✕

Marc Marquez: "Sono più forte delle mie ferite. In MotoGp posso vincere ancora"

Marc Marquez (fotogramma)
Intervista al pilota spagnolo: "Alla Honda sto bene, ma ho già 30 anni e cerco un progetto ambizioso. Di che colore? Nero o rosso, è uguale"
3 minuti di lettura

SCARPERIA — Quattro cicatrici profonde, brutte. Trenta centimetri l'una. Dalla spalla scendono fin quasi al gomito del braccio destro. Come segni lasciati dagli artigli di un leone. Sottoporsi a tutte quelle operazioni in soli due anni è stato come entrare nella gabbia di una belva. Marc Marquez è sopravvissuto: talento infinito, voglia di battersi contro ragazzini che guidano moto migliori e non vedono l'ora di fargli mangiare la polvere. Eccolo, è ancora qui: "Continuo a pensare che il Mondiale lo vincerà Bagnaia. Ma hanno perso tutti molti punti, in questa prima parte di stagione. Io non mi arrendo: ci provo. Vediamo cosa succede al Mugello e nelle prossime due gare. A fine mese saprò se ci sono ancora possibilità".

Bentornato, Cannibale. Chissà quante cicatrici non si vedono.

"Nella mia testa? No, sono lo stesso di prima dell'incidente. Solo un po' più vecchio. Ho imparato che devo …

SCARPERIA — Quattro cicatrici profonde, brutte. Trenta centimetri l'una. Dalla spalla scendono fin quasi al gomito del braccio destro. Come segni lasciati dagli artigli di un leone. Sottoporsi a tutte quelle operazioni in soli due anni è stato come entrare nella gabbia di una belva. Marc Marquez è sopravvissuto: talento infinito, voglia di battersi contro ragazzini che guidano moto migliori e non vedono l'ora di fargli mangiare la polvere. Eccolo, è ancora qui: "Continuo a pensare che il Mondiale lo vincerà Bagnaia. Ma hanno perso tutti molti punti, in questa prima parte di stagione. Io non mi arrendo: ci provo. Vediamo cosa succede al Mugello e nelle prossime due gare. A fine mese saprò se ci sono ancora possibilità".

Bentornato, Cannibale. Chissà quante cicatrici non si vedono.

"Nella mia testa? No, sono lo stesso di prima dell'incidente. Solo un po' più vecchio. Ho imparato che devo ascoltare il mio corpo. Prendere tutto il tempo che ci vuole, non strafare".

Niente più Valentino, Lorenzo, Dovizioso, Pedrosa: in queste 3 stagioni sono cambiati gli avversari. Prima i piloti avevano quasi paura di attaccarla in gara, ora addio soggezione. Nella sprint race, Miller le ha rifilato una sportellata da Cannibale.

"Quello con Jack è stato un normale incidente di gara. Non credo che negli anni passati avessero paura di me: semplicemente, ero il più veloce e non riuscivano a starmi davanti. Però avrebbero voluto farlo, proprio come oggi: perché vuoi sempre battere il più forte, quello che ha più titoli. La differenza è che oggi per una serie di ragioni non sono il più veloce. Ma superare Marquez dà sempre un gusto speciale: lo capisco, fa piacere".

Le Ducati sembrano imbattibili. La sua Honda, un disastro: cosa è successo?

"Il pilota migliore si è infortunato, non ha potuto continuare a sviluppare la moto. Tutti i paesi asiatici, in particolare il Giappone, hanno terribilmente sofferto la pandemia: lì si è protratta più a lungo che in Europa. Molti ingegneri e tecnici sono rimasti confinati per periodi incredibili, ancora di recente rientravano a casa ma dovevano restare chiusi giorni in un albergo. Questo ha influito sul lavoro".

Se ne andrà a novembre, se la moto continua a non funzionare?

"Sciocchezze. Resto legato 100% alla causa: fino a tutto il 2024 sono un dipendente Honda, rispetto il contratto. Lavoriamo insieme da quasi 11 anni, c'è una relazione speciale: mi sono stati molto vicino quando mi sono fatto male, non smetterò mai di ringraziarli. Non sto dicendo che rimarrò per sempre con loro, ma che il piano A non cambia: Honda. Però serve un piano B: ho compiuto 30 anni, a questa età ti rendi conto che il tempo a disposizione per vincere un titolo è sempre di meno. Quello che cerco - presto! - è un progetto vincente. Di qualsiasi colore: nero, rosso...".

Rosso Ducati: pentito di non aver accettato a suo tempo l'offerta di Borgo Panigale?

"Quando quattro anni fa ho firmato il contratto con Honda, la moto andava fortissimo. E poi, era quello che mi diceva il cuore. Chi poteva immaginare la caduta di Jerez, il braccio rotto, le quattro operazioni, la pandemia?".

"È innamorato", dice di lei suo fratello Alex. Poi le foto: Gemma Pinto, 26 anni, influencer (con 89.000 follower, contro i suoi 6 milioni e mezzo).

"Ho una compagna, è un passo naturale della vita: anche per me, che sono quasi sempre stato single perché non avevo altre priorità che lo sport. Per me è un momento molto buono: lei mi aiuta a essere una persona migliore. Ma non chiedetemi di matrimonio o figli perché la nostra storia sentimentale è appena cominciata".

Ha litigato con Bagnaia. Pecco al Mugello parte in pole, lei e suo fratello Alex gli siete accanto in prima fila.

"In qualifica gli ho fatto segno che aveva torto a prendersela con me, poi mi ha offerto l'opportunità di mettermi nella sua scia: è il più veloce, ha la moto migliore, cos'altro potevo fare? Se qualcuno vuole prendersela con me, faccia pure. Ma lascino in pace mio fratello".

Nel recente documentario All In è tornato a parlare di Valentino Rossi. E sono ripartite le polemiche.

"La storia di Sepang e del 2015 occupa solo un 5% del documentario, ma Valentino mediaticamente fa sempre rumore. Mi hanno fatto una domanda: ho risposto, perché ho voluto mettermi a nudo raccontando tutto, senza nessun timore".

Marc Marquez resta il più forte. Anche se molti non vogliono ammetterlo.

"Mi fa piacere quando mi dicono che ho talento e regalo emozioni, la gente mi vuole ancora bene. Resto positivo. Voglio continuare a dare tutto per questo sport, ho una passione più forte di tutto. Anche di queste ferite al braccio, sì".