Martinator è tornato a volare, e la caduta nell’ultimo giro delle prove libere in Thailandia gli impolvera solo un po’ la tuta. Pecco Bagnaia prima litiga coi freni, poi con l’assetto della sua Ducati: chiude 7° e si guadagna comunque l’ingresso diretto in Q2, ma c’è ancora molto da fare per raggiungere la velocità del rivale. Le Aprilia cantano, subito alle spalle di Jorge: Vinales è secondo a meno di un decimo da Martin, subito dopo c’è Aleix Espargaró. Zarco è ancora euforico dopo la vittoria australiana di domenica scorsa: finisce un gradino sotto il podio virtuale. Riecco i ragazzi della Mooney Vr46, che sembrano avere definitivamente recuperato dagli infortuni: Marini precede Bezzecchi di 9 millesimi, e sono entrambi davanti a Pecco. Nei dieci migliori, dopo 5 moto di Borgo Panigale e 2 di Noale - c’è posto anche per la giapponese Yamaha di Quartararo e due Ktm austriache (Binder, Fernandez): sono tutti in 3 decimi appena, a dimostrazione di un impressionante equilibrio in pista. Marc Marquez, Morbidelli e Miller mancano le Q2 per un decimo, Di Giannantonio resta leggermente attardato dopo le belle prove delle ultime settimane, il povero Bastianini litiga di brutto col grip della sua Gp23.
Martin, veloce e ottimista: “Meglio del previsto”
Jorge Martin è andato fortissimo già nelle Fp1, si è scatenato nella seconda sessione e probabilmente nell’ultimo giro delle Fp2 avrebbe ulteriormente abbassato in crono, ma alla curva 3 è finito rovinosamente nella ghiaia: l’air-bag ha scongiurato qualsiasi conseguenza fisica per il pilota della Prima Pramac. “Non mi aspettavo di andare così forte, sono andato benissimo anche con le gomme usate”, sorride Martinator. La caduta non gli ha tolto l’ottimismo. “Alla fine ero al limite, non sapevo se il mio crono sarebbe stato sufficiente e ho allora spinto un po’ di più. Una caduta strana, perché in quel punto arrivavo leggermente più piano. Ma sono molto contento di questa prima giornata”.