Sei Nazioni di rugby: cresce l'Italia, ma a Twickenham non basta
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriPerdere a Twickenham con uno scarto tutto sommato ridotto e uscire dal campo con la rabbia di chi sapeva che nel Tempio ovale si poteva fare molto di più: vincere, perché no? Sì, oggi l'Italia del rugby è proprio un'altra cosa rispetto alle ineluttabili batoste del passato. Dopo un primo tempo da dimenticare, gli azzurri - perso il capitano Lamaro per infortunio e con un giocatore in meno per 20 minuti - nella ripresa hanno fatto meglio dell'Inghilterra: segnando due mete con Riccioni e Fusco, correndo a perdifiato col folletto Capuozzo, battagliando su ogni zolla con Negri e Fischetti. "Abbiamo pensato che si poteva riaprire la partita", racconta Ruzza, seconda linea. Crowley, il ct della Nazionale, neozelandese di poche - ma esemplari - parole: "A un certo punto avremmo potuto perdere anche di 50 punti. Invece...". Invece questa è una squadra che può giocarsela con le grandi, e l'allenatore confessa serena…
Perdere a Twickenham con uno scarto tutto sommato ridotto e uscire dal campo con la rabbia di chi sapeva che nel Tempio ovale si poteva fare molto di più: vincere, perché no? Sì, oggi l'Italia del rugby è proprio un'altra cosa rispetto alle ineluttabili batoste del passato. Dopo un primo tempo da dimenticare, gli azzurri - perso il capitano Lamaro per infortunio e con un giocatore in meno per 20 minuti - nella ripresa hanno fatto meglio dell'Inghilterra: segnando due mete con Riccioni e Fusco, correndo a perdifiato col folletto Capuozzo, battagliando su ogni zolla con Negri e Fischetti. "Abbiamo pensato che si poteva riaprire la partita", racconta Ruzza, seconda linea. Crowley, il ct della Nazionale, neozelandese di poche - ma esemplari - parole: "A un certo punto avremmo potuto perdere anche di 50 punti. Invece...". Invece questa è una squadra che può giocarsela con le grandi, e l'allenatore confessa serenamente la sua frustrazione: "Con la Francia abbiamo perso una grandissima opportunità. Ma anche questa volta con gli inglesi...".
Dopo due turni del Sei Nazioni l'Italia è senza successi però davanti al Galles, perché si è meritata un punto di bonus difensivo e tanti complimenti: sa rispondere alle spallate avversarie con un gioco spettacolare fatto di ritmo, velocità e fantasia. Gli applausi del pubblico londinese e l'atteggiamento degli avversari, che a tempo scaduto hanno preferito calciare il pallone in tribuna per evitare guai, sono la migliore delle conferme. Ieri alla vigilia c'era un Piano A, racconta Crowley, che non ha funzionato: terribilmente aggressivi i Bianchi, complice un arbitro che ha regolarmente fischiato contro la mischia italiana. "Siamo i più penalizzati di tutto l'emisfero nord: vedremo cosa fare, la cosa è decisamente strana".
Messi sotto pressione, gli italiani hanno subìto 3 mete nei primi 40 minuti. In altri tempi, sarebbero crollati. Al contrario, alla ripresa hanno impostato la loro musica fatta di finte, incroci. Però dopo l'empatica marcatura di Riccioni è arrivata l'espulsione temporanea di Ferrari. Impossibile sbocciare, a quelle condizioni. Le corse dei tre-quarti azzurri hanno comunque portato ad un'altra emozionante meta, con Fusco, dopo lo strepitoso break del ventenne Menoncello. "Nonostante gli errori, siamo comunque rimasti in partita", spiega Ruzza, che ha preso la fascia da capitano di Lamaro. "Però dobbiamo maturare: è l'esperienza, che ci manca". Capirài, quella azzurra è la squadra con l'età media più bassa del torneo. Tra due settimane si torna in campo: e questa volta, all'Olimpico con l'Irlanda, ci sarà anche Paolo Garbisi: ha 22 anni, un grande avvenire davanti. Come questa Italia ovale. Giovane, talentuosa. E arrabbiata.