIA - Quando Pecco Bagnaia ha tagliato il traguardo, lui era nel box coi suoi ingegneri e i meccanici. Che gli hanno messo in testa una parrucca rossa, lo hanno portato in trionfo. Sollevato di peso, lanciato per aria. «Ma sono così leggero, che per poco ho rischiato di sbattere contro il soffitto». Sorride divertito Claudio Domenicali, ceo Ducati, ripete che la missione dell’azienda è “regalare emozioni”. Appunto. Hanno sbancato la MotoGP come mai nella storia di questo sport: titolo piloti, costruttori, squadre, team indipendente (Pramac), rookie (Bezzecchi): tutto è passato per i gioielli rossi di Borgo Panigale. «Domenica abbiamo definitivamente chiuso un ciclo. Aprendone uno nuovo».

Claudio Domenicali, ceo Ducati 

Una storia cominciata 15 anni fa. Il mondiale vinto da Stoner.
«Era una Ducati incredibile ma secca, severa, solo un pilota poteva guidarla: Casey. Quando se ne è andato, siamo entrati in una spirale negativa. È arrivato Valentino, ma quella moto era difficile anche per lui. C’erano grandi aspettative, non sono arrivate le vittorie: è tutto è come esploso».


Nell’aprile del 2013, l’ingegner Domenicali diventa ad
«L’azionista mi ha dato carta bianca, ho chiamato Dall’Igna: Gigi ha subito capito che la gente in azienda era in gamba. Un paio di stagioni dopo andavamo già forte, nel 2016 il primo gp vinto e l’anno seguente ci siamo giocati il titolo con Dovizioso nell’ultima corsa: bravo Marquez, però quel giorno stava per cadere…».

 

Dovizioso e Lorenzo, missione fallita. Tre anni fa ha scelto di puntare su un gruppo di giovani talenti, risparmiando sugli ingaggi.
«Ci hanno criticato tanto. Feci un tweet: con lo stile moderno di Pecco (che guida tutto fuori dalla moto) la Ducati non soffrirà più in curva. Dovizioso la prese male, ma avevo ragione. Ecco perché col successo di domenica si è chiuso il ciclo del dopo-Stoner. Moto e piloti, un passo avanti: Bagnaia è il leader di una cantera di campioni».

Nessuno è più ducatista e felice di lei, oggi.
«Sono in questa azienda da sempre. Ho conosciuto mia moglie 26 anni fa, era anche lei un ingegnere e aveva organizzato una mostra sulla Ducati. Il nostro primo appuntamento è stato sulla pista di Misano, per una gara del campionato italiano».


Pecco Bagnaia, che campione.
«E che bravo ragazzo. Basta vedere come è attaccato alla famiglia: alla festa di ieri sera (sul water front di Valencia: siamo arrivati tutti in taxi e ce ne siamo andati alle 3 di notte) c’erano anche i genitori, e i nonni. Attenzione però, è come Jekyll e Hyde: educato e gentile, ma in pista e nel box deciso da far paura».

 

Lei ha fatto pure i complimenti all’Aprilia.
«Da 10 anni l’industria motociclista europea si sta riprendendo la leadership. I risultati finanziari di Ducati sono molto buoni, abbiamo risorse economiche e umane straordinarie. Che ci permettono di fare ricerca e puntare sulle corse».


Oggi cominciano i test della nuova stagione 2023. Ducati schiera un Dream Team, con Bagnaia e Bastianini. Come finirà?
«Sogno Pecco ed Enea che in tutte le gare si giocano la vittoria: con libertà e correttezza, sono ambasciatori di una marca che insieme alle emozioni vuole trasmettere lealtà. Dovranno fare i conti con Marquez: resta favorito perché è fortissimo e più maturo di loro. Ma Bagnaia domenica si è tolto un peso, e lo ha tolto anche a noi».


Così vincenti, non rischierete di diventare antipatici?
«Lasciateci festeggiare almeno altri 5 titoli. Poi ne riparliamo».