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Italia, esordio vincente ai Mondiali di rugby: Namibia battuta 52-8

Paolo Garbisi in azione durante Italia-Namibia

Paolo Garbisi in azione durante Italia-Namibia

 (afp)
La nazionale non brilla sul piano del gioco ma parte con il piede giusto nella rassegna iridata in Francia. Sette le mete azzurre, prossimo impegno contro l’Uruguay
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L’Italia supera nettamente la Namibia (52-8), segna 7 mete e come pronosticato si guadagna il punto di bonus offensivo che vale il temporaneo primato solitario nel girone con Francia e All Blacks. Un entusiasmante finale di gara – 3 marcature negli ultimi 8 minuti – riscatta in parte un esordio nei mondiali francesi da cui ci si aspettava qualcosa di più, almeno sul piano del gioco. Gli azzurri sono parsi a lungo contratti, confusi: a causa della difesa puntuale degli africani - che leggeva in anticipo i movimenti della nostra seconda linea d’attacco - e del gran caldo di Saint-Etienne, hanno commesso diversi errori sui placcaggi e palla in mano. La partita non è mai stata in discussione, ma la chiarissima differenza coi namibiani è venuta fuori solo all’ultimo. Quattro anni fa, nella Rugby World Cup giapponese, le due squadre si erano incontrate ancora nel primo match del girone: era finita 47-22 per noi, 7 mete a 3. Insomma, è andata decisamente meglio. Non quanto ci si aspettava, però.

Bene la prima linea, soffre Lamaro

Lorenzo Cannone, autore della prima meta, è stato giustamente premiato come miglior giocatore dell’incontro. Ha bene impressionato la prima linea titolare, da Fischetti a Nicotera a Riccioni. Lamb è andato a segno ed è stato prezioso nelle rimesse laterali, Ruzza oggi non altrettanto. Così così il capitano Lamaro, anche Negri non è stato concreto come altre volte. Garbisi si è espresso meglio quando Crowley l’ha spostato nel ruolo di primo centro e Allan – formidabile nelle trasformazioni – si è spostato all’apertura. Qualche sorprendente errore di Ioane, Capuozzo è uscito fuori solo nella ripresa, scivolando ad estremo. Bravi quelli entrati a partita in corso: Zuliani, ma anche Bruno e Odogwu.

La meta di Zuliani

La meta di Zuliani

 (reuters)

Lorenzo Cannone e Garbisi, le prime mete azzurre

La Namibia ha aperto le marcature con una punizione di Swanepoel, gli azzurri hanno subito replicato dalla piazzola con Allan e poco dopo Lorenzo Cannone – complice il giallo a van Jaarsveld per aver fatto crollare la mischia avanzante - si è tolto la soddisfazione di segnare la prima meta italiana di questi mondiali, sbucando da una micidiale rolling maul. Garbisi ha raddoppiato al centro dei pali, sfruttando una sciagurata rimessa laterale in difesa degli africani: Lamaro è stato bravo a lanciare l’apertura, dopo aver recuperato l’ovale. Un quarto d’ora di gioco discreto: troppo presto per fare i complimenti ai ragazzi di Crowley, che infatti si sono fatti sorprendere – nonostante la superiorità numerica – da un pallone aperto al largo e finalizzato da Mouton. Nei successivi 20 minuti l’Italia è rimasta prigioniera di sé stessa, indisciplinata e imprecisa: tanti errori, favoriti pure dalla strategia umile ma aggressiva apparecchiata dal sudafricano Coetzee, che prima di allenare la Namibia era stato il tecnico del Rovigo.

Capuozzo bacia un tifoso a fine partita

Capuozzo bacia un tifoso a fine partita

 (afp)

Gran finale, e Allan non ne sbaglia una

“Parlate troppo”: la ripresa è cominciata con un rimprovero dell’arbitro Brace agli azzurri, accompagnato da una punizione. Un brutto segnale? La meta di Dino Lamb, col sostegno di Nicotera e Ferrari, ha restituito il sorriso: è arrivata dopo un penaltouche – calcio originato da un fallo namibiano in mischia ordinata – e una serie di pick and go. Il ct Crowley ne ha approfittato per rivoluzionare la linea dei tre-quarti: fuori Morisi, con Garbisi a primi centro e Allan all’apertura, Capuozzo estremo e Bruno al suo posto, all’ala. Al primo ovale pulito conquistato da una fase ordinata, la linea di tre-quarti azzurra si è finalmente liberata: progressione di Brex, poi l’Ange Azzurro ha combinato bene con Ioane prima di tuffarsi in meta. La successiva marcatura di Zuliani avrebbe forse liberato la squadra dalle sue incertezze, ma il Tmo l’ha giustamente annullata per un ‘in avanti’ proprio un istante prima di schiacciare il pallone. Ci ha poi pensato il tallonatore Faiva, dopo un bel break di Bruno. E’ stata come una liberazione: Zuliani, in combinazione con Page-Relo, ha rotto l’ultimo placcaggio e si è rifatto dell’errore precedente. Odogwu con una prepotente progressione sulla linea di fondo ha chiuso il conto. Allan ha trasformato tutte e 8 le mete, ed è un altro segnale positivo. Adesso è tempo di recuperare: il 20 settembre a Nizza ci aspetta l’Uruguay.

Italia-Namibia 52-8 (17-8)
Marcatori
: 4’ pt cp Swanepoel, 8’ cp Allan, 11’ meta Niccolò Cannone tr. Allan, 15’ meta Garbisi tr Allan, 21’ meta Mouton; 6’ meta Lamb tr Allan, 15’ meta Capuozzo tr Allan, 34’ meta Faiva tr Allan, 38’ meta Zuliani tr Allan, 42’ meta Odogwu tr Allan.
Italia: Allan – Capuozzo, Brex (20’ st Odogwu), Morisi (7’ st Bruno), Ioane – Paolo Garbisi, Varney (7’ st Page-Relo) – Cannone, Lamaro, Negri (7’ st Zuliani) – Ruzza (12’-15’ pt e 16’ st Sisi), Lamb – Ferrari (10’ st Riccioni), Nicotera (10’ st Faiva), Fischetti (16’ st Nemer).
Namibia: Rossouw – Mouton (23’ st van der Bergh), Deysel, Burger (17’ st Malan), Greyling - Swanepoel, Stevens (18’ st Theron) - Hardwick, Retief, Conradie (11’-15’ pt Gaoseb, 19’-22’ pt van der Westhuizen, 10 st Gosaeb) - Uanivi, Ludick (10’ st De Klerk) - Coetzee (10’ st Viviers), van Jaarsveld (12’ st van der Westhuizen), Sethie (36’ pt Benade).
Arbitro: Brace (Irl)
Note: 10’ pt cartellino giallo van Jaarsveld; man of the match: Niccolò Cannone.

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