Bagnaia, sconfitto da Martin, vince per sportività: “Jorge merita il titolo”
di Massimo CalandriAncora una volta primo al traguardo. In testa dall’inizio. Ma al momento della premiazione, si è fatto da parte. Con discrezione elegante, esemplare. “Perché la scena è tutta per Jorge Martin. È lui, il campione del mondo. Se l’è meritato”. Pecco Bagnaia, una stagione da non crederci: con quello di Barcellona, 11 gp vinti. Neanche Valentino è mai riuscito a fare meglio. Ma il Doc ha vinto 9 titoli. E poi, per il piemontese ci sarebbero anche 7 sprint race del sabato. Alla fine, 498 punti: 31 in più rispetto alla stagione passata. Non è bastato. “Più di così non potevo fare. Va bene lo stesso, ci riproviamo il prossimo anno”.
Bagnaia, l’elogio della sconfitta
Elogio della sconfitta. “Non c’è niente di male, a perdere. Se lo fai nel modo giusto: battendoti sino alla fin…
Ancora una volta primo al traguardo. In testa dall’inizio. Ma al momento della premiazione, si è fatto da parte. Con discrezione elegante, esemplare. “Perché la scena è tutta per Jorge Martin. È lui, il campione del mondo. Se l’è meritato”. Pecco Bagnaia, una stagione da non crederci: con quello di Barcellona, 11 gp vinti. Neanche Valentino è mai riuscito a fare meglio. Ma il Doc ha vinto 9 titoli. E poi, per il piemontese ci sarebbero anche 7 sprint race del sabato. Alla fine, 498 punti: 31 in più rispetto alla stagione passata. Non è bastato. “Più di così non potevo fare. Va bene lo stesso, ci riproviamo il prossimo anno”.
Bagnaia, l’elogio della sconfitta
Elogio della sconfitta. “Non c’è niente di male, a perdere. Se lo fai nel modo giusto: battendoti sino alla fine, senza mai perdere la speranza. L’entusiasmo, la voglia”. La stretta di mano – ancora in sella – con Martin, l’amico che solo pochi anni fa era suo compagno di squadra e di stanza. Perché si può essere rivali in pista, battersi all’ultimo sorpasso. Ma volersi bene fuori, rispettarsi. L’armonia nel box, l’abbraccio col ceo Ducati, Claudio Domenicali: che ha fatto lo stesso con Martinator, che passa all’Aprilia. Le parole spese per Enea Bastianini, che dopo due anni sfortunati lascia la Rossa ufficiale a Marc Marquez: “Ho conosciuto un grande pilota, ma soprattutto una grande persona”. Sono bellissime pagine di sport, quelle che sta scrivendo Pecco. Nessuno come lui – in una disciplina dove a 300 all’ora e passa si rischia la vita a ogni istante, poi – riesce a trasmettere tanta serenità. Certo, dopo due Mondiali consecutivi è un delitto vedersi scivolare via il terzo come sabbia tra le dita. “Voglio ringraziare la mia squadra, ha lavorato in una maniera incredibile. Alla fine siamo consapevoli di essere stati i più forti. Però, la vita”.
Bagnaia, quegli otto “zeri” decisivi
Dice che paga gli 8 “zeri” in gara. “Quattro li hanno provocati altri, che peccato”. Qualche settimana fa se l’era presa con la caduta provocata in Aragona da un imprudente Alex Marquez, fratello di Marc. Non ha più voluto tornarci sopra. “Degli altri quattro “zeri”, uno è legato a un problema tecnico della moto. Ma tre sono solo colpa mia. Il più assurdo, quello di Silverstone: ero in testa, andava tutto bene e chissà perché, ho voluto spingere ancora di più. Il più stupido? A Barcellona, la prima volta”. La lezione mi servirà, promette. “Cercherò anche di stare lontano da certi piloti, è troppo pericoloso”. Si rimprovera un’altra cosa: “All’inizio della stagione avevo delle cattive sensazioni mentre guidavo: non ho protestato abbastanza. Ho aspettato troppo a chiedere di togliere il forcellone nuovo, avrei dovuto imputarmi di più e prima”. Onore a Martin. “È un gran pilota”. E onore a Pecco. Un campione, sempre e comunque.