Gli azzurri sono arrivati nella capitale di Tonga con un volo diretto di circa 3 ore dalla loro base generale di Auckland, Nuova Zelanda. E già salendo a bordo, dando un’occhiata alla taglia oversize degli altri passeggeri – uomini e donne – si sono resi conto che sarà un’altra partita complicata. Nell’arcipelago il peso medio supera il quintale, difficilmente si trova qualcuno alto meno di un metro 80, gli addetti ai bagagli del sorprendente scalo di Nuku’alofa – code infinite coi passeggeri che trascinano casse e casse di materiale, tra sorrisi e risate contagiose – hanno dei bicipiti che fanno invidia ai nostri più forti giocatori della mischia. È contro un popolo di giganti che l’Italia giocherà quando da noi saranno le 4 del mattino (diretta Sky Sport, in streaming su Now) nel secondo incontro del tour estivo.
Otto cambi. Il ct Quesada: «Era tutto programmato»
Dopo l’amara sconfitta contro Samoa, maturata nella ripresa, il ct Gonzalo Quesada ha cambiato 8 titolari: «Ma la partita precedente non ha influito sulle mie scelte: era tutto già programmato». Ci sono 2 figure che andranno osservate con attenzione: uno è Trulla, tre-quarti ala veloce e imprevedibile ma all’apparenza un po’ leggero per questi standard, che non gioca in Nazionale da 2 anni; l’altro è Zuliani, feroce terza linea veneto. «Sono quelli che negli allenamenti mi hanno impressionato di più, per forma fisica ed entusiasmo». Poi c’è Capuozzo, arrivato pochi giorni fa dalla Francia reduce dalla finale di campionato vinta («Dopo un viaggio così lungo, si meritava di scendere subito in campo»), il mediano di mischia Page-Relo, il pilone destro Riccioni che fa il suo ritorno dopo un lungo infortunio, Nicotera a tallonare, Iachizzi che era entrato con la consueta ruvidità nella ripresa con Samoa, Lorenzo Cannone che torna numero 8 dal primo minuto. “Abbiamo il nostro gioco, sappiamo mettere pressione e attaccare. Dobbiamo ritrovare fisicità e difesa, non perdere più palloni”.
Un paradiso nel Pacifico. Ma venerdì sarà battaglia
Gli azzurri sono alloggiati al Little Italy, un ristorante-albergo sul lungomare, a poche centinaia di metri dal palazzo reale: il padrone è uno dei rarissimi italiani che si trovano sull’isola, Angelo Crapanzano, imprenditore milanese di origine siciliana innamoratosi trent’anni fa del Pacifico, che ha sposato una nipote del leggendario Jonah Lomu, a suo tempo più volte ospite della struttura. Ambiente simpatico, leggero, come tutta l’isola. Verdissima, impressionante per il numero di palme, tanti cani randagi e galline che razzolano per le strade. Il vento forte sposta all’improvviso grandi nuvoli neri e in un attimo si passa dal sole cocente a un acquazzone. L’atmosfera è molto serena: «Nofo fiemalie», state rilassati, ripete la gente. Ma venerdì con questi omoni si preannuncia una battaglia durissima.
Italia: Capuozzo – Trulla, Brex, Menoncello, Ioane – Paolo Garbisi, Page-Relo – Lorenzo Cannone, Lamaro, Zuliani – Ruzza, Iachizzi, Riccioni, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Lucchesi Spagnolo, Ferrari, Niccolò Cannone, Zambonin, Alessandro Garbisi, Marin, Vintcent.