La rabbia dell’Inghilterra, che ancora non si è ripresa dalla drammatica sconfitta in semifinale col Sudafrica. E l’orgoglio dei Pumas argentini, dopo essere stati travolti dalla Nuova Zelanda. Stasera allo Stade de France di Saint-Denis, Parigi (ore 21, diretta Sky Sport e Rai Sport), c’è in palio la medaglia di bronzo dei mondiali di rugby, prestigioso preludio alla finale in programma sabato tra gli Springboks campioni in carica e gli All Blacks. Un incontro dal pronostico difficile tra due squadre che all’inizio del torneo parevano in crisi, invece – favorite dal calendario – hanno fatto molta strada. Gli inglesi, guidati dall’antipatico Owen Farrell, nel turno inziale avevano battuto l’Argentina (27-10) a Marsiglia, grazie però ai calci di Ford: partono leggermente favoriti.
Inglesi ancora arrabbiati, via libera all’estro di Smith
Otto cambi per i Bianchi allenati da Borthwick: rivoluzione in mischia, entra una nuova prima linea (Genge, Dan, Stuart), Chessum che comincia dal primo minuto in seconda linea con Itoje, mentre in terza riecco Underhill; Ben Young per la prima volta in questa Coppa è il mediano di mischia titolare, rientra Arundell all’ala sinistra e Marcus Smith giocherà estremo. Gli inglesi continuano a mugugnare perché World Rugby ha archiviato la denuncia di razzismo lanciata da Tom Curry nei confronti del nero sudafricano Mbonambi, che domani sarà in campo per gli Springboks. Occhi puntati su Ben Earl, l’atleta che ha giocato più minuti in questi mondiali (413) e che nel numero di palloni portati (54) è secondo solo ad Ardie Savea. Dopo aver rinnovato tutta la sua solidarietà a Curry (“Una vittima che non ha potuto raccontare come sono andate le cose”), il ct Borthwick si è concentrato sulla partita: “Siamo molto motivati. Non vediamo l’ora di cominciare”.
I Pumas con due “italiani” per la rivincita di Marsiglia
Michael Cheika, allenatore australiano dei Pumas, ha deciso per 3 cambi rispetto alla scorsa settimana: Rubiolo sostituisce Lavanini in seconda linea, Cubelli numero 9 al posto di Bertranou, de la Fuente è il primo centro invece di Chocobares. Insieme a Isa, Rubiolo e de la Fuente sono le solo novità rispetto ai 23 che all’inizio del toreno aveva perso proprio con gli inglesi. Attenzione a Emiliano Boffelli, miglior marcatore argentino con 59 punti, e al pilone Thomas Gallo: gioca nel Benetton, in questi mondiali è tra quelli che ha battuto più difensori e ha placcato meglio. Bazan Velez (gioca a Rovigo) e Cinti sperano di vincere un altro bronzo: gli è già riuscito col rugby a 7 nelle Olimpiadi di Tokio, 3 anni fa. Cheika si augura “una Inghilterra che finalmente pratichi un gioco un po’ più aperto. Noi siamo comunque pronti a ogni evenienza. Non credo che questa sarà la mia ultima partita da ct dei Pumas”.
Il Sudafrica scommette sulla mischia, gli All Blacks su Jordan
Anche Sudafrica e Nuova Zelanda hanno annunciato le formazioni in vista della finale di sabato. Ancora una volta stupisce il ct Nienaber (ma forse sarebbe meglio dire Rassie Erasmus, che muove i fili), schierando in panchina 7 avanti e un solo tre-quarti, l’estremo Le Roux, segno che gli Springboks scommettono tutto sulla mischia, Cambia la regìa dei campioni in carica, che si affideranno agli esperti de Klerk e Pollard . Dieci atleti del XV titolare erano stati protagonisti nella vittoria di Tokio di 4 anni fa, col ‘vecchio’ Vermeulen (37 anni e 4 mesi) che nel 2019 fu premiato come miglior giocatore dell’incontro. Attenzione ad Arendse: 13 mete in 14 partite con la sua Nazionale. Formazione sperimentata anche per gli All Blacks, con un solo cambio (Retallick per Whitelock) nella squadra titolare e un secondo nelle riserve (Laulala per Newell). Otto anni fa, 5 neozelandesi che saranno in campo domani alzarono la Coppa al termine della finale con l’Inghilterra a Twickenham. L’ala Will Jordan è quello sotto i riflettori: 31 mete in 30 partite, in questi mondiali ha già eguagliato il primato di marcature di Jonah Lomu, Bryan Habana e Julian Savea (8), ma con gli Springboks ha segnato ‘soltanto’ 2 volte in 5 occasioni.
Argentina: Juan Cruz Mallia - Emiliano Boffelli, Lucio Cinti, Jeronimo de la Fuente, Mateo Carreras - Santiago Carreras, Tomas Cubelli - Facundo Isa, Marcos Kremer, Juan Martin Gonzalez - Pedro Rubiolo, Guido Petti - Francisco Gómez Kodela, Julian Montoya, Thomas Gallo. A disposizione: Agustín Creevy, Joel Sclavi, Eduardo Bello, Matias Alemanno, Rodrigo Bruni, Lautaro Bazan Velez, Nicolas Sanchez, Matías Moroni
Inghilterra: Marcus Smith - Freddie Steward, Joe Marchant, Manu Tuilagi, Henry Arundell - Owen Farrell, Ben Youngs - Ben Earl, Sam Underhill, Tom Curry - Ollie Chessum, Maro Itoje - Will Stuart, Theo Dan, Ellis Genge. A disposizione: Jamie George, Bevan Rodd, Dan Cole, David Ribbans, Lewis Ludlam, Danny Care, George Ford, Ollie Lawrence.
Arbitro: Berry (Aus)