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Quante potenzialità
intorno al tavolo verde

Il giro d'affari creato dal movimento pokeristico in Italia al di fuori dei casino arriverebbe a sfiorare i quattrocento milioni di euro, ma il settore è bloccato da una diatriba tra i ministeri dell'Interno e dell'Economia

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ROMA - Quattrocento milioni di euro in un anno e circa dodicimila posti di lavoro. Sarebbero queste, secondo una stima effettuata presso gli operatori, le potenzialità del mercato del poker live al di fuori dei casinò. Un’enormità, eppure da oltre un anno ai vecchi circoli è impedito di organizzare tornei di poker. Si attende dal 9 settembre 2009, giorno in cui fu chiesto alle questure di chiudere tutte le card room, un regolamento che possa far ripartire tutto il settore, ma politicamente nulla si muove da troppo tempo. Qualcosa si è inceppato nella collaborazione tra il ministero dell’Interno e quello delle Finanze, i due organi istituzionali che avrebbero dovuto produrre il testo definitivo partendo dalle indicazioni della legge Comunitaria del 2008.  Secondo indiscrezioni raccolte da Agicos all’interno dei Monopoli di Stato la porta blindata sarebbe proprio quella del Viminale. Da lì non esce niente e intanto i proprietari dei circoli lamentano un comportamento insensato e cominciano a parlare di “processo senza difesa”.

Ma una nuova ipotesi prende piede nel tentativo di spiegare il ritardo. Secondo alcuni rumors raccolti tra i corridoi di Aams, i circoli live non sarebbero ben visti da tutti e in particolare da una lobby del gioco on line, che starebbe facendo pressione per bloccare il regolamento al Viminale. Solo un’ipotesi da confermare, anche se la cosa avrebbe un senso. A differenza dell’on line infatti, le partite dal vivo richiedono più tempo e per il giocatore non è possibile partecipare a più di una partita per volta. I circoli potrebbero quindi rappresentare un’alternativa di gioco che peserebbe sui bilanci degli operatori. Solo un’ipotesi.

Intanto proprio dal gioco on line arrivano buone notizie. Dopo il classico calo estivo, il mercato a settembre ha registrato un nuovo sviluppo.   

Nell’ultimo mese – secondo le stime di Agicos -  sui tavoli verdi virtuali sono stati puntati 245,2 milioni di euro, vale a dire l'11% in più rispetto al mese di agosto. La crescita è ancora più evidente se il dato di settembre 2010 viene messo a confronto con quello dello stesso periodo dello scorso anno. Nel mese appena trascorso infatti sono stati giocati oltre 37 milioni di euro in più rispetto a settembre del 2009, per una crescita che sfiora il 18%.

Nei primi 9 mesi del 2010 il poker online "a soldi" ha raccolto quasi 2,3 miliardi di euro contro i quasi 1,6 miliardi di euro incassati nello stesso periodo dello scorso anno. Se dovesse mantenersi questo trend, il mercato del poker potrebbe superare a fine anno i 3 miliardi di euro, contro i 2,3 miliardi del 2009. Segno più per tutti gli operatori, con alcune crescite sostanziose. Il leader di mercato continua ad essere Microgame, con una raccolta, grazie agli oltre 50 concessionari adesso collegati, che a settembre ha sfiorato i 70 milioni di euro. Secondo posto sempre per Pokerstars, che consolida la sua posizione di prima poker room italiana con incassi per 53,3 milioni di euro. Chiude il podio Gioco Digitale/Bwin, con una raccolta di 38,5 milioni di euro. Ottime crescite percentuali, tra i principali operatori, anche per Eurobet e PartyPoker.
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