MILANO - Sarà stata anche una provocazione: non è stata la prima e non sarà l'ultima. Ma la possibilità che l'Italia venga "retrocessa" e non partecipi più al terneo del Sei Nazioni - come ha provocatoriamente paventato l'ex allenatore dei bianchi d'Inghilterra, il campione del mondo 2003 sir Clive Woodward - non sarebbe solo una sconfitta per tutto il movimento. Sarebbe anche una iattura dal punto di vista economico, visto che la Fir, la Federazione italiana rugby basa quasi la metà del suo bilancio proprio sualla partecipazione al torneo più antico del mondo.
Del resto, il Sei Nazioni è uno dei più ricchi in termini di ricavi rispetto al numero della partire giocate, ma è soprattutto l'evento sportivo con la media più alta di spettatori al mondo, superando anche le partite della Coppa del Mondo di calcio e della Nfl, la lega professionista del football americano. Questo fa del Sei Nazioni un torneo sempre più ricco: complessivamente vale oltre 500 milioni, di cui 55 milioni arrivano da Royal Bank of Scotland, uno dei primi istituti finanziari del Regno Unito, pagati per fregiarsi del titolo di "main sponsor". Ma il grosso arriva, ovviamente, dai diritti televisivi, visto che il torneo è trasmesso praticamente in tutto il mondo. La Bbc, ad esempio, versa 330 milioni di sterline in sei anni.
Per le sei federazioni, una manna. Ne gode anche quella italiana: nel 2015 ha incassato 19 milioni dai diritti del torneo, il che ha rappsentato quasi la metà di tutto il fatturato dalla Fir. Per l'esattezza il 41 per cento, visto che il bilancio complessivo è stato pari a 46,3 milioni. L'anno precedente - secondo una rielaborazione dei dati compiuta dal sito specializzato Calcio&Finanza - erano stati 16,6 milioni si 43 complessivi, con una copertura sul totale leggermente inferiore (38,37%). Non è andata così bene per il 2016, anche perché l'Italia ha giocato solo due partite in casa su cinque, ma i numeri dovrebbero essere confermati: il preventivo parla di circa 19 milioni su un totale di 47 milioni. In altre parole, val bene sopportate qualche cucchiaio di legno pur di non perdere il treno carico di soldi.
Il danno economico non sarebbe solo per la federazione. E' stato calcolato che alle città che ospitano le partite arrivano circa 50 milioni a stagione sotto forma di indotto. La Camera di Commercio di Cardiff ha calcolato che cascuno dei 70mila spettatori che si recano al Millenium Stadium per gli incontri dei "dragoni" arriva a spendere complessivamente 300 sterline, tra alloggio, vitto e birra. Come detto, si tratta del torneo con la media più alta di spettatori: 72mila per incontro nell'ultima edizione. contro i 68mila della Nfl e i 54 mila del mondiale di calcio brasiliano, gli eventi che coprono i tre gradini del podio.
Anche per questo appare difficile che l'Italia, nonostante le difficoltà emerse nelle ultime due edizioni più che altro ricche di sconfitte, venga esclusa: vorrebbe dire tagliare fuori una nazione di 60 milioni di abitanti, sempre più appassionati, per far posto - con tutto il rispetto, alla Romania o alla Georgia, le possibili candidate. Per non dire dei pacchetti turistici che vengono venduti: secondo i siti di prenotazioni di alberghi on line, nelle sei citta che ospitano le partirte si registrano aumenti cospicui in coincidenza di ogni match, in particolare nelle quattro capitali britanniche.
Anche per chi segue da casa. l'impatto è notevole. Maltrattata sul campo, la nazionale si riscatta con i propri tifosi: la partita d'esordio contro il Galles è stata la più vista dal 2014 per l'Italrugby, con 868mila spettatori e uno share del 4,7 per cento. A premiare la scelta che da qualche anno porta avanti DMax, canale in chiaro del gruppo Discovery, il quale ha puntato soprattutto sul pubblico giovane per ampliare la propria base spettatori. Italia-Galles dell'edizione in corso ha battuto la gara del 2014 tra Inghilterra e Italia, quando gli spettatori furono 824mila.
Del resto, il Sei Nazioni è uno dei più ricchi in termini di ricavi rispetto al numero della partire giocate, ma è soprattutto l'evento sportivo con la media più alta di spettatori al mondo, superando anche le partite della Coppa del Mondo di calcio e della Nfl, la lega professionista del football americano. Questo fa del Sei Nazioni un torneo sempre più ricco: complessivamente vale oltre 500 milioni, di cui 55 milioni arrivano da Royal Bank of Scotland, uno dei primi istituti finanziari del Regno Unito, pagati per fregiarsi del titolo di "main sponsor". Ma il grosso arriva, ovviamente, dai diritti televisivi, visto che il torneo è trasmesso praticamente in tutto il mondo. La Bbc, ad esempio, versa 330 milioni di sterline in sei anni.
Per le sei federazioni, una manna. Ne gode anche quella italiana: nel 2015 ha incassato 19 milioni dai diritti del torneo, il che ha rappsentato quasi la metà di tutto il fatturato dalla Fir. Per l'esattezza il 41 per cento, visto che il bilancio complessivo è stato pari a 46,3 milioni. L'anno precedente - secondo una rielaborazione dei dati compiuta dal sito specializzato Calcio&Finanza - erano stati 16,6 milioni si 43 complessivi, con una copertura sul totale leggermente inferiore (38,37%). Non è andata così bene per il 2016, anche perché l'Italia ha giocato solo due partite in casa su cinque, ma i numeri dovrebbero essere confermati: il preventivo parla di circa 19 milioni su un totale di 47 milioni. In altre parole, val bene sopportate qualche cucchiaio di legno pur di non perdere il treno carico di soldi.
Il danno economico non sarebbe solo per la federazione. E' stato calcolato che alle città che ospitano le partite arrivano circa 50 milioni a stagione sotto forma di indotto. La Camera di Commercio di Cardiff ha calcolato che cascuno dei 70mila spettatori che si recano al Millenium Stadium per gli incontri dei "dragoni" arriva a spendere complessivamente 300 sterline, tra alloggio, vitto e birra. Come detto, si tratta del torneo con la media più alta di spettatori: 72mila per incontro nell'ultima edizione. contro i 68mila della Nfl e i 54 mila del mondiale di calcio brasiliano, gli eventi che coprono i tre gradini del podio.
Anche per questo appare difficile che l'Italia, nonostante le difficoltà emerse nelle ultime due edizioni più che altro ricche di sconfitte, venga esclusa: vorrebbe dire tagliare fuori una nazione di 60 milioni di abitanti, sempre più appassionati, per far posto - con tutto il rispetto, alla Romania o alla Georgia, le possibili candidate. Per non dire dei pacchetti turistici che vengono venduti: secondo i siti di prenotazioni di alberghi on line, nelle sei citta che ospitano le partirte si registrano aumenti cospicui in coincidenza di ogni match, in particolare nelle quattro capitali britanniche.
Anche per chi segue da casa. l'impatto è notevole. Maltrattata sul campo, la nazionale si riscatta con i propri tifosi: la partita d'esordio contro il Galles è stata la più vista dal 2014 per l'Italrugby, con 868mila spettatori e uno share del 4,7 per cento. A premiare la scelta che da qualche anno porta avanti DMax, canale in chiaro del gruppo Discovery, il quale ha puntato soprattutto sul pubblico giovane per ampliare la propria base spettatori. Italia-Galles dell'edizione in corso ha battuto la gara del 2014 tra Inghilterra e Italia, quando gli spettatori furono 824mila.