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MotoGp, le mani di Bagnaia sul Mondiale. La Ducati punta già il secondo titolo

Pecco Bagnaia (ansa)
Pecco dopo la vittoria di Jerez: "Siamo i più veloci, la mia squadra ha fatto un lavoro straordinario". Il piemontese, a +22 su Bezzecchi, ha raggiunto Biaggi nel numero di successi nella classe regina (13): nel mirino Dovizioso (15). Primo maggio di test sul circuito spagnolo
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“Ci sono state vittorie più belle. Ma questa è arrivata partendo una situazione complicata, così come era accaduto nella passata stagione a Silverstone. Anzi: di più”. Per chi sa leggere tra le righe del lucidissimo Pecco Bagnaia, uno che fa sempre attenzione a quello che dice, le parole pronunciate domenica dopo aver tagliato il traguardo di Jerez de la Frontera hanno un significato molto importante. Perché nel 2022 il ducatista aveva attribuito un valore decisivo al successo inglese, che in estate aveva rappresentato la svolta nel suo folle – e riuscito – inseguimento iridato a Quartararo. Sostenere adesso che la fresca vittoria andalusa sia “ancora più bella” è un modo per uscire allo scoperto, nonostante l’innata prudenza. Dopo solo quattro appuntamenti – e con 32 gare ancora in programma, sprint race comprese: sono 592 punti in palio, perché nel frattempo si è perso il g…

“Ci sono state vittorie più belle. Ma questa è arrivata partendo una situazione complicata, così come era accaduto nella passata stagione a Silverstone. Anzi: di più”. Per chi sa leggere tra le righe del lucidissimo Pecco Bagnaia, uno che fa sempre attenzione a quello che dice, le parole pronunciate domenica dopo aver tagliato il traguardo di Jerez de la Frontera hanno un significato molto importante. Perché nel 2022 il ducatista aveva attribuito un valore decisivo al successo inglese, che in estate aveva rappresentato la svolta nel suo folle – e riuscito – inseguimento iridato a Quartararo. Sostenere adesso che la fresca vittoria andalusa sia “ancora più bella” è un modo per uscire allo scoperto, nonostante l’innata prudenza. Dopo solo quattro appuntamenti – e con 32 gare ancora in programma, sprint race comprese: sono 592 punti in palio, perché nel frattempo si è perso il gp kazako – il piemontese sembra già avere messo una prima ipoteca sulla riconquista del titolo.

Bagnaia: “Aspettiamo a fare festa"

“Vincere il mondiale è difficile, però farlo l’anno dopo è quasi impossibile”, lo aveva ammonito Valentino Rossi all’inizio dell’anno. In MotoGp ci sono riusciti solo il Doc – appunto – e Marc Marquez. Ma nonostante quei due scivoloni assurdi in Argentina e Texas, che gli sono costati 45 punti netti, Pecco di fatto è già in fuga: con 22 punti di vantaggio sull’amico Bezzecchi, che guida una Gp22, e 27 su Binder con la sua Ktm; +47 rispetto a un Quartararo che fa a cazzotti con la sua Yamaha. Soprattutto, Bagnaia ha già scavato un fossato tra sé e i due avversari che – parole sue – “sono ancora i più pericolosi” e rientreranno tra 2 fine-settimana a Le Mans: Marquez ha 80 punti di gap, Bastianini addirittura 87. “Aspettiamo a fare festa”, fa lui, tutto serio. “Con questa formula, si guadagnano (o perdono) punti in un attimo”.

Primo maggio di test a Jerez de la Frontera

“Venerdì non riuscivo a fare quello che mi riesce meglio, l’entrata in curva. La mia squadra nel weekend è stata straordinaria: mi ha fatto capire come si poteva vincere”. Lunedì, insieme a tutti gli altri piloti, Pecco è impegnato in una giornata di test a Jerez. “Lavoreremo duro, cercando di interpretare meglio le incertezze di qualche giorno fa. Le Ducati anche ieri alla fine si sono dimostrate veloci: questo ci dà la motivazione giusta per andare avanti, è un valore che dobbiamo mantenere”.  Il successo di domenica lo proietta nell’Olimpo del motomondiale italiano: nell’ultimo anno e mezzo ha vinto 13 volte, nella classifica dei piloti ha raggiunto Max Biaggi e ora guarda a Dovizioso (15), Agostini e il Doc sembrano lontanissimi. “È stato il mio podio numero 45. I grandi campioni sono ancora lontano, però possiamo guardare avanti”.

Bagnaia, penalità esagerata. E un avvertimento a Marquez

“Ho finito la gara che ridevo come un matto: puro godimento. Conosco l’aggressività di Binder, ma non mi sono preoccupato più di tanto: ho spinto un po’ di più nelle curve dove il sudafricano poteva attaccarmi (la 1, la 5, la 13). Sapevo che eravamo ancora messi bene con la gomma, ho solo dovuto gestire”. Nonostante quella penalità che gli è stata rifilata in corsa dallo steward panel, guidato dal sempre più discusso Freddie Spencer. “Francamente, cedere una posizione a Miller mi è sembrato esagerato. Però a questo punto mi sta bene, a patto di essere coerenti per tutta la stagione”. Una riflessione che suona come un segnale allo spericolato Marc Marquez. Sì, Pecco ha spiccato il volo.