Martin e il giallo della gomma: “Mi hanno rubato il Mondiale”
dal nostro inviato Massimo CalandriJorge Martin
(afp)LUSAIL - “Mi sento come se me lo avessero rubato, questo campionato. Ero sicuro che domenica avrei recuperato altri punti su Pecco, arrivando a Valencia davanti a lui in classifica. Invece. È inaccettabile che un mondiale venga deciso da una gomma sbagliata. Spero che Michelin ci dia una spiegazione: perché è successo proprio a me?”. Jorge Martin non si dà pace. Dopo la vittoria di sabato nella sprint race, era convinto di essere imprendibile. “Quando mi ricapita un’occasione come questa?”. Ma dal via della gara di ieri ha capito che c’era qualcosa di sbagliato. E sembra quasi gridare al complotto. “Avete visto come sono scivolato in partenza? Pareva avessi delle gomme usate da 30 giri, o quella fosse una pista molto sporca. Ma nella stessa giornata, e in 3 categorie diverse, è accaduto solo a me. Strano”.
LUSAIL - “Mi sento come se me lo avessero rubato, questo campionato. Ero sicuro che domenica avrei recuperato altri punti su Pecco, arrivando a Valencia davanti a lui in classifica. Invece. È inaccettabile che un mondiale venga deciso da una gomma sbagliata. Spero che Michelin ci dia una spiegazione: perché è successo proprio a me?”. Jorge Martin non si dà pace. Dopo la vittoria di sabato nella sprint race, era convinto di essere imprendibile. “Quando mi ricapita un’occasione come questa?”. Ma dal via della gara di ieri ha capito che c’era qualcosa di sbagliato. E sembra quasi gridare al complotto. “Avete visto come sono scivolato in partenza? Pareva avessi delle gomme usate da 30 giri, o quella fosse una pista molto sporca. Ma nella stessa giornata, e in 3 categorie diverse, è accaduto solo a me. Strano”.
Taramasso (Michelin): “Gomma appena uscita dalla fabbrica”
Piero Taramasso, responsabile di pista per l’azienda francese, ha spiegato che “Michelin sta analizzando i dati di Martin dopo la gara. Quello che possiamo dire è che la sua gomma posteriore è arrivata direttamente dalla fabbrica, non è stata usata o riscaldata in nessuna altra occasione prima della gara”. Martinator ha montato delle gomme ‘dure’, come quasi tutti gli altri piloti in griglia: “Scelta corretta, perché il nuovo asfalto di Lusail è più aggressivo rispetto al passato. Ma nell’ultima tornata della gara è stato battuto il primato della pista, segno che la performance delle gomme è stata consistente”.
Marini: “La colpa è della tipo di partenza che fa Jorge”
Luca Marini ha dato una sua spiegazione tecnica: “Jorge Martin è uno che parte sempre staccando il corpo dalla sella. La mancanza di peso sulla parte posteriore della moto potrebbe aver determinato lo ‘scivolamento’”. Ipotesi valida per raccontare quella incertezza che al semaforo verde ha fatto perdere allo spagnolo alcune posizioni, ma resta il fatto che durante la gara Martinator girava un secondo e mezzo più lento dei suoi avversari. “Sportivamente è ingiusto quello che gli è accaduto. Meritava di battersi anche questa volta alla pari con Pecco”, sostiene Davide Tardozzi, team manager della Ducati ufficiale.
Martinator: “Non sono stato battuto da un pilota”
Martin ha raccontato di essersi messo a ridere per l’assurdità della situazione, negli ultimi giri della corsa. “Non sono neppure arrabbiato. Perché non sono stato battuto da un altro pilota. All’inizio, mi è bastato poco per capire che era una gara diversa dalle altre. Pecco dice che anche a lui è successo in passato, ma io davvero rischiavo di cadere a ogni curva e sono orgoglioso di essere arrivato in fondo”. E ora, Jorge? “Dobbiamo dare tutto, vincere entrambe le gare. Sperando che accada qualcosa di veramente sorprendente, come nel 2006 (quando Valentino perse un mondiale che sembrava già in cassaforte)”.
Il ‘giallo’ della pressione troppa bassa
Piero Taramasso è tornato anche sulla delicata questione della pressione delle gomme e delle violazioni in cui sono inciampati diversi piloti: “Noi diamo un valore di pressione minima da rispettare: è una questione di sicurezza, altrimenti la carcassa della gomma flette al punto di rompersi”. E’ lo stesso discorso che vale anche nella vita quotidiana, quando qualcuno va in macchina e per tutelare la propria incolumità verifica che gli pneumatici non siamo sgonfi. “Chiediamo che questa pressione in gara venga rispettata per un numero minimo di giri, garantendo che la pressione c’è e la gomma è sicura: metà della gara della domenica, e il 30% della durata dalla sprint del sabato”. Il controllo della pressione avviene con sensori unificati per tutte le moto, i valori vengono trasmessi attraverso un canale criptato direttamente alla Direzione Gara, che verifica in tempo reale e può subito intervenire appena finisce la gara. La gomma più sgonfia in certe situazioni di caldo dovrebbe migliorare il feeling di chi guida la moto. “Ci sono piloti e anche moto (come le Ducati) che in base alla loro geometria e ripartizione del carico sono più sensibili. Ma credetemi: non è con quel trucco che vincono le gare, figuriamoci un mondiale”.