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Rugby, Sei Nazioni Scozia-Italia. Parisse: ''Sarà una grande Italia''

Parisse in azione durante Italia-Scozia dello scorso anno (ap)
Il cammino azzurro scatta da Edimburgo, il capitano arriva a quota 66 partite e diventa il giocatore con più presenze nel torneo: ''Abbiamo tutto per fare bene''
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EDIMBURGO - Con 66 partite, domani pomeriggio Sergio Parisse si mette alle spalle anche Brian O'Driscoll: diventa il rugbista con più presenze nel Sei Nazioni. "L'altro giorno ho visto su twitter una mia vecchia foto con l'irlandese: quanti capelli, avevo! Brian è una leggenda, e io non sono il tipo che punta ai record: però baratterei tutto per una vittoria finale nel torneo". Calma, capitano. "Lo so: arriverà un giorno in cui alzeremo il trofeo. E sarò felice di aver dato anche io il mio contributo". Sarebbe bello accadesse da qui a marzo, visto che sarà l'ultimo Sei Nazioni per l'iconico numero 8 della Nazionale: a 35 anni, chiuderà la carriera in azzurro dopo i mondiali giapponesi d'autunno. Però, dài: non scherziamo. "Non sto dicendo che puntiamo - adesso - a finire davanti alle altre. Vogliamo dare tutto domani, questo sì. I calcoli si faranno alla fine".

Sei gradi sotto zero. "Ma in campo farà caldo"
Gli scozzesi scommettono che vinceranno con 15-20 di scarto. E dicono apertamente di voler prendersi il trofeo. "Sarà una grande Scozia, sicuro. Ma sarà anche una grande Italia". A Edimburgo oggi pomeriggio c'erano 6 gradi sotto zero. Domani (ore 15.15 italiane, diretta su DMax a partire dalle 14.35 con Rugby Social Club) sul campo farà caldo. "Partiranno a mille, conosco bene la loro apertura Finn Russell, che gioca a Parigi nel Racing 92: vorrà dare ritmo e velocità dal primo minuto. Ma troveranno un muro, di fronte. Fanno bene a sentirsi tra i favoriti del torneo: attenti però a non scivolare proprio all'esordio".

"La migliore Italia con cui ho giocato"
Le parole di Parisse - siamo una buona squadra, daremo tutto, indossare questa maglia è una responsabilità doppia, vogliamo raccogliere i frutti dei nostri sacrifici - si inseguono da molte stagioni. Perché mai questa volta dovremmo credergli di più? "Perché da quando è arrivato O'Shea è un'Italia diversa, credetemi: nei miei 15 anni ho visto una Nazionale prima molto fisica, che puntava tutto sulla mischia; poi tanta difesa, e qualche individualità in attacco. E' cambiata la metodologia, finalmente a livello di questa manifestazione. E abbiamo un gioco strutturato. Una buon linea di tre-quarti, una regìa di qualità e costante, profondità nei ruoli". L'ultima partita del Sei Nazioni è stata vinta 4 anni fa. "E' successo proprio qui a Edimburgo, all'ultimo minuto". Quel giorno esordivano Bacchin e Visentin. "Bravissimi ragazzi. Anche oggi abbiamo delle assenze come quelle di Bellini, Minozzi, Sarto, Violi: ma i loro sostituti sono giocatori di alto livello".

"Loro troveranno un muro, di fronte"
Spiega che in allenamento il gruppo fa gradi cose. "In partita non ancora. Ma ci siamo, lo sento. Lo so che contano prima di tutto i risultati, sono pronto a prendermi le responsabilità per le mie parole. Dico che questa è una gran bella squadra. C'è talento, gioventù. E l'entusiasmo portato dai giocatori di Treviso, con le loro vittorie a livello di club, è molto importante. Però, attenzione: anche quelli delle Zebre sono sereni, determinati. A Parma hanno trovato certezze dentro e fuori dal campo". La difesa sarà decisiva. "Il responsabile è Marius Goosen, che la dirige anche a Treviso. Dove mi sembra stiano facendo grandi cose , da questo punto di vista. Ma sarà altrettanto importante avere la palla a disposizione: costringere loro, a difendere". Si può fare. "Siamo ambiziosi. Positivi".
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