L'occasione è unica e l'Italia ci proverà di sicuro: le prossime Olimpiadi si terranno a Los Angeles, Stati Uniti, nel 2028 e a Brisbane, Australia, nel 2032. Per questo è molto probabile che nel 2036 il Cio voglia tornare in Europa. Vero che ci sarà probabilmente come candidata forte una città tedesca (Monaco o Berlino, decisione in settembre) ma l'Italia ha avuto una sola Olimpiade estiva, Roma 1960, contro tre invernali (Cortina 1956, Torino 2006 e Milano-Cortina 2026) e questa quindi è un'occasione unica per riprovarci.
Ufficialmente non si può fare alcun passo avanti prima delle prossime elezioni, politiche e amministrative a Roma, ma in silenzio e con la massima discrezione al Coni stanno già lavorando al dossier. Dossier che dovrà essere completato in poco più di un anno: si parte insomma dal 2027 e si confeziona il “bid” da presenterà al Cio l'anno dopo. Nel 2029 infatti ci sarà la decisione, sette anni prima dei Giochi. Insomma, non c'è mollto tempo.
Il primo a parlare di una possibile candidatura olimpica di Roma è stato il ministro Andrea Abodi. Il Coni col presidente Lucianno Buonfiglio ci sta già lavorando: sarà Roma appunto la candidata con alcune gare (nuoto, vela, surf) a Napoli, già pronta ad ospitare l'America's Cup 2027 con un fortissimo impegno del governo. Non conviene esagerare coi Giochi diffusi, allargandosi troppo, Milano-Cortina sono stati una eccezione, seppure di successo. Il Cio gradirebbe poco un bis (quindi, per capirci, niente ipotesi come Milano-Torino-Genova...). Da parte del Comune di Roma con l'assessore Onorato c'è già piena disponibilità.
Buonfiglio si è visto anche col governatore del Lazio Rocca, col governatore della Campania Fico e col sindaco di Napoli Manfredi: sono tutti convinti che valga la pena di correre l'avventura olimpica. Il n.1 del Coni, che sta per festeggiare il suo primo anno a Palazzo H, ha ben chiari due concetti che si sposano in pieno con la filosofia del Cio, niente sprechi e legacy, l'eredità olimpica. A Roma si parte con un bel vantaggio: l'80-85 per 100 degli impianti ci sono già. Secondo Buonfiglio, “i cittadini dovranno avere grandi vantaggi dai Giochi anche quando i Giochi saranno finiti”. Per questo si pensa ad esempio ad un trenino, costo 7-8 milioni, che porti dai Castelli a Roma, decongestionando cosi dal traffico una zona complicatissima: a Castelgandolfo, grazie ai forti contributi del Pnrr, ora c'è un impianto modello che può ospitare gare di canottaggio e canoa di velocità.
Un problema invece la canoa slalom: siccome mancano impianti artificiali in giro per il mondo, il Cio sta pensando se è il caso di escluderla in futuro dalle discipline olimpiche (a rischio anche il pentathlon moderno). Buonfiglio ha pensato anche a questo: un parco acquatico a Saxa Rubra, nella zona dove c'è la Rai, costo dell'opera 42 milioni. Potrebbe ospitare appunto la canoa slalom e il rafting, oltre ad essere luogo di svago per i cittadini.
Sugli impianti come detto Roma è messa benino: è in arrivo anche un altro stadio, quello della Roma. Ci sono molti luoghi dove allenarsi, palazzi dello sport (compresa la Fiera) e centri tecnici federali. Insomma, va rivisto il dossier della candidatura 2024, ma è una buona base di partenza. Il Cio dà 2 miliardi di contributo per l'organizzazione anche perché i Giochi estivi sono tre volte più complessi di quelli invernali come numero di atleti, di discipline, eccetera. Lo sa Buonfiglio, lo sanno bene i membri Cio a cominciare da Giovanni Malagò che nel 2029, quando verrà presa una decisione, sarà ancora in carica.