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Riparte la Ducati League: Bagnaia a caccia del tris, l’incognita è Marquez

Francesco Bagnaia durante i test a Sepang

 
Domenica scatta la MotoGp in Qatar: nessuno sembra in grado di infrangere il dominio delle rosse italiane ma l’arrivo di Marc nel team Gresini può cambiare gli equilibri in pista
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Nelle ultime due stagioni, a Borgo Panigale hanno vinto tutto ciò che si poteva vincere: il titolo mondiale piloti (Bagnaia), costruttori, squadre. Lo scorso anno, 17 successi su 20 gp, 17 pole e 43 podi consecutivi con 8 piloti di 4 team. Non contenti, alla banda di fuoriclasse in sella a una Rossa hanno aggiunto un certo Marc Marquez. No, non è la MotoGp che parte domani con la prima sessione di prove sul circuito di Losail: è la Ducati League.

La Gp24 più maneggevole e potente

Tre settimane fa, ultima sessione di test prima del via, Pecco ha stracciato il record del percorso del Qatar confermando quel che era stato confessato a mezza voce dagli stessi ingegneri bolognesi: la Gp24 è più potente e maneggevole di tutti i precedenti gioielli desmodromici. Subito dietro il piemontese ci sono gli altri privilegiati che la guidano: il rivale spagnolo Martin, il compagno di box Bastianini. Le altre marche? L’Aprilia fa progressi, ma gli interpreti non sembrano all’altezza. Pedro Ac…

Nelle ultime due stagioni, a Borgo Panigale hanno vinto tutto ciò che si poteva vincere: il titolo mondiale piloti (Bagnaia), costruttori, squadre. Lo scorso anno, 17 successi su 20 gp, 17 pole e 43 podi consecutivi con 8 piloti di 4 team. Non contenti, alla banda di fuoriclasse in sella a una Rossa hanno aggiunto un certo Marc Marquez. No, non è la MotoGp che parte domani con la prima sessione di prove sul circuito di Losail: è la Ducati League.

La Gp24 più maneggevole e potente

Tre settimane fa, ultima sessione di test prima del via, Pecco ha stracciato il record del percorso del Qatar confermando quel che era stato confessato a mezza voce dagli stessi ingegneri bolognesi: la Gp24 è più potente e maneggevole di tutti i precedenti gioielli desmodromici. Subito dietro il piemontese ci sono gli altri privilegiati che la guidano: il rivale spagnolo Martin, il compagno di box Bastianini. Le altre marche? L’Aprilia fa progressi, ma gli interpreti non sembrano all’altezza. Pedro Acosta è troppo acerbo per far volare la Ktm. La Yamaha punta sugli ingegneri italiani (Marmorini, Bartolini), però come la Honda è ancora molto lontana. Sarà un altro monologo ducatista, un campionato monomarca o quasi. Ma lo spettacolo? «Come e più dell’anno passato, quando i nostri due migliori piloti se la sono giocata fino all’ultima gara», dice l’insaziabile ceo, Claudio Domenicali. E poi, col Far West in griglia nelle sprint race del sabato, sarà sempre e comunque una sorpresa. Ma c’è un altro elemento che rende la stagione imprevedibile come mai: l’ombra del Cannibale. Dopo tre anni di calvario — la frattura all’omero destro, le 4 operazioni, il rischio di perdere l’uso del braccio — e uno di purgatorio, in sella a una Honda disastrosa, Marc Marquez (31) punta tutto su questa stagione nel team Gresini. Il clamoroso trasferimento l’ha imposto lui, con l’avallo di Gigi Dall’Igna, dg del Reparto Corse: «Voglio tornare a divertirmi, essere competitivo». A fine novembre deciderà se rinnovare, cedere alla corte di Ktm o addirittura tornare con Honda (rivelando i segreti di Borgo Panigale). Nel frattempo minaccia di stravolgere un campionato dove — a parte il fratello Alex — nessuno lo sopporta. Soprattutto, di far saltare i delicati equilibri in casa Ducati. Guiderà la Gp23, sulla carta più lenta: deve adattarsi, ma ha già fatto vedere di andare fortissimo. Se dovesse prendersi il titolo mondiale, finirebbe automaticamente nella squadra ufficiale. Bastianini e Martin già lo guardano in cagnesco, Bezzecchi pure peggio.

Bagnaia: “12 piloti in pochi decimi”

Una cosa è certa: i giovani piloti non hanno più paura del Cannibale. Perché la MotoGp è molto cambiata, in poche stagioni. «Prima contavi 20 secondi di distacco, tra i 2-3 migliori e gli altri. Adesso ci sono 12 piloti in pochi decimi: tutti possono vincere. Il livello si è alzato in maniera incredibile, grazie alla tecnologia ma anche alle qualità dei piloti», racconta Bagnaia. Che è cresciuto in maniera straordinaria, sotto tutti i punti di vista. Si riparte da lui e dai suoi 3 rivali: Bastianini, Martin, Marquez. Sulle moto rosse. Chiamatela Ducati League.

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