TOYOTA - Al fantomatico calcio d'inizio della partita cancellata, le 13.45 locali, su Toyota cadeva una pioggia sottile. La città era deserta. Stazione ferroviaria chiusa, serrande dei negozi abbassate, neppure un'auto per strada. Tutti barricati in casa. Ma il tifone Hagibis - in continua evoluzione in queste ore - ha solo sfiorato la prefettura di Aichi, scatenandosi invece più a nord: a Chiba è morto un uomo, travolto da una tromba d'aria, mentre alle 18.22 (le 11.22 italiane) nel mare al largo di Tokio è stato registrata una scossa di terremoto di 5.7 magnitudo. Invece allo stadio di Toyota - e a Fukuoka, dove è in programma Irlanda-Samoa - la situazione non sembrava drammatica come temuto nei giorni scorsi. "In Irlanda ho visto temporali peggiori", dice Gino Troiani, manager della Nazionale. Si poteva giocare a porte chiuse, sì. O almeno provarci. E' quello che ribadiscono gli azzurri, prigionieri per tutto il giorno al secondo piano del Toyota Castel Hotel, nel cuore della città giapponese. Il diritto a fare una figuraccia, eventualmente: a perdere con un punteggio pesante. "Però volevamo giocarcela, sono 4 mesi che lavoravamo duro per questo appuntamento", ripete il capitano Parisse.
Rugby, Mondiale; a Toyota il tifone non si vede. Gli azzurri: "Si poteva giocare a porte chiuse''
dal nostro inviato MASSIMO CALANDRI
Hagibis ha solo sfiorato la prefettura di Aichi, allo stadio dove si sarebbe dovuta giocare la sfida con gli All Blacks la situazione non sembrava drammatica come temuto nei giorni scorsi. La Scozia intanto allerta gli avvocati
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