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Bagnaia ha vinto tutto tranne il titolo: “Il Mondiale può solo perderlo Martin”

Bagnaia vince, ma festeggia Martin (reuters)

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In Malesia il piemontese ha conquistato il decimo gran premio su 19, ma quasi sicuramente non gli basterà per prendersi il titolo. A Barcellona lo spagnolo potrà gestire 24 punti di vantaggio
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Dieci gp in una sola stagione li hanno vinti Agostini, Valentino, Doohan, Stoner, Marquez: naturalmente, in quello stesso anno sono diventati campioni del mondo. All’esclusivo club si è appena unito Bagnaia, col successo di domenica a Sepang. Ci sono buone ragioni per credere che migliorerà addirittura il suo primato nell’ultima corsa che tra due settimane si disputerà a Barcellona, al posto della martoriata Valencia. Ma per il titolo, Pecco avrà bisogno di un miracolo. Possibile? Chiedete spiegazioni a Carmelo Ezpeleta, ottuagenario padre-padrone del motomondiale: nel 2023, quando stava per vendere la sua creatura a Liberty Media e aveva bisogno di dare lustro al prodotto, decise di introdurre la sprint race del sabato, sulla falsariga della F1 ma con un punteggio che in proporzione penalizza le corse tradizionali della domenica. Il risultato un po’ surreale: Bagnaia è il pilota più veloce, ha vinto oltre la metà dei gp in calendario (10 su 19, appunto), ma si ritrova a 24 punti di d…

Dieci gp in una sola stagione li hanno vinti Agostini, Valentino, Doohan, Stoner, Marquez: naturalmente, in quello stesso anno sono diventati campioni del mondo. All’esclusivo club si è appena unito Bagnaia, col successo di domenica a Sepang. Ci sono buone ragioni per credere che migliorerà addirittura il suo primato nell’ultima corsa che tra due settimane si disputerà a Barcellona, al posto della martoriata Valencia. Ma per il titolo, Pecco avrà bisogno di un miracolo. Possibile? Chiedete spiegazioni a Carmelo Ezpeleta, ottuagenario padre-padrone del motomondiale: nel 2023, quando stava per vendere la sua creatura a Liberty Media e aveva bisogno di dare lustro al prodotto, decise di introdurre la sprint race del sabato, sulla falsariga della F1 ma con un punteggio che in proporzione penalizza le corse tradizionali della domenica. Il risultato un po’ surreale: Bagnaia è il pilota più veloce, ha vinto oltre la metà dei gp in calendario (10 su 19, appunto), ma si ritrova a 24 punti di distacco da Jorge Martin. Che se tra due settimane finisce primo nella sprint catalana, potrà festeggiare già il sabato pomeriggio.

Troppe cadute nella stagione di Bagnaia

“La colpa è solo mia, che non sono riuscito ad adattarmi alle nuove regole”, taglia corto Pecco. “La domenica, nella corsa ‘normale’, non ci sono problemi: ma il giorno prima non riesco mai a essere abbastanza aggressivo, qualcosa non va”. In realtà il piemontese ha vinto 6 mini-gare contro le 7 del suo rivale, il problema è che nelle altre occasioni l’altro è stato molto più costante e soprattutto non è mai caduto: Bagnaia invece anche sabato scorso è finito a gambe all’aria, e l’esemplare successo di Sepang – dopo una spettacolare sfida con 11 sorpassi nei primi 3 giri tra lui e Martin – non serve a molto, anche perché lo spagnolo del team Pramac ha chiuso al secondo posto e nel conto complessivo del weekend ha addirittura guadagnato 7 punti.

Beffa per la Ducati: il “numero 1” sulla carena dell’Aprilia

A Barcellona, sulla carta non basterà neppure una doppietta di Pecco o che Bastianini e Marquez – in lotta per il terzo posto finale del 2024 – arrivino davanti a Martin, per cambiare la deriva. “Il Mondiale può solo perderlo lui”, dice l’italiano dell’avversario. Lo spagnolo però sembra più concentrato che mai, grazie anche a un mental coach che dall’inizio dell’anno gli ha cambiato la vita: “Meditate gente, meditate”, ripete con un sorriso. Se vincerà il Mondiale, come sembra inevitabile, nella prima giornata di test per il 2025 – in programma il martedì seguente – sfoggerà il numero 1 da campione sulla carena di un’Aprilia. A metà stagione, Gigi Dall’Igna, dg del Reparto Corse di Borgo Panigale, gli ha preferito Marc Marquez nel box rosso ufficiale, a Martin non è rimasto che accordarsi in fretta con Noale. Ne valeva davvero la pena?

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