Dopo che il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha partecipato, alla riunione del “Board of Peace” di Donald Trump a Washington e ha presentato un accordo di cooperazione, la presidente del Cio, l'ex campionessa africana Kirsty Coventry, ha dichiarato che l'organismo olimpico vedrà di vederci chiaro.
Coventry ha detto di non sapere che il massimo dirigente del calcio avesse avuto un ruolo di primo piano nell'incontro che si tenuto nella capitale degli Stati Uniti (bastava guardare la immagini...) dove Trump ha presentato il suo ”Consiglio per la Pace” con l'obiettivo di stanziare fondi per la ricostruzione di Gaza dopo due anni di guerra. "Non sapevo che avessimo un membro del Cio in prima linea...", ha detto Kirsty Coventry ai giornalisti. "Ora che ce l'avete fatto sapere, torneremo a dargli un'occhiata".
Infantino è uno dei 107 membri del Cio ed è vincolato dal giuramento che gli impone di agire in modo indipendente da interessi commerciali e politici. Ma a Washington è salito sul palco insieme a diversi leader politici, indossando un berretto rosso con la scritta "USA" e i numeri 45-47, riferimento alle due presidenze (non consecutive) di Trump.
Nel corso dell'evento è stato presentato l'accordo di cooperazione tra Fifa e il Board of Peace, che prevede la costruzione di 50 mini-campi vicino a scuole e aree residenziali a Gaza, cinque campi da calcio di dimensioni standard in diversi distretti, un'accademia all'avanguardia e uno stadio nazionale con una capienza di 20.000 persone, nonché un possibile investimento fino a 75 milioni di dollari (63 milioni di euro) provenienti dai fondi del calcio. La Carta Olimpica stabilisce che i membri devono sempre agire in modo indipendente e non devono accettare alcun "mandato che possa interferire con la loro libertà di azione e di voto". La n.1 del Cio, che non mai incontrato Trump, ha anche ricordato che "la Carta Olimpica è molto chiara su ciò che si aspetta dai suoi membri. Faremo indagini sulla presunta firma di documenti". Ha insistito inoltre sul fatto che "continueremo a essere politicamente neutrali" perché "questo è l'unico modo per noi, come organizzazione, di garantire l'equità sul campo di gioco". Parole che ha detto sovente in occasione di Milano-Cortina.
Trump e Infantino hanno comunque dimostrato un chiaro rapporto di amicizia da quando il Presidente è tornato alla Casa Bianca nel gennaio dello scorso anno. Il leader statunitense ha ricevuto il primo "FIFA Peace Award" a dicembre e gli Stati Uniti, che hanno ospitato la Coppa del Mondo per Club nel 2025, ospiteranno la Coppa del Mondo del 2026 a giugno e luglio, insieme a Messico e Canada. Certo, Trump avrebbe preferito il Nobel della pace “vero” ma per ora si è accontentato di quello della Fifa...
Infantino aveva scatenato altre polemiche quando in una intervista a Sky News aveva dichiarato che l'esclusione imposta alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 "non ha ottenuto nulla" e ha solo creato "frustrazione e odio". Il n.1 della Fifa ha sostenuto anche la possibilità di revocare il divieto imposto a Russia e Bielorussia nel febbraio 2022 di partecipare a tutte le competizioni calcistiche. Infantino ha sostenuto che il calcio non dovrebbe punire i Paesi per le azioni dei loro leader politici. Ha anche suggerito che consentire il ritorno degli atleti più giovani alle competizioni internazionali, almeno a livello giovanile, potrebbe contribuire a mantenere aperti alcuni legami all'interno dell'Europa. Stessa posizione questa suggerita dal Cio (e adottata già da alcune Federazioni internazionali, fra cui nuoto, judo e taekwondo). La reazione di Kiev è stata immediata: il ministro dello Sport ucraino, Matvii Bidnyi, ha definito le dichiarazioni del presidente della Fifa "irresponsabili" e "infantili".