Il paradosso di Bagnaia: ha vinto più di tutti ma il Mondiale è nelle mani di Martin
di Massimo CalandriNessun pilota ha mai vinto tanto in una sola stagione del motomondiale. Non Valentino, che per 3 volte insieme al titolo collezionò 11 successi. Neppure Marquez, anche lui iridato, che nel 2014 toccò quota 13. Con quella di Barcellona, Bagnaia si è preso 7 sprint race. Ma soprattutto, 10 gp. E sul circuito catalano, nell’ultimo appuntamento del 2024 (il via alle 14), potrebbe salire a 11. Non basterà. A meno di un autogol di Martin, che anche con un modesto nono posto al traguardo diventerebbe comunque campione del mondo. “Impossibile. Quest’anno noi due siamo su un altro livello, rispetto agli altri: se proprio va piano, Jorge finisce secondo o al massimo terzo”.
Bagnaia: “Ho sbagliato troppo, ma non mi rassegno”
Dire che il piemontese sia rassegnato non sarebbe però giusto. “Proverò a vincere ancora, a mettermi davanti e staccarli tutti. Ma più di così, non posso fare”. Senza le corse del sabato, sarebbe a +24 sul rivale spagnolo. Il problema però non sono le sprint, introdo…
Nessun pilota ha mai vinto tanto in una sola stagione del motomondiale. Non Valentino, che per 3 volte insieme al titolo collezionò 11 successi. Neppure Marquez, anche lui iridato, che nel 2014 toccò quota 13. Con quella di Barcellona, Bagnaia si è preso 7 sprint race. Ma soprattutto, 10 gp. E sul circuito catalano, nell’ultimo appuntamento del 2024 (il via alle 14), potrebbe salire a 11. Non basterà. A meno di un autogol di Martin, che anche con un modesto nono posto al traguardo diventerebbe comunque campione del mondo. “Impossibile. Quest’anno noi due siamo su un altro livello, rispetto agli altri: se proprio va piano, Jorge finisce secondo o al massimo terzo”.
Bagnaia: “Ho sbagliato troppo, ma non mi rassegno”
Dire che il piemontese sia rassegnato non sarebbe però giusto. “Proverò a vincere ancora, a mettermi davanti e staccarli tutti. Ma più di così, non posso fare”. Senza le corse del sabato, sarebbe a +24 sul rivale spagnolo. Il problema però non sono le sprint, introdotte lo scorso anno — in stile F1 — per regalare più spettacolo a una MotoGp in crisi di pubblico: piuttosto, un sistema di punteggio che penalizza troppo — a differenza delle 4 ruote — le gare della domenica. “Le regole sono queste, le abbiamo accettate”. Non cerca alibi. “No, la colpa è solo mia”. Ce l’ha con i troppi capitomboli. Che poi, non sono molti meno rispetto a Martin: solo che quello è caduto soprattutto durante le prove. Bagnaia? In gara. “In tre occasioni mi hanno buttato giù, in una ho rotto qualcosa sulla moto. Pesa davvero lo scivolone a Silverstone, quello stupido al Montmeló. E Misano".
Il dominio di Bagnaia nella sprint race catalana
Giura che ha imparato la lezione. Non succederà più. Nella gara sprint di Barcelona ha dimostrato nuovamente di essere il più forte: ha rischiato, mettendo davanti una gomma hard che non aveva mai provato in questi giorni (“Gigi Dall’Igna non era molto d’accordo”, se la ride), si è messo subito a comandare. Dopo un paio di giri era già tutto sotto controllo. “Ho cominciato a pensare a tutte le combinazioni che mi serviranno per restare campione. Ci vorrebbero 8 piloti, tra me e Jorge. Voi che ne dite?”. All’ultimo giro c’è stato uno che lo ha fatto: si è messo in mezzo tra lui e il rivale, superandolo. Bastianini ha soffiato 2 punticini in classifica a Martin. Meglio che niente. Ora lo spagnolo è a +19: per assurdo, se cadesse (o chiudesse 15°) a Pecco potrebbe essere sufficiente anche tagliare il traguardo secondo. Arzigogoli. “Enea è stato sfortunato, in particolare nel primo di questi 2 anni con la Ducati ufficiale”, dice Bagnaia del compagno di squadra. “Ha talento e un potenziale incredibile, è nettamente uno dei più forti”. Al suo posto, nel box rosso da martedì ci sarà Marc Marquez. “Che peccato. Ho conosciuto non solo un grande pilota, ma un vero amico che mi ha aiutato tanto”. Chissà cosa dirà tra qualche mese del catalano.