Marc Marquez è tornato. I segnali c'erano già alla fine della scorsa stagione, ma stavolta lui si ripropone per l'intero campionato. Aveva sfiorato la vittoria in Australia, aveva centrato una prima fila in Malesia, ma erano pur sempre dei flash in un anno da convalescente, dopo quattro operazioni chirurgiche al braccio destro martoriato. Ora lo spagnolo dai test in Malesia ha preso la linfa per arrivare subito a sfidare le Ducati nel primo Gp della stagione in Portogallo il 26 marzo.
"Il mio feeling è positivo" ha detto a Madrid l'otto volte campione del mondo, "sto sempre cercando di essere positivo, ci credo. Mi sento bene, nei test in Malesia abbiamo fatto progressi per quanto riguarda la condizione fisica. Il team Honda sta cercando costantemente di migliorare, io credo nella Honda e la mia speranza è che possiamo farcela insieme".
Marquez: "La Honda e io stiamo bene insieme"
In questi giorni Marquez ha presentato la docu-serie All-In, tra cortei e bagno di folla. Ma il suo pensiero corre subito a Portimao: "Le aspettative sono grandi, ma siamo abituati a vivere con tutta questa pressione. Cercherò di dare il mio 100%, sono ambizioso, poi vedremo durante la stagione a che punto saremo arrivati. Io e la Honda? Siamo un team, se perdiamo lo facciamo insieme, se vinciamo è lo stesso. In Malesia siamo andati molto bene, io lavorerò su me stesso, pure la Honda lavorerà sulla moto, cercheremo di essere sempre più veloci ed essere pronti per la gara di Portimao".
Non si è fatto ancora un'idea chiara, Marquez, sulle 21 sprint che arricchiranno un calendario giù impegnativo: "È un format nuovo, sarà tutto più difficile". Non c'è solo la sua candidatura a sfidante della Ducati, nel team Honda, ma anche il nome del suo compagno di squadra che sarà il campione del 2020 Joan Mir. Un team tutto spagnolo, che si oppone al dominio rosso con un nuovo, ritrovato fuoriclasse.