Rugby, una sconfitta "diversa" per l'Italia: ma il vero test saranno i Pumas
di Massimo Calandri , di Massimo Calandri"Un piccolo passo. Centimetri. Ma in avanti". Se si crescesse sempre con le sconfitte, allora l'Italrugby sarebbe un gigante. Però ci sono sconfitte, anche pesanti come quella di ieri all'Olimpico, che possono coincidere con un nuovo inizio. Sette mete a zero, 38 punti di scarto da una squadra neozelandese con molti esordienti e seconde scelte. E allora? L'Italia aveva un nuovo allenatore, un nuovo capitano, due sole settimane di lavoro insieme, tanti ventenni in ruoli chiave come la mediana e la prima linea. Prendiamo in considerazione solo la prima parte dei due tempi: il parziale in 50 minuti sarebbe di 3 a 0 per gli azzurri. Che hanno difeso bene (191 placcaggi), cedendo poi per stanchezza: fisica e mentale. Belle prove di Garbisi, Varney, Riccioni, Ioane, Brex. Ci sono state incertezze nelle rimesse laterali, nell'uso del piede nella ripresa, nella velocità di esecuzione con l'ovale in mano, sulla presenza nei breakdown in particolare n…
"Un piccolo passo. Centimetri. Ma in avanti". Se si crescesse sempre con le sconfitte, allora l'Italrugby sarebbe un gigante. Però ci sono sconfitte, anche pesanti come quella di ieri all'Olimpico, che possono coincidere con un nuovo inizio. Sette mete a zero, 38 punti di scarto da una squadra neozelandese con molti esordienti e seconde scelte. E allora? L'Italia aveva un nuovo allenatore, un nuovo capitano, due sole settimane di lavoro insieme, tanti ventenni in ruoli chiave come la mediana e la prima linea. Prendiamo in considerazione solo la prima parte dei due tempi: il parziale in 50 minuti sarebbe di 3 a 0 per gli azzurri. Che hanno difeso bene (191 placcaggi), cedendo poi per stanchezza: fisica e mentale. Belle prove di Garbisi, Varney, Riccioni, Ioane, Brex. Ci sono state incertezze nelle rimesse laterali, nell'uso del piede nella ripresa, nella velocità di esecuzione con l'ovale in mano, sulla presenza nei breakdown in particolare nel finale (ma davanti c'erano gli All Blacks). La panchina, poi: Steyn ha forse fatto meglio di Giammarioli, mentre Braley e Canna non si sono dimostrati all'altezza dei titolari.
E Innocenti sogna una sfida "probabili e possibili"
Comunque, un piccolo passo in avanti: anche per Marzio Innocenti, presidente Fir, era una sorta di esordio. "A marzo ero stato eletto da una settimana, quando abbiamo giocato con la Scozia. Il mio vero esordio in realtà è stato l'altra settimana a Madrid". L'Italia A, che ha battuto di misura la Spagna. "Un successo molto importante, che qualcuno ha sottovalutato. Perché non era affatto semplice per quei ragazzi venire a capo di una partita così, con avversari determinati: chi pensava avremmo rifilato 60 punti agli spagnoli, non capisce nulla di questo sport. Dove potremo crescere solo un passo per volta". Appunto. "Durante il raduno di Verona c'erano due Nazionali in campo: 60 atleti che possono giocarsi il posto per i mondiali del 2023. Abbiamo bisogno di alternative in tutti i ruoli. E ho pensato che sarebbe bello organizzare un match tra probabili e possibili, alla vigilia del prossimo tour estivo: la maglia azzurra in palio".
Argentina, a Treviso il vero banco di prova
La partita con la Spagna ha permesso di includere definitivamente nel gruppo alcuni equiparati, così come poi ratificato dal consiglio federale di venerdì scorso. Hame Faiva, tallonatore neozelandese di origine tongana, potrà già essere disponibile per l'incontro di sabato prossimo con l'Argentina. Presto sarà anche il turno del tre-quarti figiano, Ratuva Tavuyara. Ecco: il match in programma tra 6 giorni a Treviso sarà il vero banco di prova della nuova Italia del ct Crowley e del capitano Lamaro: perché oggi i Pumas sono un'altra squadra sulla carta "impossibile". Ma per gli azzurri è cominciato un nuovo ciclo.
Quanta emozioni nella Guerra dei Mondi
Nel secondo fine-settimana della Guerra dei Mondi non sono mancate le emozioni. Che equilibrio nella sfida più importante, quella di Cardiff tra Galles e Sudafrica: sotto la pioggia gli Springboks nel finale sono riusciti ad avere la meglio (23-18), ma i Dragoni - che 7 giorni prima erano stati travolti dagli All Blacks con uno scarto identico (-38) a quello degli azzurri ieri - hanno fatto tremare i campioni del mondo. Match equilibrato ed emozionante anche a Parigi, dove la Francia ha piegato (29-20) un'Argentina fortissima fisicamente, in particolare con gli avanti. "I Pumas sono stati feroci e ci hanno scioccato, ma era importante vincere. Tutti insieme", ha commentato Fabien Galthiè, ct dei Bleus. A Dublino il Giappone ha perso ed era prevedibile, ma non così: 60-5 e 9 mete a una per l'Irlanda, con Sexton che ha segnato celebrando le 100 presenze. Courtney Lawses ha guidato l'Inghilterra ad una facile vittoria su Tonga (69-3): 11 mete per i Bianchi di Eddie Jones.