Sport

"I gay sono destinati all'inferno": Kerevi, un altro campione australiano di rugby, si schiera con Folau

Samu Kerevi
Samu Kerevi 
Il campione di origine figiana nel corso di un documentario dedicato alla storia del suo discusso compagno di squadra: "La Federazione di rugby australiana ci impedisce di essere solidali con lui"
1 minuti di lettura

Se per l'ambasciatore del Qatar l'omosessualità è "una malattia mentale", per alcuni famosi rugbisti australiani "i gay sono destinati all'inferno". Samu Kerevi, 29 anni, campione di origine figiana con 33 presenze nei Wallabies (ma non convocato per l'impegno con gli azzurri di sabato a Firenze), ha ribadito il concetto nel corso di un documentario dedicato alla storia del suo discusso compagno di squadra, Israel Folau. "La Federazione di rugby australiana ci impedisce di essere solidali con lui", ha denunciato Kerevi.

Le parole di Folau

Folau, straordinario talento ovale, in passato ha più volte esternato le sue posizioni omofobe e per questo nel 2019 il suo contratto con i Canguri è stato rescisso. Tre anni fa aveva citato un passo della Bibbia, interpretandolo a suo modo: "Ubriachi, omosessuali, ladri, bugiardi, fornicatori, adulti, ladri e idolatri: attenti, l'inferno vi aspetta". Samu Kerevi, che aveva messo un "like" al post del compagno, nel docu-film rivendica le sue radici polinesiane e "cristiane", insieme al diritto di essere d'accordo con le opinioni di 'Izzy' Folau: "Ma i nostri uffici stampa ci hanno impedito di sostenerlo e di esprimere opinioni sull'argomento. Invece, quelli che erano contro di lui sono stati regolarmente intervistati e invitati a ribadire che non gradivano il suo post".

Il logo arcobaleno

La Federazione australiana ha più volte ricordato di non aver mai censurato i propri giocatori. Kerevi parla di "ipocrisia": "Ci sono persone colpevoli di violenza domestica, e li fanno giocare. Ma guai, se qualcuno cita un passo della Bibbia". L'australiano attualmente gioca nel campionato giapponese così come Folau, che quest'anno - dopo essere stato fermo per 3 stagioni - ha potuto esordire nella sua nazionale di origine, Tonga. Rugby Australia ha sottolineato il proprio supporto alla comunità LGBTQ+ con una versione arcobaleno del logo Wallabies: "Una scelta che è stata fatta senza chiedere il parere di noi giocatori, Loro sono dalla parte dei matrimoni gay. Ma nessuno ci ha mai chiesto cosa ne pensiamo noi, che indossiamo quella maglia".

I commenti dei lettori