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Rugby, Sei Nazioni; O'Shea: "Odio giornate come questa"

Il ct prende atto dlla disfatta con l'Irlanda: "Siamo gente orgogliosa. Arriveranno giornate migliori, ma dobbiamo ricordarci di un pomeriggio così"
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ROMA - Simone Favaro è brutale ed efficace anche a parole: "La crescita di questa squadra passa attraverso vittorie storiche come quella sul Sudafrica. E schiaffoni come quelli che abbiamo preso oggi". Negli spogliatoi dell'Olimpico la terza linea aggiunge due riflessioni alla sua sintesi esemplare dopo la disfatta con l'Irlanda: "Quanto sei abituato a lottare per la vittoria tutti i fine-settimana con il tuo club, tutto ti riesce più facile"; "E' arrivato il momento di tirar fuori le palle: quelli che mollano, vuol dire che non hanno capito nulla di questo sport".

 O'Shea: "Odio giornate come queste" - Conor O'Shea ci ha messo poco, a perdere il suo proverbiale sorriso. "Siamo gente orgogliosa. E odiamo giornate come questa", dice, indicando anche Sergio Parisse. "Arriveranno giornate migliori, lo so. Però dobbiamo ricordarci di un pomeriggio così: è stata una giornata …
ROMA - Simone Favaro è brutale ed efficace anche a parole: "La crescita di questa squadra passa attraverso vittorie storiche come quella sul Sudafrica. E schiaffoni come quelli che abbiamo preso oggi". Negli spogliatoi dell'Olimpico la terza linea aggiunge due riflessioni alla sua sintesi esemplare dopo la disfatta con l'Irlanda: "Quanto sei abituato a lottare per la vittoria tutti i fine-settimana con il tuo club, tutto ti riesce più facile"; "E' arrivato il momento di tirar fuori le palle: quelli che mollano, vuol dire che non hanno capito nulla di questo sport".

 O'Shea: "Odio giornate come queste" - Conor O'Shea ci ha messo poco, a perdere il suo proverbiale sorriso. "Siamo gente orgogliosa. E odiamo giornate come questa", dice, indicando anche Sergio Parisse. "Arriveranno giornate migliori, lo so. Però dobbiamo ricordarci di un pomeriggio così: è stata una giornata difficile, cominciata con una battaglia e degli avversari che hanno presto preso il vantaggio fisico e mentale. Ci hanno messo sotto, sette-otto-nove fasi di gioco e a quel punto è normale costringerti ad un errore: abbiamo semplicemente giocato contro una squadra migliore, ma fino all'ultimo non abbiamo perso la voglia di lottare".
 S'allunga lo spettro della Georgia - "C'è un gruppo eccezionale e adesso la testa deve restare alta, il pensiero alla sfida con l'Inghilterra tra 2 settimane a Twickenham". Dove ci aspetta un'altra sfida infernale, probabilmente l'ennesima batosta. "Inutile nascondersi dietro l'alibi del progetto a lungo termine. Ma è vero che stiamo cambiando la mentalità, che ci sono tante cose da fare. E che non si possono vedere subito i risultati". A proposito: un giornalista irlandese gli chiede se non ha paura che la Georgia possa prendere il posto dell'Italia nel Sei Nazioni, un altro domanda se non sarebbe meglio avere una sola franchigia, visti i disastrosi risultati anche a livello di club. "L'Italia si è guadagnata con i risultati l'ingresso nel torneo, se non cambiano le regole è inutile discutere. Le franchigie devono essere due perché ci serve una base di giocatori più allargata. Lo so che molti ridono, quando dico che in Italia ho trovato giocatori incredibilmente dotati: ma è la verità, dobbiamo solo trovare il modo di farli esprimere".

Parisse: "E' arrivato il momento di cambiare" - Sergio Parisse ascolta ed annuisce: "Purtroppo ho già vissuto momenti come questo. Non ci sono scuse. Ma la testa rimane alta, come la voglia di lavorare. E' il momento di restare uniti. Di migliorare. Anche dopo i 60 punti presi dalla Nuova Zelanda c'erano tante critiche. Però una settimana dopo abbiamo battuto il Sudafrica. E il mio compito è quello di trasmettere fiducia ai miei compagni". Che fisicamente e mentalmente non sono stati all'altezza degli irlandesi. "Sono orgoglioso di tutti, ma è vero che dobbiamo domandarci se siamo fisicamente pronti ad affrontare avversari come quelli di oggi. Serve l'abitudine a giocare a questo livello tutti i fine-settimana". La modestia delle due franchigie, un inevitabile tormentone. "Complimenti agli irlandesi. Noi dobbiamo cambiare, non ci sono alternative. Non sarà facile, ma sono sicuro che i risultati arriveranno".

Quanti placcaggi falliti dagli azzurri - Impietosi i numeri a fine gara: gli azzurri hanno completato 157 placcaggi ma ne hanno sbagliati 37 (104 e 9 per gli irlandesi), hanno vinto un solo turnover contro i 9 degli avversari, hanno concesso 8 falli (a 6). Per 9 volte hanno battuto l'avversario diretto, ma sapete in quante occasioni i Verdi hanno superato un italiano?  Trentasette, facendo 9 break e subendone uno solo, facendo 632 metri con la palla in mano, il triplo dell'Italia (220). Ma forse basterebbe ricordarsi l'imbarazzante scarto nelle mete segnate: 9 a 1. Una giornata da non dimenticare, dice bene O'Shea.