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Rugby, a Roma il mondiale dell’inclusione: vittoria francese con Les Gaillardes

Rugby, a Roma il mondiale dell’inclusione: vittoria francese con Les Gaillardes

Grande successo della Bingham Cup, campionato amatoriale inclusivo organizzato dell’International Gay Rugby

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Una grande festa dello sport, dell’amicizia. Del rugby. Tremila atleti da 19 nazioni, il triplo di spettatori, 4 giorni per 258 partite su 8 campi nella zona Eur di Roma. La undicesima edizione della Bingham Cup, campionato amatoriale di rugby inclusivo organizzato dell’International Gay Rugby col patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio, Croce Rossa Italiana, Sport e Salute, Coni, ha battuto tutti i precedenti record di partecipazione. Il trofeo principale è stato vinto dai francesi Les Gaillardes, in finale sugli australiani Sydney Convicts (27-7), mentre le olandesi della Amsterdam Lowlanders si sono aggiudicate la Amanda Cup superando le canadesi Ottawa Wolves (62-0). Un torneo due volte da ricordare, perché domenica il centro sportivo ‘Renato Speziali’ ha ospitato anche il primo match mondiale tra due rappresentative interamente composte da persone transgender: davanti a quattromila spettatori ha prevalso la squadra Rosa sulla Blue (17-15).

Bona e Lo Cicero, leggende azzurre in sostegno

Il calcio d’inizio della finale è stato dato da Ambrogio Bona, leggendario pilone azzurro, presente insieme a un altro storico campione della prima linea come Andrea Lo Cicero. «Ringraziamo le istituzioni sportive e amministrative che in questi due anni di preparazione ci sono state sempre vicine, e che ci hanno supportato per far sì che la Bingham Cup di Roma segnasse un punto di svolta per tutta la comunità LGBTQIA+», il commento di Gianmarco Forcella, presidente del comitato organizzatore. «Vedere migliaia di persone da tutto il mondo partecipare con gioia a questo evento è la soddisfazione più grande che ripaga tutti noi, insieme ai tantissimi volontari, il cui apporto è stato fondamentale per la riuscita della manifestazione».

Amodeo (Libera): «Una grande vittoria per tutti»

Al torneo, dedicato a Mark Bingham, rugbista americano e gay, tra le vittime del volo United 93 che l’11 settembre 2001 evitarono eroicamente un’altra strage riuscendo a rivoltarsi contro i dirottatori, hanno partecipato 101 squadre, 8 femminili. Gli Usa erano presenti con 32 club. Due le formazioni italiane, una maschile e una femminile. Il Challenger Shield se lo è proprio aggiudicato l’Asd Libera Rugby Roma, in finale sui tedeschi Flying Monks (15-12). I romani, protagonisti dell’organizzazione, erano allenati da Valerio Amodeo e Mario Salvi: «Siamo felicissimi di aver ospitato quella che in Italia è stata la più grande manifestazione ovale amatoriale di sempre», spiega Amodeo. «Vedere così tanto rugby, a Roma, riempie di gioia. Tecnicamente è stato un torneo di buon livello, con una strepitosa semifinale australiana tra Sidney e Brisbane. La squadra di Libera, molto eterogenea e con profili differenti, è andata crescendo ogni partita. Non era così scontato, portare qui – in Italia, e a Roma . un messaggio di inclusione e supporto alla comunità LGBTQIA+: speriamo abbia aperto gli occhi a quei pochi ancora vittime di pregiudizi e stereotipi».

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