✕

Rugby, cucchiaio di legno all'Italia? Ecco come funziona

Capuozzo in azione durante Galles-Italia (afp)
Grazie al successo in Galles, che ha interrotto una striscia di 36 sconfitte nel Sei Nazioni, gli azzurri hanno chiuso la classifica sì all'ultimo posto ma con 5 punti. Evitando così l'odioso premio, almeno secondo l'interpretazione di Parigi e Roma
2 minuti di lettura

CARDIFF - Wooden Spoon. La voce Six Nations di Wikipedia è stata aggiornata al termine del torneo, che ieri sera ha premiato la Francia col Grand Chelem (5 vittorie in altrettante partite). Con perfidia tutta albionica, nella casella dedicata al Cucchiaio di Legno è comparsa un'altra bandierina tricolore. La diciassettesima e settima consecutiva per l'Italia, in 23 edizioni. Però mai come quest'anno gli azzurri se ne infischiano dell'odioso premio virtuale all'ultimo classificato: la vittoria sul Galles (22-21), un successo atteso 7 anni dopo 36 sconfitte di fila, ha reso giustizia al lavoro e ai progressi fatti in questa ultima stagione dal capitano Lamaro e dai suoi compagni. All'esordio a Parigi, dopo mezz'ora, i nostri erano ancora in vantaggio. Contro l'Irlanda hanno resistito a lungo, nonostante 2 giocatori in meno. Le 3 mete segnate alla Scozia hanno premiato il gioco in attacco del ct Crowley. Quattro ko in un mese e mezzo, …

CARDIFF - Wooden Spoon. La voce Six Nations di Wikipedia è stata aggiornata al termine del torneo, che ieri sera ha premiato la Francia col Grand Chelem (5 vittorie in altrettante partite). Con perfidia tutta albionica, nella casella dedicata al Cucchiaio di Legno è comparsa un'altra bandierina tricolore. La diciassettesima e settima consecutiva per l'Italia, in 23 edizioni. Però mai come quest'anno gli azzurri se ne infischiano dell'odioso premio virtuale all'ultimo classificato: la vittoria sul Galles (22-21), un successo atteso 7 anni dopo 36 sconfitte di fila, ha reso giustizia al lavoro e ai progressi fatti in questa ultima stagione dal capitano Lamaro e dai suoi compagni. All'esordio a Parigi, dopo mezz'ora, i nostri erano ancora in vantaggio. Contro l'Irlanda hanno resistito a lungo, nonostante 2 giocatori in meno. Le 3 mete segnate alla Scozia hanno premiato il gioco in attacco del ct Crowley. Quattro ko in un mese e mezzo, d'accordo: ma forse l'unico incontro davvero buio è stato lo 0-33 all'Olimpico con l'Inghilterra. "Una vittoria storica e un punto di partenza", ha commentato Marzio Innocenti, presidente Fir, al termine del glorioso match di Cardiff. "Giusto che i ragazzi festeggino, ma la strada è ancora lunga".

La storia del cucchiaio di legno

E poi, calma con l'Orrenda Stoviglia: anche perché l'Italia ha sì chiuso in fondo, però con 5 punti. C'è una interpretazione italo-francese che in questo caso dicono scongiuri il Cucchiaio di Legno, facendolo coincidere solo col white wash. Proviamo a fare chiarezza con questa storia assurda, che nasce all'Università di Cambridge (e quindi l'interpretazione britannica dovrebbe essere prevalente): secondo la tradizione, agli studenti che prendevano i voti più bassi i compagni regalavano un cucchiaio di legno per deriderli. Dunque, sono 17 volte che l'Italrugby se lo merita. Però a Parigi e Roma sostengono che solo se si finisce ultimi - ma a zero punti! - ci si aggiudica il maledetto Wooden Spoon. Che confusione. Meglio dedicarsi al folletto paisà, quell'Ange Capuozzo che ha cambiato il nostro destino ovale.

Capuozzo, l'angelo paisà che ha cambiato la storia 

Il Times di Londra alla vigilia della partita di ieri gli aveva già dedicato un titolone ("Capuozzo, un debutto da sogno"): perché Ange, un angelo di viso e un demonio quando corre, con le 2 mete all'esordio dell'altra settimana e una serie di finte ad ubriacare gli scozzesi aveva impressionato tutti. Nonno napoletano emigrato a Grénoble nel dopoguerra, il padre Franc che ha proseguito l'attività artigiana di famiglia (producono guanti), la madre originaria del Madagascar. Ha cominciato a giocare all'età di 5 anni a Le Pont-de-Claix: "Non sono un gigante ma mi è sempre piaciuto il contatto fisico", se la ride. La svolta è arrivata 3 anni fa, quando si è presentato ai tecnici italiani dopo un raduno della Nazionale giovanile proprio a Grénoble. "Sono di origine italiana: prendetemi". I primi incontri con gli azzurri U20, la convocazione ai mondiali di categoria in Argentina. Rugbisticamente nasce mediano di mischia: "E' un ruolo che mi ha insegnato molto. Però devi prendere decisioni troppo in fretta. Come estremo, invece, ho il tempo sufficiente per scegliere cosa fare".

E così ha cominciato a indossare la maglia numero 15: leggero ma velocissimo e imprendibile in attacco, sicurò di sé quando c'è da placcare o raccogliere palloni al volo. Qualche piccolo infortunio ne aveva messo in dubbio la possibilità di selezionarlo subito per l'Italia maggiore. Sembra sia stato proprio Innocenti a fare di tutto perché il ragazzo entrasse a far parte del gruppo azzurro: scommessa vinta. Gioca titolare nel club di Grénoble in ProD2, la seconda divisione francese. Ma in estate si trasferirà a Tolosa, in una della squadre più prestigiose del mondo. Sabato scorso, all'Olimpico, aveva fatto tenerezza quando s'era messo a piangere per l'emozione all'Inno di Mameli. "Non avete idea di cosa significhi, per me e la mia famiglia". Sì, questo ragazzo è proprio un angelo.