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La rivoluzione del rugby, stop alle retrocessioni a stagione già finita. Innocenti: “Per crescere ancora”

Vicenza e Piacenza, retrocesse, ripescate nella serie A Elite che dal prossimo anno passerà da 9 a 10 club. La categoria inferiore si chiamerà A1
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Novantatré squadre oggi in gioco, tra serie A e B: una sola retrocessione. Nella stagione più bella di sempre a livello internazionale – coi successi azzurri del Sei Nazioni e quelli del Benetton Treviso in Europa -, il rugby italiano vara una “rivoluzione” nei campionati locali, e proprio sul finire degli stessi. Addirittura, la A Elite aveva già chiuso la regular season con la condanna di Vicenza e Lyons Piacenza: le 2 società hanno appena scoperto di essere state ripescate nella massima serie, che dal prossimo anno passerà da 9 a 10 club. La categoria immediatamente inferiore si chiamerà A1: parteciperanno 10 squadre scelte tra quelle che in questa stagione si sono meglio classificate nei 3 gironi di serie A. I 3 gironi “territoriali” di A saranno sempre composti ognuno da 10 club, grazie anche alle (4+1) promozioni dalla serie B.

Innocenti: “Un torneo dove crescere i giovani talenti”

“Abbiamo voluto venire incontro alle attuali protagoniste della Elite, che chiedevano un allargame…

Novantatré squadre oggi in gioco, tra serie A e B: una sola retrocessione. Nella stagione più bella di sempre a livello internazionale – coi successi azzurri del Sei Nazioni e quelli del Benetton Treviso in Europa -, il rugby italiano vara una “rivoluzione” nei campionati locali, e proprio sul finire degli stessi. Addirittura, la A Elite aveva già chiuso la regular season con la condanna di Vicenza e Lyons Piacenza: le 2 società hanno appena scoperto di essere state ripescate nella massima serie, che dal prossimo anno passerà da 9 a 10 club. La categoria immediatamente inferiore si chiamerà A1: parteciperanno 10 squadre scelte tra quelle che in questa stagione si sono meglio classificate nei 3 gironi di serie A. I 3 gironi “territoriali” di A saranno sempre composti ognuno da 10 club, grazie anche alle (4+1) promozioni dalla serie B.

Innocenti: “Un torneo dove crescere i giovani talenti”

“Abbiamo voluto venire incontro alle attuali protagoniste della Elite, che chiedevano un allargamento del numero. Al tempo stesso, vogliamo una crescita a piramide di tutto il movimento, per preparare gli atleti a un progressivo salto di qualità”, spiega Marzio Innocenti, presidente della Fir. Obiettivo finale, la formazione di rugbisti per le 2 franchigie (Benetton Treviso, Zebre Parma) e la maglia azzurra. “Per migliorare l’alto livello avremmo dovuto concentrare in pochi club (8) i giocatori e le risorse: a suo tempo ce lo avevano chiesto i rappresentanti di Padova, Rovigo e Reggio Emilia, poi hanno cambiato idea. Attualmente le strutture della serie A Elite non sono paragonabili a quelle di una franchigia, e purtroppo – a parte un paio di casi - mancano i grandi investitori: non è possibile immaginare un campionato ricco come quello francese”. Ma quest’anno il torneo che assegnerà lo scudetto è stato il più equilibrato e interessante degli ultimi 20 anni, sostiene Innocenti: “Il prossimo anno contiamo che tutti i club aderiscano al progetto dei permit player, schierando i migliori giocatori attualmente formati dalle Accademie, distribuiti in maniera equilibrata. Un modo perché tutti possano progredire, e i nostri giovani talenti facciano esperienza”.

Sabato Treviso è a Gloucester: “Appuntamento storico”

C’è però tensione tra le società più importanti e la Federazione. “E’ un discorso che riguarda solo i dirigenti di alcune squadre della Elite, perché rugbisti e tecnici hanno capito e ci supportano. I club delle altre categorie sono tutti con noi. E rappresentano la fascia di crescita più importante, per il movimento italiano”. La Fir investe da anni sulle Zebre, una delle formazioni più perdenti della storia: non si potrebbe risparmiare quel denaro e reinvestirlo altrove? “Le due franchigie sono un asset fondamentale per la nostra attività internazionale: non possiamo farne a meno. A Parma il grande problema è che il territorio non risponde abbastanza, e il nostro solo intervento non è sufficiente perché il bilancio almeno di avvicini a quello delle avversarie in Europa. Ma non possiamo rinunciare alla seconda franchigia. E comunque, le Zebre quest’anno ci hanno fornito due ragazzi come Fischetti e Pani, protagonisti del Sei Nazioni: altri giovani arriveranno”. L’altra franchigia, il Benetton Treviso, sabato a Gloucester è in semifinale di Challenge Cup. “Una partita che potrebbe rivelarsi storica, come quella vinta dall’Italia all’Olimpico sulla Scozia il mese scorso. Sono certo Marco Bortolami e i suoi ragazzi daranno il massimo: i risultati dell’Italia di quest’anno sono merito della Fir e del lavoro fatto dai trevigiani e dalle Zebre. Il rugby italiano continuerà a regalare delle soddisfazioni”.

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