"Non è una squadra sperimentale, nemmeno una scommessa: questa è la migliore formazione azzurra del momento. E non mi importa il risultato finale, voglio che i ragazzi vincano a modo loro la partita: facendo quel che sanno fare e mantenendo il giusto linguaggio del corpo. Non mi basta un'ora di passione, di lotta. Pretendo che reggano tutti gli 80 minuti di gioco". Conor O'Shea, il ct dell'Italrugby, ha scelto i 15 che sabato pomeriggio all'Olimpico (ore 15, diretta su DMax dalle 14.15) sfideranno gli All Blacks.
Azzurri inesperti ma ambiziosi
Contro gli implacabili - ed implaccabili - campioni del mondo della Nuova Zelanda, l'allenatore dà fiducia a molti atleti con pochissima esperienza ma tanta ambizione: a due di loro - Padovani estremo, Bronzini mediano di mischia - affida ruoli che in questo sport sono fondamentali. Poi schiera Bisegni ed Esposito alle ali, affiancando McLean a Benvenuti nei centri. Sorprese anche in mischia, dove Van Schalkwick finisce in seconda linea con Fuser (e Biagi va in panchina a far compagnia a Gori).
"Non copieremo l'Irlanda"
"E' la sfida perfetta per cominciare a costruire una nuova Italia", dice O'Shea di questo match senza speranze o quasi. Inutile fare paragoni con l'Irlanda, che sabato ha clamorosamente battuto i Blacks a Chicago. "Non potrà mai essere la stessa cosa, non possiamo copiare il piano di gioco dei Verdi. Tra qualche anno, forse, quando avremo cambiato il nostro rugby. Ma intanto, ci sono giocatori come Parisse, Ghiraldini, McLean, che vogliono fare bene: subito. E io credo che sabato potrà essere una bella giornata per gli azzurri".
McLean, una seconda apertura
Certo che una formazione così - preso atto degli infortuni di Sarto e Campagnaro - non se l'aspettava nessuno. "Non vedo l'ora di veder giocare Bisegni all'ala. Bronzini il numero 9 se l'è meritato a Treviso. Van Schalkwick giocava in seconda linea già nei Blue Bulls". E McLean primo centro? "Può aiutare molto Canna nella gestione del gioco: ha esperienza, dà consigli, e calcia molto bene". Una seconda apertura.
Hansen e O'Shea a cena insieme, roba da rugby
Lo staff italiano ha invitato a cena quello neozelandese. Si vedranno a tavola giovedì sera, Conor O'Shea e Steve Hansen: per scambiare opinioni e consigli. Cose da rugby. Intanto, il ct confessa che dello scetticismo che circonda il movimento italiano se ne infischia. "Non ascolto quelli che dicono che non è mai abbastanza. Certo, perdere sempre anche a livello di club non aiuta. Ma dobbiamo cambiare rapidamente mentalità, ritrovare fiducia, rompere il cerchio: in Italia c'è un grande potenziale, ed un sistema migliore di quello che la gente pensa". Un giornalista, Alessandro Cecioni, lo avvicina alla fine della conferenza stampa: gli spiega che in Toscana, quando si fanno scelte a sorpresa, la gente di solito si dice: "O bene-bene, o male-male". Appunto. Come finisce, sabato? O'Shea lo guarda e risponde con un sorriso: "Bene-bene. Avete dei dubbi?".
Italia: Padovani - Bisegni, Benvenuti, McLean, Esposito - Canna, Bronzini - Parisse, Favaro, Mbandà - Van Schalkwick, Fuser - Cittadini, Ghiraldini, Lovotti. A disposizione: Gega, Panico, Ceccarelli, Biagi, Minto, Gori, Allan, Boni,
Azzurri inesperti ma ambiziosi
Contro gli implacabili - ed implaccabili - campioni del mondo della Nuova Zelanda, l'allenatore dà fiducia a molti atleti con pochissima esperienza ma tanta ambizione: a due di loro - Padovani estremo, Bronzini mediano di mischia - affida ruoli che in questo sport sono fondamentali. Poi schiera Bisegni ed Esposito alle ali, affiancando McLean a Benvenuti nei centri. Sorprese anche in mischia, dove Van Schalkwick finisce in seconda linea con Fuser (e Biagi va in panchina a far compagnia a Gori).
"Non copieremo l'Irlanda"
"E' la sfida perfetta per cominciare a costruire una nuova Italia", dice O'Shea di questo match senza speranze o quasi. Inutile fare paragoni con l'Irlanda, che sabato ha clamorosamente battuto i Blacks a Chicago. "Non potrà mai essere la stessa cosa, non possiamo copiare il piano di gioco dei Verdi. Tra qualche anno, forse, quando avremo cambiato il nostro rugby. Ma intanto, ci sono giocatori come Parisse, Ghiraldini, McLean, che vogliono fare bene: subito. E io credo che sabato potrà essere una bella giornata per gli azzurri".
McLean, una seconda apertura
Certo che una formazione così - preso atto degli infortuni di Sarto e Campagnaro - non se l'aspettava nessuno. "Non vedo l'ora di veder giocare Bisegni all'ala. Bronzini il numero 9 se l'è meritato a Treviso. Van Schalkwick giocava in seconda linea già nei Blue Bulls". E McLean primo centro? "Può aiutare molto Canna nella gestione del gioco: ha esperienza, dà consigli, e calcia molto bene". Una seconda apertura.
Hansen e O'Shea a cena insieme, roba da rugby
Lo staff italiano ha invitato a cena quello neozelandese. Si vedranno a tavola giovedì sera, Conor O'Shea e Steve Hansen: per scambiare opinioni e consigli. Cose da rugby. Intanto, il ct confessa che dello scetticismo che circonda il movimento italiano se ne infischia. "Non ascolto quelli che dicono che non è mai abbastanza. Certo, perdere sempre anche a livello di club non aiuta. Ma dobbiamo cambiare rapidamente mentalità, ritrovare fiducia, rompere il cerchio: in Italia c'è un grande potenziale, ed un sistema migliore di quello che la gente pensa". Un giornalista, Alessandro Cecioni, lo avvicina alla fine della conferenza stampa: gli spiega che in Toscana, quando si fanno scelte a sorpresa, la gente di solito si dice: "O bene-bene, o male-male". Appunto. Come finisce, sabato? O'Shea lo guarda e risponde con un sorriso: "Bene-bene. Avete dei dubbi?".
Italia: Padovani - Bisegni, Benvenuti, McLean, Esposito - Canna, Bronzini - Parisse, Favaro, Mbandà - Van Schalkwick, Fuser - Cittadini, Ghiraldini, Lovotti. A disposizione: Gega, Panico, Ceccarelli, Biagi, Minto, Gori, Allan, Boni,