LE MANS - Ancora una Ducati sul gradino più alto del podio, per il quarto anno consecutivo sulla pista francese: in sella alla Gp23 targata Pramac, Jorge Martin ha vinto la sprint race di Le Mans precedendo Brad Binder. Grazie a questo risultato, il sudafricano della Ktm sale al secondo posto della classifica generale superando Bezzecchi (7°), e rosicchia un paio di punticini a Pecco Bagnaia. Il campione del mondo paradossalmente consolida il comando, per il piazzamento e per come è arrivato: è riuscito a gestire qualche problema di assetto chiudendo con un concreto 3° posto, dopo aver avuto la meglio su Marc Marquez al termine di uno spettacolare duello con coda un po' polemica. Il Cannibale della Honda nel finale è stato superato anche da Luca Marini, altro ducatista che corre nel team Mooney Vr46. Per Borgo Panigale è l'ennesima dimostrazione di forza: un terzetto di Rosse nelle prime 4, e - compresi Zarco e il Bez - sono 5 nelle migliori 7. Per Quartararo, il ragazzo di casa, un vero disastro: El Diablo partiva malissimo, dalla quinta fila, eppure ha recuperato una posizione dopo l'altra grazie a buon passo che lo accompagna da ieri. Però a 4 giri dal termine ha perso il controllo della sua M1, finendo nella ghiaia. Vanno a punti (pochi) anche le Aprilia: Aleix Espargarò (8°) precede Vinales.
Felicità Martin: "Orgoglioso di me e della squadra"
"Finalmente ce l'ho fatta", festeggia Martin. "Sono orgoglioso di me stesso e della squadra: è solo una gara sprint, d'accordo, ma ho ritrovato la bella sensazione di stare davanti senza commettere errori. E mi sono davvero goduto le ultime curve di questa corsa. Speriamo di sorridere anche domani pomeriggio". Brad Binder adesso è a 23 lunghezze in classifica dal leader, Bagnaia. Partiva 10°, dopo un paio di giri era già 4°: "Sapevo che la partenza era molto importante", racconta il sudafricano. "Ero certo di poter essere competitivo nel finale. Nella gara lunga di domani possiamo fare meglio".
Bagnaia e quel sorpasso "impunito" del Cannibale
Bagnaia era partito splendidamente, davanti a tutti, poi è stato superato da Martin - che sembrava obiettivamente avere una marcia in più - al 5° giro è stato attaccato da Marquez e per difendersi ha perso la posizione a vantaggio di Binder (strepitoso soprasso!), poi però al giro seguente il piemontese si è arreso al Cannibale, che lo ha anche toccato. "Una manovra che ci può stare", ha commentato Davide Tardozzi, team manager Ducati. "Però Pecco aveva fatto altrettanto a Jerez con Miller e l'avevano retrocesso di una posizione. Qui s'era detto che certe cose non si potevano fare, e allora perché anche Marc non è stato penalizzato?".
Pecco amaro: "Perché Marquez non è stato punito?"
In gara, il campione del mondo ha mandato a quel paese l'avversario. "E' stato un momento di tensione", ha confermato in maniera secca Bagnaia, tagliato il traguardo. "Poi ho chiuso il distacco e mi sono preso il 3° posto. A me piace così, qualche volta in gara bisogna essere aggressivi. Quello che mi fa arrabbiare è il metro di giudizio: se io sono stato punito, perché non fare lo stesso con Marquez? Comunque mi sono divertito, anche se all'inizio ho fatto fatica forse perché s'è alzata molto la temperatura della gomma dietro. Speravo comunque di riuscire a vincere, ma finire sul podio è importante. Cercherò di fare meglio domani"