Il giardino di Marquez si veste di nuovi colori: non più l'arancione Repsol della sua Honda, con cui il Cannibale ha vinto per 8 volte consecutive. Lo scorso anno, assente il catalano per via della quarta operazione al braccio, il Sachsenring s'era dipinto del blu elettrico Yamaha: con Quartararo che raggiunse il vantaggio più ampio - 91 punti da Bagnaia: e quando mi riprende più?, s'illudeva il francese -, e sorrideva felice. Nel fine-settimana Marc tornerà all'attacco, ma con una RC213V manifestamente in crisi: chissà se potrà tornare alla vittoria in quello che tutti definiscono il suo "giardino" di casa. Qui nel 2021 ci ha vinto con una mano sola, però adesso... Meglio puntare sul rosso Ducati. Bagnaia, reduce dell'en plein al Mugello e di nuovo fiducioso, tenta la fuga alla vigilia della pausa estiva. Bezzecchi vuole continuare a sognare. Bastianini è in cerca di riscatto. E poi Martin, Zarco, Alex Marquez.
Lento e tortuoso, il circuito più amato dal Cannibale
Siamo nel cuore della Sassonia industriale, giusto a metà tra la vecchia Karl Marx Stadt - oggi Chemnitz - e Zwickau, dove si producevano le leggendarie Trabant. Circuito secolare (la prima gara nel 1927) che nel dopoguerra ha celebrato le imprese di Agostini, Hailwood, Read, Pasolini, Redman, ed è stato sempre, incredibilmente affollato (232.302 presenze nella passata stagione), soprattutto negli anni in cui questa era Repubblica Democratica Tedesca. Ricostruito nel 1996, in continua evoluzione, è un percorso corto e tortuoso da percorrere in senso anti-orario, con 14 curve soprattutto a sinistra - 10 a 4: Marquez ci si trova a meraviglia - e un rettilineo sul traguardo di soli 800 metri. Secondo i tecnici della Brembo, che fornisce gli impianti frenanti a tutto il motomondiale, la tortuosità della prima parte del Sachsenring si traduce in un ricorso ai freni in 4 delle prime 5 curve, anche se in 3 di questi il calo di velocità è inferiore ai 30 kmh. Nella seconda metà i rettilinei diventano più lunghi, aumentando anche le velocità delle moto e di conseguenza si allungano gli spazi necessari per frenarle, fino a superare in 3 punti i 130 metri. I 22 secondi di utilizzo dei freni sul giro intero rappresentano il dato più basso di tutto il campionato, complice la ridotta estensione del tracciato, meno di 3,7 km. Si frena e si accelera poco: agilità, la parola chiave.
MotoGP, sabato alle 15 la sprint race e domenica via alle 14
In diretta su Sky e NowTv, in differita su Tv8, al Sachsenring si scende in pista alle 9 di venerdì con la Moto3 per la prima sessione di libere. Alle 9.50 tocca alla Moto2, alle 10.45 alla MotoGP. Nel pomeriggio via alle Fp2: parte prima la Moto3 (13.15), poi la Moto2 (14.05), infine la MotoGP (15), che mette già in palio i primi 10 post l'ingresso diretto in Q2. Sabato è tempo di Fp3 per la Moto3 (8.40) e la Moto2 (9.25), mentre le libere della MotoGP scattano alle 10.10 e vengono subito seguite alle 10.50 dalle Q1 e alle 11.15 dalla Q2. Alle 12.50 le qualifiche della Moto3, alle 13.45 quella della Moto2. Alle ore 15 c'è la sprint race della MotoGP, su 15 giri. Domenica, dopo 10 minuti di warm up della MotoGP alle 9.45 e a seguire la Rider Fan Parade, il via alla gara della Moto3: alle 11 si corre su 23 giri; alle 12.15 semaforo verde per la Moto2 (25), alle 14 parte la MotoGP che corre su 30 giri.