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Stuart Hogg in metà (afp)

Rugby, Autumn Nations Cup: niente da fare per l'Italia, vince la Scozia

A Firenze i britannici, sotto nel primo tempo, si impongono 28-17. Sabato prossimo gli azzurri (una sola vittoria nelle ultime 34 gare) contro le Fiji, ma gara in dubbio per parecchi casi di Covid tra gli isolani
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FIRENZE - Dopo lo storico successo col Sudafrica di 4 anni fa a Firenze, l'Italia ha giocato 34 partite con le nazioni più forti, quelle che appartengono al Tier1 ovale: ne ha vinta una sola, col Giappone 2 anni fa. Un record imbarazzante. Oggi è tornata al Franchi, però arrivata la solita delusione: gli azzurri hanno illuso nel primo tempo, ma sono crollati nella ripresa (17-28) nel primo incontro della Autumn Nations. Speriamo che ora i vertici del movimento non cerchino di giustificarsi tirando in ballo la giovane età dei ragazzi schierati dal ct Smith: sarebbe ingiusto intanto nei loro confronti, visto che sono il meglio che in questo momento il nostro rugby può offrire; e poi perché ci sono coetanei argentini che qualche ora fa hanno superato gli All Blacks, quindi lasciamo perdere. 

L'illusione nel primo tempo, il crollo nella ripresa

E' stata una partita giocata a lungo alla pari, e questo è un buon segno: ma ne…
FIRENZE - Dopo lo storico successo col Sudafrica di 4 anni fa a Firenze, l'Italia ha giocato 34 partite con le nazioni più forti, quelle che appartengono al Tier1 ovale: ne ha vinta una sola, col Giappone 2 anni fa. Un record imbarazzante. Oggi è tornata al Franchi, però arrivata la solita delusione: gli azzurri hanno illuso nel primo tempo, ma sono crollati nella ripresa (17-28) nel primo incontro della Autumn Nations. Speriamo che ora i vertici del movimento non cerchino di giustificarsi tirando in ballo la giovane età dei ragazzi schierati dal ct Smith: sarebbe ingiusto intanto nei loro confronti, visto che sono il meglio che in questo momento il nostro rugby può offrire; e poi perché ci sono coetanei argentini che qualche ora fa hanno superato gli All Blacks, quindi lasciamo perdere. 

L'illusione nel primo tempo, il crollo nella ripresa

E' stata una partita giocata a lungo alla pari, e questo è un buon segno: ma nei 20 minuti finali, forse complici i cambi (non avevamo trovato la profondità?), è stata notte fonda. Il tabellino racconta di una sola meta segnata da Minozzi, quattro subìte. E questa, in sintesi, è la differenza tra una squadra come la Scozia, settima nel ranking mondiale, e l'Italia, quattordicesima. Tra una settimana è in programma un secondo appuntamento, ad Ancona contro le Isole Fiji: ma tra i pacifici ci sono 6 casi di Covid, hanno già dovuto saltare la partita di ieri sera con la Francia ed è ragionevole pensare che non si giocherà. 

Il piede di Garbisi, la meta di Minozzi

Il piede sinistro di Garbisi ha segnato l'inizio dell'incontro: l'apertura ha prima  calciato più volte in profondità, permettendo ai suoi di guadagnare terreno nel gioco tattico, poi ha messo dentro 2 calci di punizione. Molto presenti nella partita, gli azzurri, hanno commesso però qualche errore per eccessiva foga e la Scozia li ha puniti con Van der Merwe, che dopo una rimessa laterale sui 5 metri è stato abile a cambiare direzione e prendere l'interno di Violi. Poteva essere destabilizzante, invece appena il gioco è ripreso Minozzi è andato a segno: una meta davvero pregevole, nata da una bella penetrazione di Zanon, sostenuto prima da Violi e poi da Bellini. Che peccato il palo colpito da Garbisi sulla trasformazione. I primi 40 minuti sono stati decisamente ruvidi sui punti di incontro, dove ha impressionato Fischetti. Lazzaroni ha messo a segno su Weir uno di quei placcaggi che mettono dei grossi dubbi a chi li subisce. Nel complesso l'Italia è stata superiore, in mischia e per spirito, più disciplinata: una meta a testa, ma i 4 punti di vantaggio (11-7) sono parsi pure pochi. 

Gli azzurri e il Giorno della Marmotta 

La ripresa si è aperta con un'altra, illusoria punizione di Garbisi: che ha scelto di concretizzare - pochi, ma subito - invece di provare l'avventura di una touche a 5 metri dalla meta avversaria. Gli scozzesi l'hanno pensata diversamente, e dopo una meta annullata a Weir sono andati a segno con Fagerson, complice un felice rimpallo e un misteriosamente immobile Bellini. C'è stato il tentativo di reagire subito, così come era accaduto nel primo tempo: e Garbisi, che col passare dei minuti ha finito per perdere ampiamente il duello con Weir, ha scelto di nuovo di accontentarsi. Un turnover di Watson e le percussioni di Turner sono stati i momenti-chiave del crollo azzurro, che ha ceduto ancora due volte. "Non era la nostra giornata. Ci riproviamo la settimana prossima". Ha commentato sui social la Federazione. In realtà sembra sempre la stessa giornata. Il Giorno della Marmotta. 
Italia-Scozia 17-28 (11-7) 
Marcatori: 7', 18' pt cp Garbisi, 24' meta Van der Merwe tr Weir, 26' meta Minozzi; 2', 20' st cp Garbisi, 9' meta Fagerson tr Weir, 27' meta Cummings tr Weir, 36' meta Turner tr Weir. 
Italia: Minozzi (25' st Allan) - Trulla, Zanon (13' st Mori) , Canna Bellini - Garbisi, Violi (13' st Varney) - Polledri (27' st Mbandà), Steyn, Negri (8' st Meyer) - Cannone, Lazzaroni - Ziolocchi (13' st Ceccarelli), Bigi (7' st Ghiraldini), Fischetti (25' st Ferrari). 
Scozia: Hogg - Graham (25' st Kinghorn), Harris, Johnson, Van der Merwe - Weir, Price - Thomson, Watson, Ritchie (13' pt Haining) - Gray, Cummings - Fagerson, McInally (20' st Turner), Sutherland (17' pt Kebble). A disposizione: Nel, Skinner, Hidalgo-Clyne, Lang. 
Arbitro: Pearce (Gal)